CHI PAGA L’AUMENTO DEL PRODOTTO INTERNO LORDO

Alla vigilia dell’approvazione della legge finanziaria si moltiplicano i richiami dell’Unione Europea.

Per primo ha parlato Jyrki Katainen, vicepresidente della Commissione Europea: “Tutti possono vedere dai numeri che la situazione in Italia non migliora. L’unica cosa che posso dire a nome mio è che tutti gli italiani dovrebbero sapere qual è la vera situazione economica in Italia”.

I buchi vanno colmati” aggiunge il commissario agli Affari Economici, Pierre Moscovici.

L’Italia prenda misure per aggiustare il bilancio” rincara il vicepresidente dell’esecutivo UE, Valdis Dombrovskis.

Di fronte a questi richiami il Governo rivendica un aumento del pil (Prodotto Interno Lordo) dell’1,8% nel terzo trimestre che dovrebbe confermare una crescita dell’1,5%.

Tralasciamo tre questioni

  • La nostra crescita è trainata dalla crescita di tutta l’Europa che aumenta di 1/3 in più (2,2%) e per altro l’Italia è penultima in Europa come crescita del pil.
  • La crescita è dovuta in larga parte agli interventi della BCE (Banca Centrale Europea). Senza l’acquisto di titoli del debito pubblico degli Stati Nazionali, il QE (Quantitative Easing) di Mario Draghi, l’Italia avrebbe un pil allo 0,3% e sarebbe ancora in recessione.
  • La crescita riguarda soprattutto i settori dell’export mentre il mercato interno è depresso per il basso potere d’acquisto delle famiglie.

Resta il fatto che, dopo anni di segno meno o di aumenti di pochi decimali, oggi siamo in presenza di una crescita significativa: l’1,5%.

All’Europa, come abbiamo visto, gli sforzi del Governo Italiano non bastano ma ha deciso di pretendere il rispetto del Patto di Stabilità a Maggio dell’anno 2018, dopo le elezioni. Allora ci aspetta una manovra di aggiustamento dei conti pubblici di almeno 5 miliardi: ma è bene che la maggior parte dei cittadini non lo sappia.

Già, perché sono i cittadini che hanno pagato, pagano e pagheranno la ripresa. Renzi o Padoan cercheranno di intestarsi la ripresa. A parte il fatto che ci sono i tre punti che ho evidenziato prima, chi ha pagato veramente sono stati i cittadini.

  • Chi lavora con una precarietà che ormai è la norma: i contratti stabili non sono più stabili, grazie alla possibilità di licenziare senza giusta causa (abolizione dell’art.18).
  • Chi dovrebbe andare in pensione perché vede allontanarsi sempre di più, come un crudele supplizio di Tantalo, il giorno di poterlo fare.
  • Chi dovrebbe usufruire dei servizi che scopre che accedervi è sempre più complicato e costoso.
  • I pensionati, che vedono ridotta la loro pensione perché devono aiutare i figli che non trovano lavoro o che lavorano pochi mesi, o pochi giorni, o poche ore, o niente affatto per salari di fame anche se hanno fior di lauree e diplomi.

Ho detto però una cosa imprecisa.

Ho detto che a pagare sono stati i cittadini. Non tutti i cittadini, però.

Quanto hanno pagato i ricchi per la ripresa economica?

di Angelino RIGGIO

P.S. Vuoi collaborare con noi? invia i tuoi articoli a conte.francesco@tin.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *