Trova le analogie tra Di Maio e Pertini

Sandro Pertini e Luigi Di Maio

di SEBASTIANO MESSINA

11 agosto 2017 La Repubblica

“IL MIO modello è Sandro Pertini” ha dichiarato Luigi Di Maio a Vanity Fair.

Aggiungendo: “È stato presidente qui alla Camera e io ho l’onore di sedere sullo stesso scranno”. Il proposito di imitare il Presidente più amato dagli italiani è lodevole, e in effetti non si può negare che lui oggi ogni tanto si sieda nello stesso posto dove quarant’anni fa sedeva Pertini. Solo che quello era presidente della Camera e lui solo il vicepresidente di turno: ma non mettiamoci a spaccare il capello in quattro.

Ora, non sappiamo cosa farà in futuro il deputato Di Maio, candidato in pectore a Palazzo Chigi. Però sappiamo quello che ha fatto finora. Proviamo a confrontare la sua biografia con quella del suo modello politico, perché magari qualche dettaglio rivelatore ci è sfuggito, e siamo davvero di fronte al nuovo Pertini. Vediamo.

 A 20 anni Pertini combatteva come sottotenente, e guidando un assalto nella battaglia della Bainsizza ottenne una medaglia d’argento al valor militare.

A 20 anni Di Maio faceva lo steward allo stadio San Paolo, e a volte accompagnò al suo posto persino il presidente del Napoli, De Laurentiis.

A 24 anni Pertini, ispirandosi alle posizioni di Filippo Turati, aderiva al Partito Socialista e veniva eletto consigliere comunale a Stella.

A 24 anni Di Maio, ispirandosi ai Vaffa-Day di Beppe Grillo, aderiva al Movimento 5 Stelle e si candidava al Consiglio comunale di Pomigliano d’Arco, ma non veniva eletto, ottenendo solo 59 preferenze.

A 26 anni Pertini prendeva la sua prima laurea, in Giurisprudenza. La seconda, in Scienze sociali, l’avrebbe presa due anni dopo.

A 26 anni Di Maio era iscritto alla sua prima facoltà, Ingegneria. La seconda sarebbe stata Giurisprudenza. La laurea non l’avrebbe presa in nessuna delle due.

A 27 anni (dopo la marcia su Roma) Pertini cominciava la sua militanza antifascista, che gli sarebbe costata l’arresto, sei anni di prigione e otto anni di confino.

A 27 anni Di Maio, dopo aver raccolto 189 preferenze alle “parlamentarie” del M5S, cominciava la sua carriera alla Camera che gli sarebbe valsa cinque anni di indennità parlamentare.

A 30 anni Pertini, dopo un comizio, veniva assalito dagli squadristi, che gli ruppero il braccio destro.

A 30 anni Di Maio, dopo un comizio, trovava la fiancata sinistra della macchina rigata con un chiodo.

A 31 anni Pertini era in esilio in Francia, adattandosi a fare anche il muratore pur di continuare la sua battaglia contro Mussolini, e intanto stampava volantini e giornali contro il fascismo.

A 31 anni Di Maio era in missione permanente in tv, adattandosi a fare anche l’ospite fisso nei talk show pur di combattere la dittatura del Pd, e intanto accusava esplicitamente Renzi di aver occupato lo Stato “come Pinochet in Venezuela “.

Fermiamoci qui, perché soltanto questi anni possiamo confrontare. Provate voi a farlo da soli. Ricordate “Trova le differenze” sulla Settimana Enigmistica? Ecco, qui bisogna fare al contrario: “Trova le analogie”. In bocca al lupo.

Articolo proposto da Gianni Zanirato

 

   Per farmi perdonare per tutti gli articoli che ho fatto pubblicare ultimamente, di certo non allegri, oggi ne ho proposto uno divertentissimo.

  A questa uscita del nostro prossimo possibile presidente del consiglio (dio mio, come siamo scesi in basso!) credo che anche il padre eterno abbia pensato di aver commesso un errore nel creare Di Maio.

   Per me paragonare Di Maio a Pertini è come confrontare Toto Cutugno con Luciano Pavarotti, Susanna Tamaro con Fëdor Dostoevskij, il mio portafoglio con quello di Berlusconi.

  di Gianni ZANIRATO

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