KEEP CALM AND CARRY ON 2

Donald Trump ha bombardato una base militare aerea di Assad. Il motivo ufficiale è una commossa ritorsione contro l’uso di gas tossici da parte del criminale dittatore siriano.
Lo stillicidio di attentati contro persone inermi nei Paesi ricchi ci fanno spesso dimenticare del ben più grave e pericoloso terrorismo degli Stati.
E’ invece importante non cadere in questa trappola mediatica.
Noam Chomski ci ha ammonito a farlo sui due 11 Settembre: quello contro le Torri Gemelle e quello per il colpo di stato in Cile (organizzato dagli USA) e di suoi analoghi in tutta l’America Latina che hanno causato ben maggiori lutti e sofferenze.
Poiché non credo alla commozione dei potenti, e tanto meno di Trump, voglio fare alcune riflessioni sull’attacco americano alla Siria.
La prima è che quella che in passato ho definito una guerra mondiale in miniatura è da ieri entrata in una nuova e più pericolosa fase. Infatti non è un mistero che il macellaio Assad sia sostenuto dall’Orso russo. Colpirlo, significa provocare uno scontro diretto con Putin. Una delle regole fondamentali della “guerra fredda”, dopo la crisi di Cuba (Kennedy-Krusciov), era stata che la confrontation tra le grandi potenze non avvenisse mai in modo diretto ma mediato da piccoli attori locali, nazioni in cui la guerra non è mai finita e dove i “Grandi” facessero solo da burattinai. L’attacco ad Assad invece avvicina pericolosamente il rischio di un confronto diretto che potrebbe essere l’inizio di un olocausto finora evitato: si tratta di una nuova fase.
La seconda riflessione è legata a obiettivi di spartizione di un Medio Oriente fortemente destabilizzato dopo la “stupida” guerra di Bush junior in Iraq e dopo le Primavere Arabe. In quest’ottica, Putin per Trump non è solo un avversario ma, prima di tutto, un interlocutore con cui dividere l’influenza geopolitica nell’area. Per inciso, tagliando fuori i due principali avversari di Trump: l’Europa e la Cina.
Ci sono poi motivi interni per cui Trump ha deciso l’attacco alla Siria. Questa pericolosa confrontation con Putin può allontanare le polemiche sempre più consistenti su un aiuto russo nelle elezioni americane a favore del miliardario fascista. In secondo luogo può fare risalire nei sondaggi Trump che ha raggiunto rapidamente i minimi storici. Tradizionalmente una bella guerra in America ottiene questo scopo: vale la pena di ricordare che, prima dell’Afghanistan e dell’Iraq, Bush junior era sotto il 22% di popolarità e che invece era alle stelle quando “stupidamente” annunciò sulla Nimitz che “la missione era compiuta” (quanto lo fosse, gli anni successivi lo hanno dimostrato). Il motivo interno più importante però è il pagamento di un debito contratto in campagna elettorale da Trump con i grandi produttori di armi. Alimentare i focolai di guerra e crearne di nuovi giustifica il mostruoso aumento del 10% delle spese militari e consente di “testare sul campo le nuove armi” i nuovi strumenti di morte che l’innovazione tecnologica perversa è in grado di produrre.
Che fare di fronte a scenari così grandi?
Innanzitutto, come di fronte a ogni atto terroristico, keep calm and carry on che non vuol dire, bovinamente, continuare la vita come sempre ma restare cittadini consapevoli e non burattini spaventati.
Secondo: stay and see, aumentare la vigilanza, cercare di comprendere, confrontare i fatti con le parole, smascherare gli interessi, capire i veri obiettivi, gli attori in campo e la posta in gioco.
Per noi, per la gente comune, la posta in gioco è troppo alta (non si tratta solo delle conseguenze economiche e dei flussi migratori) per ignorare le questioni e accettare le “verità ufficiali”.
Dobbiamo ricordarci che una guerra è prima di tutto una guerra di propaganda e ognuno può smascherare la neolingua, i lupi vestiti da agnelli. Per farlo non sarebbe male rileggere Farenheit 451 di Bradbury o rivedere il bellissimo libro di Truffaut con lo stesso titolo.

di Angelino RIGGIO

2 comments Add yours
  1. Grazie, Angelo.
    Grazie per il tuo articolo e grazie per averci ricordato uno dei libri più belli di sempre ed uno dei film indimenticabili.
    Obbligatorio per ogni democratico conoscerli.
    Gianni Zanirato

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