E’ nato il blog Piazza Di Vittorio: il commento di un lettore.

Nella conferenza stampa susseguente a una pesante sconfitta,  un grande allenatore del passato venne attaccato da un giornalista:
“Ha sbagliato la disposizione della squadra”. Pesaola, era lui il tecnico, sorrise e ribattè: “Non è vero.  Avevo disposto la squadra benissimo. Poi l’arbitro ha fischiato il calcio d’inizio e si sono mossi tutti”.
Si trattava di una battuta ma svela un segreto fondamentale dal punto di vista sociologico. Chi ha interesse a comandare ha gioco facile finchè i soggetti in campo stanno fermi, esattamente come avviene a un bravo burattinaio con le marionette.
Piazza di Vittorio e la serata di presentazione rappresentano un ideale fischio d’inizio. Chi era presente in sala, chi si avvicinerà al blog, chi semplicemente ne sentirà parlare da altri, è invitato a muoversi. Non per seguire una direzione imposta dall’alto ma per cercare da solo la propria strada e un buon vento che lo spinga. Nessuno ha avvisato sui pericoli della democrazia meglio di Alexis de Tocqueville che ha avuto il merito e la colpa di essere fuori tempo massimo avendo scritto con quasi due secoli d’anticipo rispetto allo stallo attuale. Se la società è atomizzata, se ognuno rimane ancora alla propria posizione e isolato dagli altri, allora i burattinai hanno gioco facile. Usano i voti che prendono come giustificazione a far tutto per loro e non come responsabilità a far qualcosa per gli altri, possono trovare capri espiatori per spiegare i propri insuccessi con la serenità di chi sa che nessuno si leverà dalla folla per dire che il re è nudo.
Piazza di Vittorio è partita, ogni movimento che favorirà, sarà comunque un passo in avanti. E c’è ancora tempo prima che l’arbitro fischi la fine.

Roberto D’Ingiullo

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