IL REGALO DI NATALE

Non so se sia il più bello, ma il regalo di Natale più ricco è quello che hanno ricevuto le banche, Monte dei Paschi in testa, per evitare il fallimento. E’ vero: si tratta di istituzioni too big too fail, troppo grandi per fallire, come spiegano un bel libro e l’altrettanto bel film (Il crollo dei giganti con Wiliam Hurt). Ci sarebbero andati di mezzo migliaia di posti di lavoro, milioni di correntisti e piccoli risparmiatori, l’attività creditizia per le imprese, intere comunità.
Sono 20 miliardi, VENTI MILIARDI dei contribuenti, di noi cittadini italiani. Siamo noi che pagheremo il conto per questa crisi delle banche.
Ma non c’è un Raffaele Cantone che vada a spulciare le delibere, le decisioni, le scelte di chi ha riempito le banche di titoli tossici, di crediti inesigibili, di immobili mai vendibili? Di chi ha prestato soldi ad amici, parenti, sodali di partito, di associazioni a delinquere? Di chi li ha negati a imprenditori che non potevano pagare i dipendenti perché lo Stato o le grandi aziende pagano in ritardo, agli artigiani che si sono suicidati per non potere pagare le bollette di Equitalia, ai giovani talenti che avevano idee innovative e che sono stati costretti a realizzarle all’estero? Che vada a controllare gli emolumenti, le ricche proprietà, i conti nei paradisi fiscali, le buonuscite milionarie a chi aveva causato disastri come questi?
Personalmente sono stufo di vedere in galera solo chi ruba in un appartamento e non chi si appropria dei risparmi di un pensionato con investimenti truffaldini. Solo chi spaccia droghe all’angolo della via e non chi ricicla nelle sue banche i soldi dei narcotrafficanti. Solo chi commette un omicidio e non chi finanzia i commercianti di armi che fanno affari miliardari sulle guerre come quelle in Siria.
Ecco, io come contribuente sono disposto a dare la mia parte dei venti miliardi di euro per salvare le banche ma voglio in cambio un po’ di giustizia sociale. A meno che, chi dovrebbe garantirla non è disposto a tradire il suo mandato per trenta denari, per corruzione o perché è della stessa pasta dei delinquenti di grossa taglia. Come Trump che ha fatto suo Ministro del Tesoro Steven Mnuchin, per diciassette anni alla Goldman Sachs e che ha accumulato miliardi di dollari durante la crisi immobiliare del 2008, quella da cui ha avuto origine a livello mondiale la crisi delle banche: ne parleremo estesamente.

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