L’UNIVERSITA’ per Tutti

I giovani che finiscono la scuola sanno che dai contratti usa e getta e paghe ridicole li salverà solo un titolo di studio adeguato e forte.

Generazioni di trentenni, quarantenni e persino cinquantenni che non riescono ad uscire dalla morsa della precarietà, vedono in una seconda laurea, meno generica o umanistica della prima, la possibilità di rimettersi in gioco nel mondo del lavoro.

E’ sempre più crescente la necessità di specializzazioni per sfuggire dalla crisi.

Nel frattempo le tasse delle Università Italiane sono aumentate ed esponenzialmente cresciute.

E’ una bufala sostenere che l’Università del nostro Paese è gratuita.

 

L’Italia è al 3° posto per le tasse più care d’Europa dopo l’Inghilterra e i Paesi Bassi oltre ad esserci una carenza di servizi e Borse di Studio.

Moltissimi Giovani si trovano nell’impossibilità di studiare soprattutto se hanno genitori disoccupati o lavoratori precari.

I più adulti che nella precarietà ci stanno da anni, da un lato sono troppo poveri per pagare le tasse, dall’altro per il Governo sono considerati troppo ricchi – basta superare 13.000 euro per non essere esenti.

Vi è comunque un fatto inconfutabile: i laureati in Italia continuano a diminuire restando ultimi in Europa per numero di chi possiede una Laurea.

La proposta di abolire le tasse universitarie aiuta a creare lavoro qualificato e speranze per molti di avere maggiori occasioni per il futuro.

Tutto ciò non è stato affatto garantito dal programma “Garanzia Giovani” emanato dal Governo Renzi, tale programma è scandalosamente fallito.

C’è chi dice: l’abolizione delle tasse universitarie aiuterebbe i  ricchi. Tale affermazione è una falsità.

I ricchi frequentano Università private e atenei internazionali, di tale proposta ne usufruirebbero i giovani e quel ceto medio abbandonato da anni dalla politica.

Il presunto riformismo meritocratico e di autonomia ha ridotto gli atenei dove la corruzione, è spesso all’ordine del giorno,dove dilaga la parentopoli e il nepotismo, dove ad una cerchia sempre più ristretta di professori a difesa dei loro privilegi corrisponde una massa di sudditi con contratto precario a vita.

 

Si è imposta un Università che pur di attrarre studenti si fa marketing selvaggio come vendere qualsiasi prodotto. E’ trascurata la ricerca, intanto proliferano atenei privati e ondine.

 

Occorre rilanciare lo studio di alto livello gratuito e contemporaneamente aprire un dibattito sul diritto allo studio in un Italia da anni devastata e sofferente di crisi.

 

Che senso ha ad esempio la proposta di puro cinismo elettorale di abolire la tassa di 90 euro annuali del canone della TV pubblica? Tale proposta non ha alcun senso ed è di piena stupidità, quando alcuni mesi fa è stata inserita nella bolletta dell’energia domiciliare per legge governativa.

 

Questa proposta non ha nulla a che vedere con una riforma che invece cambia l’esistenza e il futuro delle persone dando inizio alla costruzione di un  Università  e una Scuola libera e uguale per tutti.

 

 

 

di Sabino NOVACO

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