LA COSCIENZA CRITICA

Tutti ricordano l’11 Settembre come il giorno in cui, nel 2001, i terroristi distrussero le Torri Gemelle a New York. Quello è stato però il secondo 11 Settembre della Storia. Ce n’è stato un altro quasi trent’anni prima e molto più importante ma quasi nessuno lo ricorda. Voglio farlo oggi che inauguriamo PIAZZA DI VITTORIO perché riflettiamo insieme come sia importante sviluppare una coscienza critica, cioè una consapevolezza della realtà costruita in modo autonomo, libero dai condizionamenti del pensiero comune (che è poi quello imposto da chi ha il potere).
Per farlo riporto una pagina tratta dal libro “Chi sono i padroni del mondo” di Noam Chomsky, il più grande intellettuale vivente della sinistra mondiale.

“Quei crimini (l’attentato alle Torri Gemelle) avrebbero potuto essere ancora più gravi: supponiamo che l’aereo UA-93, abbattuto dai coraggiosi passeggeri in Pennsylvania avesse colpito la Casa Bianca, uccidendo il presidente. Supponiamo che gli autori di quel crimine avessero pianificato e fossero riusciti a imporre una dittatura militare che avrebbe ammazzato migliaia di persone e torturato decine di migliaia. Supponiamo che la nuova dittatura avesse istituito, con il supporto di quei criminali, una centrale internazionale del terrore che avrebbe insediato Stati di tortura e di terrore anche altrove e che, come ciliegina sulla torta, avrebbe assoldato una squadra di economisti – chiamiamoli i Ragazzi di Kandahar -, trascinando l’economia in una delle più gravi crisi della storia. Be’, tutto questo sarebbe stato ben peggiore dell’11 Settembre.
Dovrebbe essere noto a tutti che quello appena descritto non è un esperimento mentale. È successo realmente. Mi riferisco naturalmente al primo 11 Settembre, come lo chiamano in America Latina: l’11 Settembre 1973, quando gli Stati Uniti riuscirono finalmente nell’impresa di rovesciare il governo democratico cileno di Salvador Allende grazie a un golpe militare che insediò l’abominevole regime di Augusto Pinochet. Fu a quel punto che la dittatura si affidò ai Chicago Boys – economisti formatisi all’Università di Chicago – perché riformassero l’economia cilena. Pensate al disastro economico, alle torture, ai rapimenti e poi moltiplicate per venticinque il numero di persone uccise per ottenere l’equivalente cileno: allora capirete quanto più devastante fu il primo 11 Settembre rispetto al secondo.
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Il primo 11 Settembre, a differenza del secondo, non cambiò il modo. Non era “così importante”: con queste parole Kissinger rassicurò il suo capo qualche giorno dopo. E a giudicare da come quella vicenda è raccontata dalla storia ufficiale non gli si può dare torto, anche se i sopravvissuti la pensano diversamente.”

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