LA COMUNE DI PARIGI (1871)

Il corso sulle RIVOLUZIONI della Scuola di Formazione Politica è giunto al suo terzo appuntamento. Dopo un inquadramento generale e storico, la seconda lezione è stata dedicata alla Rivoluzione d’Ottobre di cui ricorre il centenario.

Nella terza lezione, Gianni Zanirato ha parlato della COMUNE di PARIGI, primo grande tentativo del proletariato di “dare l’assalto al cielo” (come ha scritto Karl Marx).

Come abbiamo detto più volte, nella storia non ci sono eventi ma processi. Per questo la relazione ha parlato non solo della Comune ma anche di tutto ciò che la ha determinata e resa possibile; allo stesso modo è stato rappresentato l’enorme lascito che un evento così breve e circoscritto ha consegnato alle generazioni future.

Il punto di partenza è stata la Rivoluzione Francese (che sarà oggetto della V lezione), vero spartiacque tra e il Medio Evo e l’Età Moderna. In questa rivoluzione, la protagonista è la borghesia che afferma i suoi valori ed è abbastanza matura per rivendicare il potere che le spetta come classe sociale che detiene i mezzi di produzione.

Al contrario i proletari, che non li possiedono, non sono ancora in condizioni di essere soggetto politico. Durante la Rivoluzione Francese, una parte estremamente minoritaria guidata da Babeuf e Buonarroti, che li rappresenta, tenta la Congiura degli Eguali che muore sul nascere.

Le condizioni di sfruttamento del proletariato (soprattutto di donne e bambini) provocano una reazione crescente. Da un lato i lavoratori si ribellano contro le macchine che causano disoccupazione e le distruggono (luddismo). Dall’altro nasce una letteratura e un pensiero politico favorevole agli operai: il Socialismo. Si tratta all’inizio di un pensiero confuso, venato di buone intenzioni, di spirito umanitario che da un lato riecheggia i principi del Vangelo e dall’altro immagina la dissoluzione di ogni Stato (Owen, Saint Simon, Blanqui, Blanc, Prohudon, Bakunin). Karl Marx lo definirà “socialismo utopistico”.

Federico Engels farà la prima indagine scientifica nel suo libro “La condizione della classe operaia in Inghilterra”. Insieme a Marx, che realizza una rigorosa analisi economica, danno vita a un progetto con solide basi filosofiche e scientifiche che sarà condensato nel “Manifesto del Partito Comunista” del 1848.

La chiara affermazione di borghesia e proletariato permette di individuare che la divisione principale non è quella fra Stati ma tra chi possiede i mezzi di produzione e chi è sfruttato: nasce la Prima Internazionale Socialista.

Ma ancora nell’occasione rivoluzionaria del 1848 (ne parleremo a gennaio nella IV lezione) il protagonista è soprattutto la borghesia.

Nel 1871, però, le classi dominanti si spaccano. Le rotture tra le classi dominanti sono uno dei fondamentali fattori favorenti di ogni rivoluzione. In quell’anno la rottura è la più violenta: una guerra, la guerra franco-prussiana.

La Francia, sconfitta (“Débâcle”), è in ginocchio e alla fame. Si formano due differenti governi: quello “ufficiale” (aristocrazia, alta borghesia ed esercito sconfitto) guidato dal “moderato” Thiers a Versailles ed il governo rivoluzionario a Parigi (dualismo di potere).​

A Parigi viene proclamata “La Commune de Paris” un organismo rivoluzionario che intende portare avanti riforme democratiche e socialiste talmente avanzate che Marx, già citato, parlerà di “assalto al cielo”.

Ricordiamo alcune di queste riforme:

  1. SOSTITUZIONE DELL’ARRUOLAMENTO OBBLIGATORIO CON UNA ARMATA POPOLARE
  2. IMPIEGHI AMMINISTRATIVI, GIUDIZIARI ED EDUCATIVI ELETTI DAGLI INTERESSATI CON DIRITTO DI REVOCA
  3. RETRIBUZIONE DEGLI INCARICATI A SERVIZI PUBBLICI NON SUPERIORE A QUELLA DI UN OPERAIO QUALIFICATO
  4. SEPARAZIONE DELLA CHIESA DALLO STATO, ESPROPRIO DEI BENI CCLESIASTICI, NO AD IMMAGINI SACRE E PREGHIERE NELLE SCUOLE PUBBLICHE
  5. COLLETTIVIZZZAZIONE DELLE FABBRICHE ABBANDONATE DAI PROPRIETARI CHE VENGONO RIUNITE IN COOPERATIVE
  6. OCCUPAZIONE DEGLI APPARTAMENTI LIBERI E SOSPENSIONE SFRATTI
  7. ISTRUZIONE GRATUITA, LAICA E OBBLIGATORIA
  8. RADDOPPIO DELLO STIPENDIO AI MAESTRI E PARITA’ STIPENDIO CON LE MAESTRE
  9. SCUOLE FEMMINILI E PROFESSIONALI
  10. NO LAVORO NOTTURNO PER I FORNAI, NO A MULTE E RIDUZIONE SALARI
  11. NO AI “CAPORALI”, STRUMENTO DI CONTROLLO GESTITO DALLA POLIZIA
  12. PIENI DIRITTI DI CITTADINANZA PER GLI IMMIGRATI: Altro che ius soli!!!!

Le classi privilegiate della Francia e della Prussia non possono accettare un governo che dà un tale “cattivo esempio” ad altre città francesi (alcune insorsero ma l’esercito fermò subito l’esperienza con feroci interventi) e anche ad altre parti d’Europa. Da diverse parti d’Europa arrivarono anche volontari a difendere Parigi.

Nella “settimana di sangue” (maggio 1871) i prussiani liberarono 100 mila soldati francesi che soffocarono la Comune nel sangue: oltre 30mila parigini furono trucidati senza processo e tra questi migliaia di donne e bambini. A migliaia morirono di fame e stenti nelle navi dirette nelle colonie o durante i lavori forzati.​

L’esperienza della Comune fu studiata attentamente da Lenin per non commettere gli stessi errori e fu un esempio da portare avanti per gli sfruttati di ogni paese.

La lezione è terminata con un dibattito molto interessante e con molte domande rivolte al relatore da parte dei presenti.

Ovviamente, una esposizione di poco più di un’ora non può esaurire un argomento così complesso e determinante per la storia dell’umanità. La Scuola di Formazione Politica d’altra parte non vuole raccontare nozioni ma  suggerire spunti di riflessione e stimolare curiosità culturale da utilizzare per comprendere meglio il presente e ragionare sul nostro futuro. Rimandando quindi alle vostre letture, il rammarico è che questa sintesi, nella brevità in cui è contenuta e a cui siamo purtroppo abituati nell’era di twitter, non può nemmeno lontanamente rappresentare la ricchezza, la passione e la competenza di una lezione “dal vivo” quale Gianni Zanirato ha saputo dare Venerdì 1 Dicembre nel salone della Libreria “Il Cammello”.

 

La Scuola di Formazione Politica dà appuntamento a Venerdì 9 Gennaio 2018 con Gianni Oliva che ci parlerà del 1848.

Nel frattempo continuate a seguirci su piazzadivittorio.it

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