VACCINI E REPORT, TRA INCHIESTE E BUFALE

di SEBASTIANO MESSINA (Repubblica 19/04/17)

QUANDO guardi un’inchiesta di Report, e ti accorgi che anziché smascherare il grande imbroglio di chi vuol impedire agli italiani di vaccinarsi – come ti aspetteresti dopo aver guardato il programma di Milena Gabanelli per vent’anni – si sta sostenendo proprio la tesi opposta, e cioè che il vaccino porta malattie, imbrogli, sprechi e corruzione, capisci che è ora di fare qualcosa. Bisogna salvare Report , ma salvarlo da se stesso.

Bisogna assolutamente salvarlo, costi quel che costi, perché la storia del giornalismo d’inchiesta e di denuncia è troppo nobile e preziosa, e perché Report è una bandiera da tenere alta, impedendo che quel giornalismo e quella bandiera possano confondersi con certe bufale avvelenate sul web. E quindi verrebbe voglia di gridare, nonostante tutto, “dieci, cento, mille Report ” contro l’invasione delle false verità, come i rivoluzionari del Sessantotto scandivano contro la violenza dell’imperialismo “dieci, cento, mille Vietnam”, salvo poi scoprire che anche in quel Vietnam rivoluzionario la difesa dalla violenza finì col diventare l’abuso della violenza.

Il servizio traditore è quello sul vaccino contro il papilloma virus (Hpv). È una faccenda seria, perché riguarda la causa di oltre il 95 per cento dei casi di cancro al collo dell’utero, che solo in Italia sono 6500 l’anno. Ebbene, Report ha deciso di indagare sulle conseguenze indesiderate del vaccino, con un’inchiesta così spiazzante da spingere il conduttore a difendersi dalla bufera di critiche del giorno dopo sostenendo che Report non voleva “mettere in dubbio l’utilità dei vaccini, né ha fatto alcuna campagna contro”.

E qui ha sbagliato. Avrebbe dovuto sostenere l’esatto contrario, se avesse creduto nell’inchiesta che ha mandato in onda. Perché se uno ascolta un servizio di 23 minuti dedicato non alle vite salvate dal vaccino ma alle ragazze che dicono “mi hanno riempita di cortisone, di morfina in vena”, se uno apprende da un medico di Modena che “il 60 per cento delle ragazze vaccinate presenta reazioni avverse”, allora qualche dubbio gli viene.

E quando la giornalista gli mostra un uomo accusato di aver preso una mazzetta per aiutare i produttori del vaccino, quando una dottoressa con il camice bianco racconta che nelle fiale ha trovato “alluminio, polveri di silicio, di rame, di stagno, di piombo, di ferro-cromo, di acciaio e di calcio-zinco”, quando lo stesso conduttore conclude l’inchiesta mettendo in dubbio le cifre delle vite salvate, il telespettatore è ormai convinto che questo vaccino corrotto, inquinato e poco trasparente è meglio evitarlo.

Ma naturalmente non è così, e il successore di Milena Gabanelli non poteva sostenere una simile tesi. Così ha detto l’esatto contrario, dimostrando

di essere il primo a non credere all’inchiesta che aveva appena mandato in onda.

Adesso l’importante è salvare Report da se stesso, restituendogli il rigore che ne ha fatto la storia e allontanandolo velocemente dal sinistro latrato degli spacciatori di bufale.

Articolo inviato da Gianni Zanirato.

Mi piacerebbe avere un commento dai “nostri” medici. In particolare da Angelino Riggio, Giampiero Tolardo Roberta Monticone

