PERCHE’ LA MOZIONE SU BANKITALIA?

La spiegazione usata da Renzi per sostenere la mozione contro Visco è debole e pericolosa.

  • Debole perché tutti i passi che ha fatto il Governatore della Banca d’Italia sono stati condivisi dal Governo. Inoltre, se c’era qualcosa da aggiustare sulla gestione del credito, perché non è stato fatto dal suo Governo e dal (quasi suo) governo Gentiloni?
  • Pericolosa perché invece che seguire i canali istituzionali e interni a Bankitalia per la successione viene adombrata una ipotesi da spoil system. Questo indebolisce il futuro inquilino di Palazzo Koch (che sia Visco o un altro) perché non sarebbe autonomo di fronte ad autorità monetarie internazionali che stanno per mutare (Draghi lascerà la BCE tra due anni).

Molte cose si possono dire su Renzi ma non che sia uno stupido.

Io non credo che non avesse previsto la levata di scudi, quasi totale (da Mattarella a Veltroni, da Padoan a Orlando, ecc.) contro la mozione PD su Visco.

La domanda allora è: perché lo ha fatto?

I giornalisti hanno fatto sei ipotesi:

  • Prendere in contropiede le opposizioni (specialmente i Cinquestelle) che avrebbero fatto un’iniziativa analoga. Da un punto di vista della propaganda populista questo può rendere elettoralmente in quanto le banche in questo momento sono malviste
  • Trovare un capro espiatorio per la cattiva gestione del credito che va dall’insufficiente sostegno alla ripresa (malgrado il quantitative easing di Draghi) alla concessione di prestiti agevolati agli amici degli amici
  • Smarcarsi dall’immagine di partito delle banche (vedi Banca Etruria, Monte Paschi, operazioni di salvataggio a spese dei cittadini, ecc.)
  • Usare qualche informazione riservata su una futura indagine su Visco (era successo anche a Paolo Baffi, primo governatore della Banca d’Italia) per potere dire: “L’avevo detto io”
  • Delegittimare Gentiloni che, dopo che è stata bruciata la candidatura di Pisapia,resta uno dei suoi contendenti più accreditati per una eventuale coalizione di Centro Sinistra
  • Seguire la strategia già usata da Berlusconi: fare una sparata al giorno per conquistare le prime pagine dei giornali secondo la massima andreottiana: “Parlatene bene o male. Purché ne parliate”.

Tutte queste ipotesi hanno un punto in comune: si basano su una logica di tipo elettoralistica.

In ogni caso il risultato è un danno alla stabilità delle nostre istituzioni (dal Governo alla Banca d’Italia). La stabilità è  fondamentale in Italia per la crisi che stiamo vivendo e all’estero per la credibilità internazionale e del nostro ruolo in Europa.

di Angelino RIGGIO

 

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