IL FALSO PROBLEMA DELL’ALLEANZA CON IL PD

Temo che le formazioni a sinistra del PD e i loro leader, da Bersani a Fratoianni a Pisapia, stiano concentrando il loro impegno su una questione importante ma secondaria: l’alleanza con il PD per riproporre il Centrosinistra.

“Non esiste Centrosinistra senza il PD” ha risposto l’attuale vicesegretario del PD, il ministro Martina che da esponente della sinistra interna si è trasformato nel pallido portavoce di Renzi. Questi, dal canto suo, non ha nessuna intenzione di riproporre la formula prodiana che gli toglierebbe le mani libere per fare un accordo post-elettorale con Berlusconi, l’unico che gli permetterebbe di consolidare i suoi rapporti con i poteri forti e mantenere una facciata di sinistra mantenendo un robusto consenso elettorale.

Chiunque giochi a scacchi sa quanto è importante conquistare il centro della scacchiera. Renzi, a costo del sacrificio di qualche pedone (una discreta emorragia di militanti e voti a sinistra) lo ha fatto. E non intende abbandonare la posizione.

Forse si è ragionato poco sulla trasformazione del PD in un partito di centro.

E’ vero che questo finirà per avere tutti i difetti che denunciava Berlinguer: essere macchina di potere e di clientela; avere scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società, della gente; idee, ideali, programmi pochi o vaghi; sentimenti e passione civile, zero; gestire interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune; avere una struttura organizzativa conformata su questo modello, rinunciare a essere organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l’iniziativa; ridursi a federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un “boss” e dei “sotto-boss”.

E’ però altrettanto vero che, come negli scacchi, chi occupa il centro diventa lo snodo indispensabile del potere (non a caso chi vede nella politica solo una occasione di carriera corre a farne parte). A un partito di centro non conviene il maggioritario. Per questo, a meno di eventi eccezionali, Renzi farà in modo che si vada a votare con una legge proporzionale. Forse sarà mascherata da legge maggioritaria con un premio alla formazione che raggiungerà il 40% dei voti ma, siccome nessuna delle formazioni politiche in campo raggiungerà quella soglia, nei fatti avremo un risultato proporzionale.

Incalzare Renzi su una proposta di Centrosinistra è utile per smascherare il disegno neocentrista ma non può essere il compito principale della sinistra perché la condanna a una condizione subalterna, ad essere un insieme di cespugli intorno al grande albero del PD. Tutto ciò non darebbe una risposta a chi è deluso della sinistra e si affida ai Cinquestelle (malgrado questi dimostrino sempre più di essere una forza antidemocratica) o si rifugia nel non voto, scelta che apre la strada (come hanno dimostrato le recenti elezioni amministrative) alla soluzione peggiore per l’Italia: il Centrodestra, non importa se guidato da Berlusconi o da Salvini.

Ciò che occorre di più alla sinistra è essere sinistra.

Le formazioni a sinistra del PD non si rendono forse conto della loro forza potenziale. Oggi la gente non si accontenta più di votare il meno peggio. Se Fratoianni, Bersani, Pisapia sapranno mettere da parte gelosie di gruppo e ambizioni personali. Se sapranno ascoltare gli Amministratori locali onesti, le associazioni di volontariato, i disoccupati, gli operai, gli studenti, i più deboli. Se sapranno proporre un programma centrato sulla lotta alle diseguaglianze e a chi ha guadagnato dalla crisi, sulla crescita e sulla dignità del lavoro, sulla difesa dello stato sociale come hanno fatto Sanders, Melenchon e Corbyn. Se faranno fare tutto questo, il risultato elettorale potrebbe essere una sorpresa positiva per l’Italia o, quanto meno, permetterebbe di costruire una grande forza politica che potrebbe costringere il partito di centro di Renzi a non scegliere Berlusconi e costruire, quello sì, un vero Centrosinistra.

di Angelino RIGGIO

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