LE DIMISSIONI DI TAVECCHIO

A seguito della sconfitta della Nazionale di calcio contro la Svezia, dopo quelle di Ventura, finalmente sono arrivate anche quelle di Tavecchio.

A leggere la sua biografia, la domanda è: che cosa ci faceva ancora lì? E per quali meriti?

Forse per il suo senso delle istituzioni:

  • Secondo quanto riportato da “Blitz Quotidiano” avrebbe subito le seguenti condanne alla reclusione: nel 1970 quattro mesi per falsità in titoli di credito; nel 1994 due mesi e 28 giorni per evasione fiscale; nel 1996 tre mesi per omesso versamento di contribuzioni previdenziali e assicurativi; nel 1998 tre mesi per omissione o falsità in denunce obbligatorie e tre mesi per violazione delle norme anti-inquinamento e multe per circa 7.000 euro.

Forse per la sua cultura e apertura sociale come si evince dalle sue eleganti dichiarazioni:

  • Noi (in Italia) diciamo che Optì Poba è venuto qua, che prima mangiava le banane…”. “La sede della Lega Nazionale Dilettanti? Compratada quell’ebreaccio di Anticoli”. “Non ho niente contro gli ebrei, ma meglio tenerli a bada. Gli omossessuali? Teneteli lontano da me”. “Si pensava che le donne fossero handicappate rispetto al maschio, ma abbiamo riscontrato che sono molto simili”.

Forse per il coraggio delle innovazioni proposte:

  • La lap dance? “Serve anche quellaallo stadio, servono attività sociali”.

O ancora per l’altruismo nel gestire la FIGC:

  • Il 19 novembre 2014, quando è presidente in carica della FIGC, il Comitato di Presidenza della FIGC stessa approva l’acquisto di 20.000 copie del suo libro “Ti racconto… il calcio”, per una spesa complessiva di circa 107.000 euro.

Non ce l’ho con Tavecchio ma con chi lo ha scelto che, con ogni probabilità, non ha un livello molto diverso.

Con il libro “La Casta”, Stella e Rizzo, hanno giustamente criticato difetti e privilegi dei politici. A quanto sembra però in Italia c’è un problema generale di classe dirigente.

di Angelino RIGGIO

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