BERLUSCONI DIVENTA ANCHE COMUNISTA E LANCIA IL REDDITO DI DIGNITA’

Mille euro al mese garantiti dallo Stato a tutti gli italiani in difficoltà. Ecco l’ultima trovata elettorale per provare a conquistare consenso in nuove aree sociali e vincere le elezioni. E pazienza se il Paese non ha le risorse per fare una operazione di questo tipo, l’importante è far sognare come spiegano bene i massimi esperti di propaganda politica

Silvio Berlusconi

 

di Michael Pontrelli

Più soldi per tutti. Potrebbe essere questo lo slogan migliore per definire il programma elettorale che Silvio Berlusconi sta incominciando ad illustrare in vista delle elezioni politiche di inizio 2018. Il Cavaliere dai microfoni di Radio 101 ha annunciato l’ultima novità che si chiama “reddito di dignità” ovvero almeno 1000 euro garantiti a tutti gli italiani.

Dalla riforma liberale a quella sociale

“C’è una emergenza che più di ogni altra dovrà essere risolta quando il centrodestra tornerà al governo e riguarda quei 4 milioni 750 milioni di italiani che vivono in condizioni di povertà assoluta, un dato che è aumentato del 165% ed è impressionante e inaccettabile” ha affermato il Cavaliere che dopo essere stato per decenni il portabandiera della riforma liberale improvvisamente si è scoperto il difensore degli ultimi. Il fondatore di Forza Italia ha definito la povertà “inaccettabile” anche perché  “nessuno può vivere bene, anche chi è agiato, sapendo che intorno ci sono milioni di italiani che devono dipendere dalla assistenza pubblica o dalla carità privata e non hanno accesso alle cure mediche”.

Reddito di dignità legato a luogo di residenza

Il meccanismo di funzionamento del reddito di dignità sarebbe molto semplice. Lo Stato verserebbe nelle tasche degli italiani “la somma necessaria per arrivare ai livelli di dignità stabiliti dall’Istat” ovvero “1000 euro mensili”. Attenzione però perché la soglia potrebbe “variare a seconda della zona del Paese in cui il cittadino vive e in base al numero di figli a carico”.

Nessun riferimento ai costi

Come facilmente prevedibile Berlusconi non ha fatto nessun riferimento ai costi delle operazione e soprattutto al modo in cui sarebbero reperite le risorse. Dettaglio non trascurabile per un Paese che ha uno dei debiti pubblici più alti del mondo e che da un momento all’altro potrebbe finire nel mirino della speculazione finanziaria come lo stesso ex premier dovrebbe ricordare molto bene. Nell’autunno del 2011 dovette di corsa abbandonare Palazzo Chigi con lo spread tra i titoli di Stato italiani e tedeschi schizzato al massimo storico di 574 punti.

L’importante è far sognare

Il Cavaliere condusse l’Italia sull’orlo del baratro e oggi a distanza di 6 anni si comporta come se nulla fosse accaduto promettendo l’impossibile. Ma ovviamente la mossa un senso ce l’ha. Quest’ultima trovata elettorale punta a conquistare consenso in nuove aree sociali e raccogliere quei 4/5 punti percentuali che consentirebbero al centrodestra di vincere le elezioni. E pazienza se il Paese non ha le risorse per fare una operazione come il reddito di dignità, l’importante è far sognare come spiegano bene i massimi esperti di propaganda politica.

La profezia di Edward Luce

Contrastare la povertà deve essere una priorità di qualsiasi governo ma pensare di farlo distribuendo soldi a destra e a manca è una follia. Le persone in difficoltà si aiutano creando nuove opportunità di lavoro e per farlo la lista delle cose da fare è lunghissima, molte delle quali a costo zero. Altrimenti il rischio è che si avveri davvero la profezia distopica del politologo britannico Edward Luce secondo cui l’ascesa dei populismi aumenta la probabilità di ritrovarsi in un mondo dominato da multinazionali e regimi totalitari con la plebe relegata nelle megalopoli e anestetizzata con il reddito di cittadinanza e l’intrattenimento volgare.

L’8 maggio del 2001, cinque giorni prima delle elezioni politiche Berlusconi firma davanti a Bruno Vespa il contratto con gli italiani in cui si impegna, in caso di vittoria elettorale, a varare varie riforme riassunte in 5 punti e, in caso di mancata realizzazione di almeno 4 punti, a non ricandidarsi alle successive elezioni politiche. Le promesse non sono state mantenute ma il Cavaliere si è ugualmente ricandidato per conquistare Palazzo Chigi

28 dicembre 2017 Tiscali

Articolo proposto da Gianni Zanirato

                                                        COMMENTO

  Non ho molto da dire su questa Sua uscita, Cavaliere  Berlusconi, ovviamente sono d’accordo con Lei.  Non ho, però, capito una questione marginale: da dove Lei prenderà i soldi.  Si ricorda il milione di posti di lavoro promessi prima delle elezioni del 2001?

   Cavaliere, mi permetto di suggerirLe alcune proposte.

   Verso coloro che avranno diritto al “reddito di dignità” si dovranno assumere le seguenti misure:

  • Aumento del 100% dei ticket sui farmaci e sulle visite ospedaliere
  • Tassazione del 70% sui 1.000 euro.
  • Benzina a € 5,00 al litro
  • 50% di IVA sui beni di prima necessità.

 Ovviamente se ne guardi bene dall’ applicare qualunque tipo di patrimoniale: i milionari potrebbero soffrire troppo da questa misura e sentirsi una minoranza perseguitata.

          Mi permetto anche di suggerirLe il manifesto elettorale:

di   Gianni ZANIRATO

 

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