RIVOLUZIONI

La Scuola di Formazione Politica compie dieci anni. E’ un traguardo importante perché da sempre ci siamo posti due obiettivi:

a) preferire la continuità al numero dei partecipanti;

b) non pretendere di essere esaustivi nel trattare gli argomenti ma puntare a costruire un metodo di studio e la passione per la politica.

Il corso di quest’anno ha per titolo: RIVOLUZIONI. Prende le mosse, ovviamente, dal centenario della Rivoluzione d’Ottobre. Il programma è ricco e stimolante e gli oratori sono di alto profilo come potete vedere nel programma.

La prima lezione si è tenuta il 29 Settembre e ha introdotto il corso con un esame delle rivoluzioni nella storia. Puntava ad affermare tre concetti:

  • Non esistono eventi ma processi (ogni cosa nella storia avviene perché c’è un prima e produce un dopo, entrambi da studiare e approfondire)
  • Ogni rivoluzione allarga la platea dei soggetti che possono usufruire di ciò che la natura offre e l’umanità produce
  • Per quanto le rivoluzioni possano fallire, il seme del cambiamento rimane nel tempo futuro.

La lezione ha preso in esame le principali tappe rivoluzionarie.

La prima, ovviamente, riguarda il passaggio da animale opportunista a predatore attraverso l’uso degli utensili.

La seconda è quella che avviene quando l’uomo passa da cacciatore-raccoglitore ad agricoltore-allevatore. Questa rivoluzione è il presupposto per costituirsi in società perché permette la creazione di un surplus alimentare che serve a nutrire anche chi non è direttamente impegnato nell’agricoltura e nell’allevamento ma svolge altri compiti: governanti, sacerdoti, eserciti, scribi, ecc.

E poi il fuoco, la ruota, la scrittura, la filosofia, il diritto romano.

Nel Rinascimento: la bussola, la polvere da sparo, la stampa a caratteri mobili.

Nel  1500 c’è la rivoluzione copernicana che scardina il principio della centralità della terra nell’universo: le sue implicazioni, filosofiche, umanistiche, scientifiche sono eccezionali.

La rivoluzione industriale muove allora i primi timidi passi con l’introduzione dei primi telai meccanici ma l’esplosione della trasformazione industriale si verifica con l’introduzione delle macchine a vapore nella produzione.

Nel 1800 avviene un’altra grande rivoluzione: Darwin toglie il distacco dell’uomo dalla natura dimostrando che esso ne è parte anche se rimane il frutto più alto.

Un secolo dopo Einstein spiega lo stretto rapporto tra materia ed energia. I frutti del suo pensiero e in particolare sulla relatività introducono cambiamenti enormi nella scienza, nella filosofia, nella tecnica, ecc.

Infine, stiamo vivendo la rivoluzione digitale che ha ridotto le dimensioni del mondo permettendo a una platea vastissima di accedere a comunicazione e conoscenza.

Il nostro corso si occuperà soprattutto delle rivoluzioni sociali, purtroppo non di tutte.

Ovviamente, tratteremo della Rivoluzione d’Ottobre con il professor Sergio Soave.

Seguirà Gianni Zanirato che ci parlerà della Comune di Parigi.

Lo storico Gianni Oliva farà due lezioni: una sul 1848 e una sulla Rivoluzione Francese (con un cenno a quella Americana)

Il professor Alessandro Barbero parlerà delle rivolte contadine nel Medio Evo.

Lionel Lingua farà una importante lezione sulla Rivoluzione Inglese di Cromwell.

Infine concluderò il corso parlando della Guerra dei Contadini del 1525 in Germania.

Attraverso le lezioni risulterà evidente quanto è stato esposto nella prima lezione e abbiamo scritto sulle rivoluzioni sociali:

la rivoluzione è stato il tentativo accompagnato dall’uso della violenza di rovesciare le autorità politiche esistenti e di sostituirle al fine di effettuare profondi mutamenti nei rapporti politici, nell’ordinamento giuridico-costituzionale e nella sfera socio-economica.

Sarà inoltre chiaro il fatto che la violenza era collegata e correlata all’apparato repressivo messo in campo dalle classi dominanti per non cedere potere e privilegi.

Metteremo in evidenza le cause e le condizioni che di volta in volta hanno reso possibile e necessaria una rivoluzione.

Spiegheremo la differenza tra rivoluzione, rivolta e colpo di stato.

Chiariremo i motivi fondamentali di fallimento delle rivoluzioni e soprattutto metteremo in luce come il seme rivoluzionario lascia in ogni caso un elemento di cambiamento nell’umanità e nella storia.

di Angelino RIGGIO

 

La prossima lezione, Venerdì 27 ottobre 2017 alle ore 21, sempre nella sede di Via Stupinigi, 4 – Nichelino su “Il centenario della Rivoluzione d’Ottobre” sarà tenuta da Sergio SOAVE.

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