Bagarre in Senato per lo “Ius Soli”, il senatore leghista Centinaio urla: “Terroni di merda”

La discussione si è trasformata in rissa degna dei saloon del Far West. L’approdo al Senato della discussione sullo “Ius soli” è stato accolto da urla fuori e dentro Palazzo Madama. E’ stata la risposta della Lega Nord. Prima le grida, tra cui un “vaffa” partito dal senatore del Carroccio Sergio Volpi in direzione della presidenza. Poi il balzo sui banchi della presidenza di un gruppo di senatori leghisti con tanto di cartelli alla mano: “Stop all’invasione”, “Prima gli italiani”, “No Ius soli”. Il capogruppo del Carroccio Marco Centinaio si è aggrappato ai banchi del governo.
La ministra Valeria Fedeli si è fatta male a un braccio cadendo. Secondo alcuni esponenti Dem, la ministra era ai banchi del governo quando i senatori della Lega sono arrivati di corsa “con i cartelloni e l’hanno spinta contro il tavolo e le sedie”.

  Durante questo educativo esempio si sente anche gridare “Terroni di merda”, probabilmente da parte capogruppo della Lega Gian Marco Centinaio.

   Ricordo male, ma Salvini non ci aveva rassicurati sul fatto che erano finiti i tempi della contrapposizione tra Nord e Sud? Che la Lega era ormai diventata un partito italiano? Che ormai i nemici erano solo i “negher” e non i “terroni”? In effetti, per prendere voti cosa non si farebbe?

  Invece alla prima occasione salta fuori il vero pensiero dei salviniani: chi può volere il riconoscimento della nazionalità a un ragazzo nato in Italia se non a un terrone? Ovviamente se è un terrone non può che essere di merda. Io non ho mai creduto alla conversione di Salvini e ci credo sempre di meno. Penso che dopo aver stretto la mano, per motivi elettorali, ad un “terrone” si tolga dalla tasca una salvietta di disinfettante.

P.S.

Pensiamo a un ragazzo senegalese, Abdul, 15 anni, nato in Italia.

Il padre lavora in fabbrica da molti anni e paga regolarmente le tasse.

La madre assiste una signora anziana e paga regolarmente le tasse.

Abdul ha frequentato le scuole elementari, medie e ora è iscritto a una scuola media superiore.

Abdul frequenta regolarmente ragazzi italiani della sua età.

Abdul sa coniugare meglio i congiuntivi di Luigi Di Maio.

 Vediamo Abdul camminare, mano nella mano con una ragazzina “bianca”, “nera” o “gialla”.

 Abdul era in piazza S. Carlo a Torino a vedere Juventus- Real Madrid con la maglia di Dybala.

Abdul segue gli stessi gruppi musicali dei ragazzi italiani, vede gli stessi film.

Abdul sa cantare “Fratelli d’Italia” meglio dei calciatori italiani.

Abdul gioca nella squadra di calcio del quartiere con ragazzi italiani, marocchini, peruviani, cinesi….

Abdul si trova con i suoi amici a casa di uno di loro a giocare alla play station.

Abdul si veste come tutti gli altri coetanei.

Abdul usa lo stesso gergo degli altri coetanei.

Abdul si sente italiano.

PERCHE’ ABDUL NON PUO’ AVERE LA CITTADINANZA ITALIANA?

 di Gianni ZANIRATO

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