Una guerra mondiale in provetta

Prima che un medicinale venga introdotto sul mercato, viene provato in laboratorio.

La Siria è il laboratorio alchemico in cui viene testata la guerra mondiale con tutti gli ingredienti della mattanza umana: interessi geopolitici, guerre di religione, scontri razziali, violenze dittatoriali, mercato infinito di armi, area di test per nuovi strumenti di guerra, bambini soldato, attentati kamikaze, esecuzioni

sommarie, stupri, fosse comuni, giornalisti giustiziati, ospedali centrati da bombe intelligenti, monumenti in macerie, ecc..

Oggi in Siria rimane viva appena il 39% della popolazione precedente l’inizio del conflitto. Il resto è così diviso: il 50% sono profughi, l’11% sono morti.

Ricordate le Primavere arabe? Anche in Siria ci fu un tentativo di scalzare il dittatore Assad per portare la democrazia. Tutti applaudimmo il popolo che si ribellava ma, quando Assad ha fatto levare in volo i suoi aerei per bombardare le sue città e il suo popolo, le varie potenze si sono scatenate per prendere ognuna un pezzo di carne dell’animale ferito. La Siria è diventato il teatro di scontro tra USA e Russia, tra Arabia Saudita e Iran, tra curdi e turchi, tra miliziani libanesi e israeliani, tra terroristi dell’Isis (lì si chiama Daesh) e ribelli democratici, tra sciiti e sunniti ecc.

Alla fine credo che, tranne San Marino e Liechtenstein, tutti gli Stati del mondo in modo diretto o indiretto siano stati presenti nel conflitto siriano. Oggi Assad ha preso possesso del fantasma di Aleppo, una città antica e bellissima, devastata peggio che dal più mostruoso dei terremoti. Lo ha fatto grazie all’intervento spregiudicato di Putin che ha ottenuto così l’importante base navale di Lattakia sul Mediterraneo.

L’orso russo è affamato. L’America è nelle mani di un fascista che, come primo atto internazionale ha provocato la Cina. Ogni Stato alza muri ai confini e invoca misure protezionistiche. La Siria rischia di essere la provetta per testare una medicina molto amara per l’umanità.

Chi oggi invoca l’uscita dall’Europa si ricordi che lo spirito europeo, l’allargamento dei confini, il consolidamento degli equilibri ci hanno garantito 71 anni di pace, di democrazia e di stato sociale. Tocca a noi difendere questi valori mettendo a tacere egoismi, populisti e attacchi ai nostri diritti.

provetta

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