LA BATTAGLIA DI HAKSAW RIDGE

Di questo film due cose mi hanno colpito.
La prima è la coerenza ai propri principi del personaggio anche a costo di pagare un prezzo altissimo. Tra l’altro il film racconta una storia realmente accaduta. In questo periodo in cui le posizioni personali vengono spesso vendute un tanto al chilo e gli ideali vengono rottamati come inutili scorie del passato, non è poco.
La seconda è la guerra. Mel Gibson la descrive nel modo crudo con cui aveva rappresentato la violenza e la bestialità umana in Apocalypto e nella Passione di Cristo. Sono uscito dal cinema pensando a quanto sono stato fortunato nella lotteria della vita. Se fossi nato in Siria cinque anni fa sarei come un milione di bambini siriani che non hanno mai visto altro mondo che guerra e distruzione e che, quando non sono rimasti orfani o non hanno subito mutilazioni, porteranno sempre con sé inestinguibili danni psicologici. Invece sono nato in Europa. Quest’anno compirò settant’anni e non ho mai conosciuto un giorno di guerra.
Questo in gran parte è grazie allo spirito di un documento scritto nel carcere di Ventotene da persone capaci di una grande visione come Altiero Spinelli che hanno immaginato l’Europa Unita. Lo spirito di quel documento ha portato a una unità progressiva di una zona che è la più ricca del mondo non solo dal punto di vista economico ma anche di storia, civiltà, diritti, democrazia. Vorrei che nessuno lo dimenticasse mai.
Chi inneggia alla Brexit, ai muri di Orban, a Marine Le Pen o è in mala fede o non sa quello che dice e verso quale destino vuole condurre i nostri figli. Un’Europa frantumata in Stati rivali tra loro tornerebbe presto a triplici alleanze, a triplici intese e a tutte le nefandezze che hanno trasformato il nostro Continente in un enorme carnaio dalla guerra dei trent’anni al 1945.
Tutti gli storici e gli analisti di politica internazionale sono d’accordo su una cosa: gli strascichi della prima guerra mondiale, le barriere doganali, le restrizioni all’immigrazione, il trinceramento finanziario e il nazionalismo politico furono le cause delle crisi geopolitiche degli anni Trenta che culminarono nella seconda guerra mondiale.

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