ARTE PER LA PACE

LA FUCILAZIONE: 2 MAGGIO1808” di FRANCISCO GOYA

 

Francisco Goya, grande pittore spagnolo, commemorò un episodio accaduto durante la “guerriglia” (il termine nacque proprio allora) portata avanti dal popolo spagnolo contro le truppe napoleoniche che volevano conquistare la Spagna. Il quadro ricorda un episodio di rappresaglia dei francesi contro alcuni patrioti spagnoli.

Nel quadro si notano due gruppi di uomini: il plotone d’esecuzione alla destra e i condannati sulla sinistra. Una lanterna getta luce sulla scena, rilevandone la drammaticità: è illuminato soprattutto il gruppo di vittime. Tra le vittime anche un monaco in preghiera (rappresenta il fallimento della Chiesa).

 Il protagonista della scena è la vittima centrale vestita di colori chiari e di bianco (simbolo d’innocenza). Egli leva le braccia al cielo in attesa del colpo mortale. Sembra agonizzare ancor prima di essere raggiunto dalla pallottola; il suo volto, dai tipici tratti ispanici, è privo di bellezza ma rivela sentimenti di coraggio, rabbia, terrore e incredulità. Il suo vestiario è tipico dei contadini poveri ispanici.

Gli altri condannati simboleggiano i sentimenti del popolo:

il pugno alzato rappresenta la rabbia; l’uomo inchinato coloro che si sono arresi; il coprirsi il volto con le mani rappresenta la vergogna; lo sguardo di orgoglioso disprezzo rivolto verso i carnefici l’odio.

Sulla destra c’è il plotone d’esecuzione, di spalle allo spettatore, nascosti nell’ombra. Sembrano una vera e propria «macchina di distruzione», rigida, violenta e disumana composta di anonimi automi programmati per uccidere.

Il quadro è conservato al Museo del Prado di Madrid.

di Gianni ZANIRATO

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