4 comments Add yours
  1. Il servizio mandato in onda da Report sul vaccino contro il papilloma virus (Hpv), a mio modo di vederla, ha voluto dare voce a quelle tantissime realtà che oggi subiscono gli effetti collaterali atroci senza soluzioni ne assunzione di responsabilità da un sistema, che apparentemente in buona fede, le ha sponsorizzati e distribuiti. Come per ogni vaccino che si rispetti, bisogna provarli per anni o addirittura generazioni per valutare la sua totale efficacia, quindi è ancora presto per dire con certezza che abbia raggiunto il suo obiettivo, invece è certo il disaggio creato a tempo indeterminato a tante ragazze e rispettivi genitori che ora si trovano a dover far fronte ad una triste realtà anche da soli, per cui Report come sempre ha fatto, si è prodigato in difesa dei più deboli con delle indagini serie. Ovviamente le ricerche qualche volta fanno venire a galla situazioni compromettenti per qualcuno, ma serve sicuramente a fare chiarezza, dare risposte e soluzioni ai disagiati, stimolare ai creatori e produttori di questo vaccino a migliorarlo rendendolo meno aggressivo e più tollerabile a tutti in attesa, che solo il tempo può dare, delle conferme sulla reale efficacia nella prevenzione contro il cancro.
    Da ignorante in materia, mi viene subito da domandare cosa ci fanno “alluminio, polveri di silicio, di rame, di stagno, di piombo, di ferro-cromo, di acciaio e di calcio-zinco” ???, sostanze molto inquinanti presumibilmente di non facile eliminazione, e non credo che sia un “racconto” ma bensì il risultato di uno studio fatto in laboratorio da persone autorizzate e competenti.
    Sono tanti i medicinali che riportano gravi effetti collaterali da far paura, sé dobbiamo decidere tra guarire o morire, allora che siano benvenuti questi disaggi, ma se questi disaggi ce li dobbiamo tener a vita nella presunta ipotesi di contrarre in futuro un tumore, e nella presunta ipotesi che questo vaccino sia veramente efficace ad evitarlo, mi sembra assolutamente crudele sponsorizzarlo senza questa consapevolezza e adeguata personalizzazione nella somministrazione evitando di farlo a soggetti più propensi a questi gravi effetti collaterali.
    Accanirsi ora contro Report, addirittura dandogli dei traditori, mi sembra insensato, presuntuoso ed infondato.

    1. Io ho capito che Report, si riferiva solo al vaccino”papilloma virus(Hpu)”e che gli altri vaccini vanno fatti,loro stessi li fanno. Questo nuovo vaccino forse è da studiare ancora un pò,bene hanno fatto a segnalarlo,non capisco tutta sta polemica!

  2. I servizi giornalistici televisivi come gli articoli di giornale, dovrebbero avere un singolo obiettivo finalizzato a dare un’informazione oggettiva finalizzata a creare coscienza critica. Nel caso del servizio di Report, ritengo ci sia stato un errore di impostazione dello stesso, errore che ha generato scarsa chiarezza, producendo un risultato probabilmente non previsto dagli stessi autori. Lo scopo dell’inchiesta era parlare di farmaco vigilanza, per farlo è stato utilizzato come “strumento” il vaccino anti HPV, il risultato percepito quello di mettere in dubbio il ruolo preventivo di tutti i vaccini.
    Quando si parla di sanità in generale, in una società dove la crisi economica, l’aumento della povertà, la sensazione di insicurezza la fanno da padrona, si corre sempre il rischio di generare ansia piuttosto che coscienza critica. E quando si genera ansia su un tema come quello delle vaccinazioni, pratica che ha cambiato le sorti dell’umanità, debellando malattie ad altissimo tasso di mortalità fino a farle scomparire, aumentando l’aspettativa di vita delle persone ed il benessere dei popoli, direi che non si fa una buona informazione.
    La scienza ha delle regole precise sia per l’immissione in commercio di farmaci così come per l’utilizzo di vaccini.
    Queste regole si basano su un’attività di ricerca organizzata con procedimenti metodici, rigorosi e ripetitivi.
    Il mondo scientifico, ricercatori, chimici, biologi, medici ognuno nel ruolo che compete loro, hanno l’onere di agire secondo queste regole. Io ho fiducia nel mondo scientifico.
    Giampiero Tolardo.

  3. Grazie, Giampiero.
    Sei stato chiarissimo. Condivido la tua analisi.
    In un periodo in cui muoiono bambini ed adulti, perché qualcuno crede a terapie alternative senza verifiche scientifiche, “Report” ha sbagliato impostazione del suo programma. Doveva ricordare che i vaccini hanno salvato la vita a milioni di persone.
    Occorreva essere più chiari.
    Un infortunio non può togliere, comunque, i meriti che, nel corso degli anni, “Report” ha accumulato e meritato.
    Gianni Zanirato

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