IL SIMBOLO DELLA “APPLE”

Ogni democratico non può che essere soddisfatto che la legge sul “Fine Vita” sia stata finalmente approvata “in articulo mortis”, è il caso di dirlo, di questa legislatura. Per me, come per tutti i medici, è anche un sollievo (anche se è ancora una normativa molto limitata) perché eravamo costretti a scegliere tra la pietà umana e il rispetto di una legislazione arretrata come spesso accade.

Non farà in tempo a essere approvata invece la legge sullo “ius soli” così che circa 800.000 bambini figli di immigrati ma nati in Italia non potranno avere la cittadinanza. Il minuscolo partitino di Alfano, come per l’eliminazione dell’art.18, si vanta di questo risultato.

La stessa fine farà la legge “Sull’omofobia”, una legge che introdurrebbe nel nostro ordinamento il reato di discriminazione e istigazione all’odio e alla violenza contro gli omosessuali. Questa legge è stata approvata alla Camera nel 2013 e in quattro anni non è stata portata all’approvazione del Senato: e adesso non c’è più tempo! Sarà contento il tribalista Salvini e con lui tutta la destra che avversa chiunque sia diverso: perché è meridionale, perché è scuro di pelle, perché è immigrato, perché è ebreo, perché è omosessuale…

E’ un modo di pensare molto comune ed emotivo su cui fanno leva politicanti senza scrupoli. Se si riflette con mente aperta però si vede che è una filosofia egoista e anche molto sciocca perché l’umanità ha sempre tratto vantaggio dalla mescolanza tra diversi.

Nella Seconda Guerra Mondiale i nazisti avevano sviluppato un codice segreto detto ENIGMA che era capace di mutare costantemente. Questo rendeva praticamente impossibile decifrare i messaggi segreti da parte degli Alleati. Per la risoluzione del problema fu determinante il lavoro di un grandissimo matematico: Alan Turing. Turing e i suoi collaboratori del “Department of Communications” realizzarono uno strumento chiamato “Colossus” che decifrava in modo veloce ed efficiente i codici tedeschi. Si trattava essenzialmente di un insieme di servomotori e metallo, ma era il primo passo verso il computer digitale.

La vittoria contro i nazisti fu quindi in gran parte merito di Turing. Ma la ricompensa che ebbe da una società ottusa fu per lo scienziato molto amara. Il 31 marzo 1952 Alan Turing fu arrestato per omosessualità e portato in tribunale, dove a sua difesa disse semplicemente che “non scorgeva niente di male nelle sue azioni”.

Condannato per omosessualità, fu costretto a scegliere tra una pena detentiva a due anni di carcere o la castrazione chimica mediante assunzione di estrogeni. Per non finire in prigione, lo scienziato optò per la seconda alternativa. Per oltre un anno si sottopose a trattamenti che provocarono in lui un calo della libido e lo sviluppo del seno (ginecomastia). La depressione legata al trattamento e all’umiliazione subita lo condusse al suicidio. Mise una mela in immersione nel cianuro di potassio, la morse e morì (come Biancaneve), vittima di una società gretta e meschina.

Un’infamia che sembra abbia avuto una riparazione tardiva.

Pare infatti che Steve Jobs abbia scelto come logo della APPLE appunto una mela morsicata, per ricordare lo scienziato precursore nella realizzazione dei computer.

di Angelino RIGGIO

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