CONTRO L’ESCALATION MILITARE

 

Diceva Cechov: se nel primo atto di un dramma compare una pistola, entro il terzo atto quella pistola sparerà.

Oggi Trump ha ordinato di sganciare in Afghanistan contro una rete di tunnel dell’Isis la MOAB, la più grande bomba non nucleare esistente. La GBU-43 Massive Ordnance Air Blast bomb (MOAB) è una bomba guidata di fabbricazione statunitense. L’acronimo MOAB è anche interpretato, informalmente, come Mother OAll Bombs (“madre di tutte le bombe” in lingua inglese), in quanto l’ordigno è tra le più grandi e potenti bombe mai costruite dagli Stati Uniti.

Il Pentagono ha dichiarato di avere operato per ridurre al minimo il rischio di “danni collaterali” (l’uccisione di vittime civili).

Dalla Siria, alla Nord Corea all’Afghanistan di oggi, assistiamo a una escalation che era nei fatti già nel momento in cui Trump ha aumentato del 10% le spese militari, riducendo del 31% quelle per l’ambiente, del 18% quelle per la Sanità e del 14% quelle per l’istruzione.

Come Mussolini, come Hitler, Trump ha preso il potere con le elezioni in una democrazia stanca, corrotta e inefficiente. La crescita della coscienza critica è l’unica arma per contrastare l’avanzata del fascismo, della guerra, della devastazione ambientale.

Una sinistra che non si dà per principale obiettivo la crescita della coscienza ma mira solo a raccogliere voti è complice della rovina.

di Angelino RIGGIO

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  1. Bertolt Brecht, La guerra che verrà

    La guerra che verrà
    non è la prima. Prima
    ci sono state altre guerre.
    Alla fine dell’ultima
    c’erano vincitori e vinti.
    Fra i vinti la povera gente
    faceva la fame. Fra i vincitori
    faceva la fame la povera gente egualmente.

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