FABRIZIO DE ANDRE’ “ANDREA” Una canzone contro la guerra sullo sfondo di una storia di amore omosessuale.

 Grande guerra (1914-18): Andrea viene “Ucciso sui monti di Trento dalla mitraglia”.

L’interpretazione più plausibile della canzone è che il soldato morto non sia Andrea ma il suo amato.

Andrea è un nome utilizzato sia al maschile sia al femminile.

L’amore di Andrea, “riccioli neri”, muore combattendo per la propria patria e Andrea apprende la notizia leggendo la lettera con “la firma di re”. 
Se analizziamo attentamente il testo, “Andrea l’ha perso, ha perso l’amore” indica che il ragazzo morto (il soldato) non è Andrea bensì il suo innamorato (i soldati-donna non c’erano ancora nell’ esercito italiano), tesi confermata dal verbo che Fabrizio usa nel verso successivo, “Andrea ha “, quindi Andrea non è morto, ma vivo e soffre per la morte dell’amato (“s’è perso”).

Andrea disperato raggiunge un pozzo e dopo avervi gettato una ciocca dei riccioli neri, che il suo amore gli aveva lasciato prima di partire, si uccide buttandosi in fondo al pozzo per la disperazione.

 

“Il secchio gli disse – Signore il pozzo è profondo” De Andrè scrive “gli” (maschile) inoltre prosegue “Signore….” (maschile).

  Per di più, seguendo un’altra tesi, e cioè che il soldato ucciso dalla mitraglia sia Andrea, come potrebbe questi se è già morto morire di nuovo gettandosi in fondo al pozzo?

 

   Lo stesso Fabrizio affermerà che voleva parlare di un amore omosessuale:

«Questa canzone la dedichiamo a quelli che Platone chiamava, in modo addirittura poetico, i “figli della luna”; quelle persone che noi continuiamo a chiamare gay oppure, per una strana forma di compiacimento, diversi, se non addirittura culi. Ecco, mi fa piacere cantare questa canzone, che per altro è stata scritta per loro una dozzina di anni fa, così a luci accese, anche a dimostrare che oggi, almeno in Europa, si può essere semplicemente se stessi senza più bisogno di vergognarsene» (Fabrizio De André durante il concerto tenuto al Teatro Smeraldo di Milano il 19/12/1992).

Andrea s’è perso s’è perso e non sa tornare
Andrea s’è perso s’è perso e non sarà tornare
Andrea aveva un amore Riccioli neri
Andrea aveva un dolore Riccioli neri.

C’era scritto sul foglio ch’era morto sulla bandiera
C’era scritto e la firma era d’oro era firma di re

Ucciso sui monti di Trento dalla mitraglia.
Ucciso sui monti di Trento dalla mitraglia.

Occhi di bosco contadino del regno profilo francese
Occhi di bosco soldato del regno profilo francese
E Andrea l’ha perso ha perso l’amore la perla più rara
E Andrea ha in bocca un dolore la perla più scura.

Andrea raccoglieva violette ai bordi del pozzo
Andrea gettava Riccioli neri nel cerchio del pozzo
Il secchio gli disse – Signore il pozzo è profondo
più fondo del fondo degli occhi della Notte del Pianto.

Lui disse – Mi basta mi basta che sia più profondo di me.
Lui disse – Mi basta mi basta che sia più profondo di me.


di Gianni ZANIRATO

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *