CHE GUEVARA E INES

Il 9 ottobre di 50 anni fa veniva ucciso dall’esercito boliviano Ernesto Che Guevara. Di lui è stato scritto tanto da farne un mito utilizzato dalla società dei consumi (ci sono industrie che si sono arricchite vendendo magliette con la sua effigie). Per questo non parlerò della sua vita su cui è facile trovare informazioni su internet o in numerosi libri e film (a partire dal famoso “I diari della motocicletta”)

Di lui voglio ricordare solo due cose.

La prima è la sua teoria rivoluzionaria che puntava alla costruzione di un foco, un gruppo armato rivoluzionario capace di sollevare le masse sfruttate, i contadini: anche il fatto di puntare sui contadini come soggetto rivoluzionario (confermato dalla rivoluzione cinese) era un tratto caratteristico del suo pensiero.

La seconda cosa è la sua coerenza, testimoniare con la propria vita (direi con il proprio corpo) l’autenticità del messaggio che si vuole trasmettere. Fu per questo che lasciò il posto di ministro nella Repubblica Cubana per andare a combattere in altre parti del mondo fino a essere ammazzato barbaramente in Bolivia.

 

Questo mi dà la possibilità di ricordare una persona a me cara: Ines.

Ines, in spagnolo, vuol dire Agnese. Non so se fosse spagnola o sudamericana. Nella comune in cui vivevo c’erano anche compagni (allora ci chiamavamo così: che stupenda parola!) di altre Nazioni come Leila che era israeliana. C’era un bravissimo giocatore di basket che morì suicida, il figlio di un noto produttore di bibite, un ragazzo timido che sarebbe diventato un discreto editore e due compagni, non sposati (figuriamoci!), che aspettavano un figlio che chiamavano il polipetto e che prima di addormentarsi cantavano in coro Lucio Battisti o “Insieme a te non ci sto più”.

Io, che allora portavo la barba e avevo 50 anni di meno, pensavo di rassomigliare a Che Guevara: avevo perfino lasciato gli studi di medicina come lui per lottare, come aveva fatto lui.

Ma Ines fece di più. Dopo l’inevitabile fallimento della comune, ci siamo persi di vista. Tempo dopo seppi che Ines era andata a combattere in Salvador.

 

Seppi anche che era rimasta uccisa. Come il Che.

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