UN PATTO DI CIVILTA

Questo è quello che ha invitato a fare il Ministro dell’Interno Minniti il giorno dopo la morte di Totò Riina.

“Tutti i partiti sottoscrivano un impegno solenne, un rifiuto esplicito di ricercare e ricevere il voto delle mafie” ha detto.

Purtroppo questo appello produrrà (se lo produrrà) solo un gesto di facciata che non darà alcun risultato. Anzi, con le prossime elezioni, le cose peggioreranno. Esattamente come è accaduto per l’accordo con il governo libico per fermare i migranti: certamente ha diminuito gli sbarchi ma ha condannato migliaia di esseri umani che fuggivano da guerre e carestie a essere rinchiusi nei lager libici, a subire abusi, violenze, stupri e schiavitù.

Come ci ha insegnato Caselli, se si vuole combattere sul serio la mafia bisogna agire sulla cosiddetta zona grigia. Il grigio ha molte sfumature comprese tra il nero perfetto e il bianco perfetto. Queste sfumature sono presenti in molti luoghi, alcuni di sofferenza, altri di convenienza. C’è quello che accetta una raccomandazione per il figlio disoccupato da anni; o il piccolo imprenditore che non è stato pagato per tempo dallo Stato e, per tenere aperta l’attività, ottiene un prestito a usura; o ancora chi paga il pizzo per non vedersi distrutta la vetrina. Ci sono poi le banche che volentieri ricevono i capitali di incerta provenienza (pecunia non olet: il denaro non ha odore); ci sono i paradisi fiscali che provvedono a ripulire (dal sangue e dalla sofferenza) il denaro della mafia; c’è la grande finanza internazionale che accoglie le ricchezze mafiose come benvenute nel grande gioco in cui ci si arricchisce creando denaro dal denaro senza sporcarsi le mani per aprire fabbriche e attività produttive.

E poi c’è la politica. Che, per definizione, si occupa di tutto.

Ma davvero qualcuno crede che alle prossime elezioni qualcuno non riceverà i voti della mafia?

All’indomani delle elezioni siciliane?

Altro che appelli e patti di civiltà!

Se veramente si vuol fare qualcosa di concreto si diano più strumenti e più risorse alla Commissione Anti Mafia presieduta da Rosy Bindi e la si ascolti un po’ di più. Se questo fosse avvenuto, Musumeci non avrebbe preso i voti degli “impresentabili” e non avrebbe vinto.

Se veramente si vuol fare qualcosa di concreto, si penalizzi duramente il partito a cui appartiene un candidato ritenuto “impresentabile”, per esempio sottraendogli i voti di preferenza che ha ottenuto o addirittura si eliminino tutti i voti di quel collegio come si fa con l’acqua sporcata da una sozzura. Quanto meno, questo spingerebbe i partiti a una maggiore vigilanza. Si potrebbe fare una modifica al Rosatellum, questa legge elettorale fatta approvare stupidamente da Renzi ma che farà vincere Berlusconi. Proprio per come è fatta questa legge, nei collegi ci sarà la caccia all’ultimo voto: altro che rifiutarli! I voti mafiosi saranno ricercati e perfino corteggiati!

Ma anche quelli che ho proposto sono scudi di legno.

La criminalità organizzata è troppo forte e insinuata in molti gangli vitali e finirebbe per aggirarli.

Lo scudo migliore è nella capacità di riformare la politica sulla base di ideali, impegno, generosità e cultura.

Purtroppo la china presa va in tutt’altra direzione. Ovunque si assiste alla personalizzazione dei partiti; a capi che si circondano di gente fedele piuttosto che leale; a fondare le comunità politiche sulle tessere piuttosto che sulla militanza; alla mortificazione del dibattito interno; alla rinuncia dell’obiettivo di costruire una coscienza critica; a imbrogliare la gente proponendo soluzioni semplici a problemi complessi; a sostituire alla responsabilità l’interesse personale; alla scelta dei candidati non in base alla competenza ma al pacchetto di voti che rappresentano.

 Chi pensa che tutto questo vada modificato deve rinunciare ad avere consensi immediati.

Deve essere pronto a fare come il salmone che lascia le acque del mare per risalire il fiume, andando controcorrente, rischiando di sbattere sugli scogli, di essere pescato, di essere catturato dagli orsi, ma che infine arriva alla sorgente dove l’acqua è pulita e può deporre le uova, i suoi figli, il suo futuro.

di Angelino RIGGIO

 

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