55 ANNI FA IL MONDO E’ AD UN PASSO DALLA GUERRA ATOMICA

Secondo gli esperti oggi c’è lo stesso livello di pericolo

         Crisi dei missili a Cuba

   14 Ottobre 1962, un aereo spia americano portò le prove che l’URSS stava costruendo a Cuba basi per lanciare missili nucleari in grado di colpire gli Stati Uniti. Quel giorno cominciò la più grave crisi dall’inizio della Guerra Fredda: per tredici giorni l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti si fronteggiarono, arrivando più volte vicine alla guerra nucleare. La diplomazia dei due stati riuscì a trovare un compromesso: il 28 ottobre, l’Unione Sovietica accettò pubblicamente di smantellare le basi a Cuba e gli Stati Uniti accettarono, in segreto, di smantellare i loro missili nucleari in Italia e Turchia.

  In seguito a questa crisi fu creato il cosiddetto “Telefono rosso”, un sistema di comunicazione diretto tra la Casa Bianca e il Cremlino. Grazie a questo sistema i leader di Stati Uniti e Unione Sovietica potevano comunicare rapidamente e direttamente tra loro evitando nuove crisi.


La vittoria di Fidel Castro e dei suoi barbudos a Cuba (gennaio 1959) e l’instaurazione nell’isola di un regime vicino all’Unione Sovietica furono visti, dagli USA, come un’ingerenza inaccettabile. Infatti, nel 1961 il presidente Kennedy aveva autorizzato un fantozziano tentativo di ribaltare il regime di Castro. Un gruppo di dissidenti cubani, armati e addestrati dalla CIA, avrebbe dovuto sbarcare a Cuba e iniziare una contro-rivoluzione. L’invasione fu lanciata nell’aprile del 1961, pochi mesi dopo che Kennedy era diventato presidente degli USA. Lo sbarco avvenne nella Baia dei Porci e gli esuli cubani furono rapidamente sconfitti dalle truppe cubane comandate da Ernesto Che Guevara. Numerosi tentativi di uccidere Fidel Castro, in seguito, andarono a vuoto. Il popolo cubano si schierò compatto a difendere Cuba rivoluzionaria.

   Dopo la rivoluzione (Fidel Castro non era ancora comunista) i leader di Cuba vittoriosa cercarono aiuti da molti paesi, compresi gli USA, ma trovarono solidarietà solo da parte dei paesi comunisti, in particolare dall’URSS. I russi (tecnologicamente meno avanzati rispetto gli americani) pensarono di impiantare missili puntati sugli USA a Cuba. Gli americani erano in grado di trasportar le bombe atomiche con i suoi aerei (ricordiamo il film capolavoro “Il dottor Stranamore” di Stanley Kubrick), la Russia non lo era.

    Installare missili a medio raggio a Cuba avrebbe consegnato all’Unione Sovietica un’arma in grado di colpire gli Stati Uniti con precisione e senza preavviso: i missili a medio raggio, infatti, avrebbero impiegato pochissimo tempo a raggiungere le città americane.

  La crisi si finì positivamente perché i due leader John Fitzgerald Kennedy e Nikita Krusciov erano dei moderati all’interno dei rispettivi paesi e non desideravano realmente la guerra atomica.

  Oggi siamo in una situazione di grande pericolo e non sono convinto che Trump assomigli a Kennedy e che Kim abbia qualcosa in comune con Krusciov. Non so perché, ma io li vedo litigare su chi dovrà schiacciare per primo il famoso ”bottone”. Sono persino convinto che non vogliano affidare questo compito a un loro fidato soldato ma intendono provare personalmente il brivido di uccidere milioni di persone in pochi minuti. Vogliono farlo di persona per sentirsi ancor di più Dio.

di Gianni ZANIRATO

P.S. Ma perché non manifestiamo più per la difesa della pace? Non è più di moda?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *