2130

Questa è una storia di fantascienza, ambientata nel 2130.
L’Africa ha conosciuto un grande sviluppo economico e democratico. Da poco ha avviato un processo di integrazione con la UCA (Unione Comune Africana). L’Europa, al contrario, un secolo prima si è frantumata in singoli stati dominati da dittature in lotta tra loro e vive uno stato di guerre locali continue ritornando ad essere il carnaio che è sempre stata dalla guerra dei trent’anni in poi. Solo di recente, nel 2125, si sono sviluppati movimenti democratici tanto che qualcuno ha parlato di Primavere Europee. In particolare, nello stato dell’Italia Centrale il popolo ha occupato per settimane la storica Piazza San Giovanni e ha imposto libere elezioni. Ma il vincitore delle elezioni è stato deposto con un colpo di stato militare con la scusa che sosteneva i fondamentalisti cristiani.
Anche nello Stato lombardo-veneto avviene un tentativo di sollevazione democratica. Il feroce dittatore Assag, discendente di imprenditori di Assago nel milanese, ha fatto bombardare dalle sue forze aeree il proprio popolo. La resistenza democratica, nella migliore tradizione italiana, si è frantumata in decine di gruppuscoli in lotta tra loro oltre che contro il potere centrale. Assag trova un alleato insperato in Putin ancora vivo grazie a numerosi innesti bionici e interventi di ingegneria genetica e ancora al potere da quasi un secolo e mezzo in Russia. Insieme riprendono il controllo dello Stato lombardo-veneto e bombardano Venezia, culla di antica civiltà e ricca di tesori d’arte, dove si sono asserragliate le ultime milizie dei fondamentalisti cristiani.
E’ qui che incontriamo il povero Salvini un uomo colto e buono che, come tutta la popolazione di Venezia, è ostaggio dei fondamentalisti cristiani e sottoposto con la sua famiglia ai bombardamenti incessanti di Putin e Assag. Il padre di Salvini è ricoverato per un attacco di cuore ma l’ospedale è distrutto da un missile intelligente. Sua sorella muore di parto perché l’ospedale è stato distrutto e le organizzazioni mediche umanitarie internazionali sono andate via dal Paese perché la zona è ormai troppo pericolosa. Suo fratello, strozzato dalle tasse imposte dai guerriglieri fondamentalisti, viene catturato come evasore. Subisce la decapitazione insieme a una giornalista dell’Unione Comune Africana: il video della loro esecuzione è trasmesso in tutto il mondo da youtube. Salvini riconosce, con orrore, tra i giovanissimi terroristi armati di mitra il figlio undicenne che era stato rapito dai fondamentalisti cristiani per farne un bambino-soldato. La moglie di Salvini è ormai assente: la sua mente vaga in luoghi lontani dalla realtà dopo che il figlio più piccolo è stato amputato di entrambe le gambe per essere saltato su una mina. Il povero Salvini vive con la sua famiglia in una casa senza finestre e con il tetto diroccato. Non arriva più l’acqua, la corrente elettrica manca da mesi. Il cibo scarseggia, spesso Salvini è costretto a rubarne. Un giorno, per la disperazione, si spoglia, si stende sul tavolo e, dopo avere dato un coltellaccio al figlio maggiore, urla: “Mangiate me!”
A questo punto la figlia più grande dice: “Non possiamo più restare qui. Ormai un lombardo-veneto su cinque è rimasto ucciso nella guerra e uno su tre è profugo. Andiamo via anche noi.”
“Dove?” chiede Salvini.
“In Africa: lì c’è benessere, democrazia, lavoro.”
Dopo molte esitazioni, Salvini accetta. Vende tutte le povere cose che gli sono rimaste e intraprende con i suoi il lungo cammino a piedi. Le strade sono tutte interrotte e devastate dai bombardamenti. Finalmente incontrano una colonna di profughi e si uniscono a loro. Affrontano le fatiche e il freddo della traversata delle Alpi. Pagando una cifra altissima trovano un passaggio attraverso la Francia su un TIR. Durante il viaggio, la figlia più piccola di Salvini muore per la mancanza d’aria nel container stipato fino all’inverosimile tanto che si è obbligati a stare in piedi e ci si urina e si defeca addosso. Poi di nuovo la traversata al gelo dei Pirenei. Alla frontiera spagnola, trovano un enorme muro sorvegliato da soldati. Strisciando di notte, attraversano il muro ma la moglie di Salvini, ormai demente, viene raggiunta dai cani poliziotto e sbranata. Tra mille peripezie e privazioni, attraversano la Spagna e giungono a Gibilterra dove i mercanti di uomini pretendono gli ultimi averi di Salvini per portarli in Marocco. La traversata è pericolosa: oltre 30.000 profughi sono annegati in quel braccio di mare. Anche la loro barca affonda ma vengono salvati da un peschereccio marocchino e avviati a un CIE (centro di identificazione ed espulsione). Qui Salvini perde di vista la figlia, rimasta incinta dopo essere stata stuprata dagli scafisti. Saprà poi che è stata avviata alla prostituzione dalla mafia marocchina. Il figlio maggiore viene incarcerato come sospetto terrorista cristiano. Viene difeso da un gruppo di intellettuali marocchini che cercano inutilmente di dimostrare che non tutti gli europei sono uguali, che non tutti sono cristiani, che tra i cristiani ci sono differenze tra i cattolici e i protestanti, che solo una minoranza sono fondamentalisti e che solo una piccolissima parte sono terroristi. Salvini, ormai rimasto solo, trova un lavoro in nero e pagato una miseria come bracciante in un campo di pomodori ma muore per il caldo e la fatica.
Intanto a Nichel in, una città di 50.000 abitanti vicino a Casablanca, Almaghrib Akbar, Forza Marocco, organizza in un teatro una manifestazione dal titolo: ARRIVANO GLI EXTRACOMUNITARI.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *