INVECCHIARE IN FRETTA E MALE

 

E’ questo che sta accadendo al Movimento Cinquestelle.

Confesso che avevo guardato con simpatia all’irrompere sulla scena politica di molte persone e soprattutto giovani. Certo, erano presenti fin da subito alcuni atteggiamenti pericolosi come quello di dire solo basta (Vaffa) piuttosto che indicare progetti e soluzioni. Questo, in una certa misura, è inevitabile: all’inizio i movimenti nascono per esprimere una grande insoddisfazione rispetto a una cattiva situazione sociale. Ne parleremo più diffusamente l’anno prossimo nel corso della Scuola di Formazione Politica intitolato RIVOLUZIONI (quest’anno ricorre il centenario della Rivoluzione d’Ottobre). Sapevo perfettamente che i movimenti, proprio come indica la parola, non sono stabili ma in breve rifluiscono nel non-impegno. Ma in genere qualcosa rimane, nuovi quadri politici crescono, si formano cominciando a riconoscere la complessità della società e il duro e paziente lavoro per cambiare in positivo che richiede studio, generosità, impegno costante, e una rotta morale.

Questo non sta accadendo tra i Grillini che stanno acquisendo il peggiore difetto della cattiva politica: quello di cercare il consenso a tutti i costi.

C’erano stati diversi segnali in passato ma il più odioso è legato alla polemica sulle ong e i migranti sollevata da Di Maio, candidato in pectore al ruolo di premier in caso di vittoria del movimento di Grillo.

Parliamoci chiaro: la questione dei migranti è legata alla cattiva coscienza di molti. Dalle multinazionali che rapinano le risorse nei Paesi poveri, agli Stati che favoriscono guerre locali per interessi geopolitici, ai produttori di armi che possono testare sul campo le nuove armi, alle mafie che lucrano sui traffici illeciti (droga, armi, reperti culturali, contrabbando, prostituzione, schiavismo), agli scafisti, ai capitalisti che possono abbassare il costo medio del lavoro, ai politicanti di destra che acquisiscono consenso lucrando sulla paura della gente, ai “democratici” che pagano miliardi di euro a Erdogan e ai corrotti capi libici perché rinchiudano i migranti nei loro lager (lontano dagli occhi, lontano dal cuore), ecc. Non è quindi una sorpresa che piccoli delinquenti come quelli di Mafia Capitale possano lucrare sulla accoglienza. E non mi sento di escludere che perfino qualche lupo si sia travestito da agnello infiltrandosi nelle Organizzazioni Non Governative per guadagnare qualcosa sul traffico di esseri umani, mettendosi d’accordo con gli scafisti.

Però la domanda vera è: perché Di Maio solleva la questione? Questa inevitabilmente butta fango su centinaia di veri e propri “angeli del mare”, i volontari che ogni giorno aiutano a salvare centinaia di vite e impedire che il Mediterraneo diventi la più mostruosa tomba dei nostri tempi.

L’obiettivo di Di Maio è quello di colpire una delle pochissime attività buone del governo Renzi: una politica di accoglienza dei migranti. Intercettare così i voti di coloro che apertamente li odiano perché di colore o religione diversa fino a quelli che dicono “io non sono razzista, però…aiutiamoli a casa loro” tacendo che sono proprio le rimesse degli emigranti il principale sostegno all’economia e soprattutto alle popolazioni di quei Paesi (nel dopoguerra, le rimesse degli emigranti – cioè il denaro inviato in Italia alle proprie famiglie- rappresentavano la seconda fonte di ricchezza della nostra Nazione e furono un volano enorme per il cosiddetto “miracolo economico” degli anni ’60 e ’70).

Ci aveva già provato Grillo anni addietro a fare quello che fa Di Maio: “non difendiamo i migranti se no alle elezioni prenderemo percentuali da prefisso telefonico”. Allora fu messo a tacere da una base di militanti provenienti in larga parte da una sinistra delusa. Ma adesso è troppo forte il profumo della vittoria e del potere per i grillini. Bisogna raccogliere ogni voto, pescare nel serbatoio di Salvini o, perché no?, prepararsi a un accordo con Salvini stesso per avere quella maggioranza che da soli non riusciranno ad avere.

La fortuna dell’Italia è che i populisti sono divisi in due tronconi (Grillo e Salvini) e questo è un ostacolo alla loro presa del potere.

Una sinistra rinata, credibile e unita nella sua diversità può parlare ai tanti delusi della falsa sinistra dell’establishment rifugiati nel Movimento Cinquestelle e dimostrare come, anche se spesso sono corretti i problemi sollevati da Grillo, le soluzioni sono ingannevoli e dettate da opportunismo e sete di potere.

di Angelino RIGGIO

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  1. Io invece non ho mai provato simpatia per il M5S. Mai. Ho imparato da molto tempo a diffidare di coloro che si autoproclamano salvatori della patria e si presentano come giustizieri del popolo. Dal dopoguerra di Savonarola ne abbiamo avuti tanti:1) Il movimento de L’Uomo qualunque (che ormai ricordiamo solamente per il neologismo “qualunquista”); 2) I radicali di Pannella; 3) i leghisti di Bossi e Salvini, 4) i grillini .
    Apparentemente diversi ma con tanti tratti in comune: l’antisocialismo, il populismo, l’odio verso i sindacati dei lavoratori, l’ utilizzo del turpiloquio, l’ antistatalismo, il camaleontismo ….Ma sotto sotto utilizzano tutti la parte peggiore della peggiore politica. Sono i servi migliori dei poteri forti che dichiarano di voler combattere. Sono capaci di qualunque nefandezza pur di guadagnare consensi. Grillo ha solamente dato una veste nuova al vecchio populismo mantenendovi i contenuti reazionari di sempre. Gianni Zanirato

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