L’INCENDIO ALLA GREENFELL TOWER ovvero TERRORISTI DI CASA NOSTRA

Le immagini del grattacielo in fiamme a Londra del 14 Giugno ricordavano in modo lugubre quelle delle Twin Towers dell’11 Settembre del 2001 a New York.
Ma questa volta non si trattava di terrorismo islamico.
Gli oltre cento morti nella tragedia della Greenfell Tower sono stati causati da terroristi di casa nostra. Si tratta di speculatori edili, progettisti superficiali, politici locali corrotti, autorità di vigilanza complici o inefficaci: sono i terroristi di casa nostra, i nemici quotidiani del benessere, della salute e della vita della povera gente.
Dalle prime indagini a Londra oltre 60 sono i grattacieli destinati alla povera gente e costruiti con materiali pericolosi, infiammabili e perfino tossici. In generale gli immobili di edilizia popolare sono fatti con materiali scadenti, una idea architettonica orribile, una manutenzione indecente. Edifici alti, prive di un effetto urbano reale, assenza di negozi e servizi pubblici e privati.
In Italia a tutto questo si aggiunge una carenza numerica. Il nostro Paese ha tra i suoi primati negativi un bassissimo numero di alloggi di edilizia popolare. Le forze politiche disoneste nascondono questo dato che è il problema vero e lanciano campagne infami contro gli immigrati con slogan del tipo: prima gli italiani! Prefigurano una società razzista dove la rabbia della gente viene canalizzata in una guerra tra poveri. E’ una campagna vigliacca perché rivolta contro chi è più debole. E’ anche una propaganda interessata poiché i loro sostenitori (la Lega di Salvini e i Cinquestelle di Grillo) di fatto proteggono i veri nemici della comunità e i loro complici: i grandi finanzieri e gli speculatori.
Ciò che occorre è un vasto piano di edilizia pubblica con l’obiettivo minimo di raddoppio in cinque anni degli alloggi popolari non più concentrati in quartieri ghetto o in miserabili grattacieli costruiti come avamposto di urbanizzazione (alla Fuksas per intenderci) ma inseriti nel contesto urbano.
Questo, unito a una seria verifica della qualità dei materiali usati e della sicurezza, a una costante ed efficace manutenzione e a una riqualificazione delle periferie urbane, unito a un progetto di ammodernamento e adeguamento ecologico degli edifici privati esistenti, permetterebbe una minore speculazione, un minor consumo di suolo e un rilancio dell’edilizia che è uno dei motori principali della ripresa economica e manifatturiera.

di Angelino RIGGIO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *