“LA NOSTRA RAZZA BIANCA E’ A RISCHIO” (ancora una volta siamo contro il fascismo che avanza)

La frase

Attilio Fontana, candidato per il Centro Destra alla Presidenza della Lombardia (la regione più importante d’Italia), ha detto testualmente: “Se accettassimo tutti i migranti non ci saremmo più noi. Dobbiamo decidere se la nostra razza bianca deve essere cancellata”.

Si avvicina la Giornata della Memoria e speriamo che tutti ricordino quale genocidio infame hanno causato le Leggi Razziali del fascista Mussolini e del nazista Hitler. La memoria è la base della conoscenza e della civiltà.

Gli antropologi e i genetisti ci hanno dimostrato in modo inconfutabile che il concetto di razza non ha senso. Siamo tutti africani, originari della Valle del Rift, dove è incominciato milioni di anni fa il cammino della civiltà. E siamo tutti migranti perché dalla Valle del Rift ci siamo diffusi su tutto il pianeta. Noi Italiani lo sappiamo bene perché nel resto del mondo ci sono tanti italiani quanti ce ne sono in Italia (nella sola Argentina ci sono tanti piemontesi quanti ce ne sono in Piemonte: 4 milioni).

Il filo nero

In un articolo che vi invito a rileggere, Gianni Zanirato riportava l’elenco degli atti compiuti da Forza Nuova o da Casa Pound. Inutilmente abbiamo cercato sulla stampa un cenno di disapprovazione, un distinguo da parte degli esponenti del Centro Destra rispetto a questi gruppi neofascisti. Questo perché c’è un filo nero che parte dai razzisti nazifascisti fino ad arrivare a Berlusconi. L’uno copre l’altro. L’uno aiuta l’altro. Così non ci stupiamo della probabile candidatura di Lotito né della esaltazione di Mussolini da parte di Sergio Pirozzi candidato per la Regione Lazio. Tantomeno ci stupiamo che Maria Stella Gelmini di Forza Italia si sia limitata a dire su Fontana: “Una frase infelice.” Berlusconi ha detto che il razzismo è lontano dalla sua cultura ma si è guardato bene dal muovere rimproveri (tanto meno di cambiare candidato per la Regione Lombardia) e ha insistito su “così danneggia la coalizione”. La coalizione, non la Costituzione. Di Salvini e della Meloni non parlo.

Il lapsus.

E Fontana? Fontana, di fronte alle ovvie reazioni, ha fatto marcia indietro: “E’ stato un lapsus, un errore espressivo, intendevo dire che dobbiamo riorganizzare un’accoglienza diversa che rispetti la nostra storia”.

La giustificazione è peggio della dichiarazione iniziale.

Freud nella “Psicopatologia della vita quotidiana” ha spiegato il meccanismo mentale del lapsus: rivela una reale convinzione che si vuole tenere nascosta. Non a caso si parla di “lapsus rivelatore”.

Una scelta cinica

Purtroppo non si tratta di un lapsus. E’ stata una deliberata scelta comunicativa. L’obiettivo di quella frase era preciso e lo scalpore che essa ha causato è stato funzionale allo scopo.

E lo scopo era parlare al 35% più interessante di questa campagna elettorale. Chi riesce a portare al voto queste persone può vincere.

C’è infatti una fascia di persone (tra il 25% e il 35%) che non si informa sulla politica. C’è poi un’altra fascia di eguali dimensioni che probabilmente non andrà a votare. Le due fasce non sono identiche ma si sovrappongono in larga parte. Queste persone non cercano le informazioni politiche ma se queste hanno le dimensioni di uno scoppio (come quelle di Fontana) arrivano anche a loro. E possono modificare la loro intenzione di voto specialmente se il messaggio è fatto in modo semplificato (come fa Trump).

Il concetto di razza è un concetto semplice: bianco o nero. Indica la facilità e l’urgenza di una scelta.

Il magnifico 35%

Chi sono quelli che non si informano e che probabilmente non andranno a votare?

Sono per lo più persone povere, deluse, colpite dalla crisi. In questi anni purtroppo la sinistra non ha saputo parlare a queste persone. In nome della lotta alla crisi sono stati ridotti lo stato sociale, la tutela e la dignità del lavoro. La crisi non è un evento naturale: un terremoto o una nevicata. Ha una causa precisa che è data dalla distribuzione diseguale della ricchezza. Per superarla bisognava colpire il capitale parassitario e difendere i più poveri.

Le persone più deboli non si sentono rappresentate. Senza un riferimento critico scaricano la loro rabbia, guidati dai 5stelle, contro i parlamentari perché hanno stipendi troppo alti. Vero. Ma il problema più grave è il prevalere dell’interesse individuale su quello collettivo. C’è poi chi come Fontana o Salvini o tutto il Centro Destra fa una operazione più infame: indica come causa di tutti i mali gli immigrati: sono loro che minacciano la sicurezza, ci tolgono il lavoro, il diritto alla casa, alla salute, ecc.

Divide et impera

E’ un imbroglio colossale. Se non c’è lavoro, se c’è precariato, se la sanità costa sempre di più, se mancano le case di edilizia popolare, è perché le politiche fatte finora non sono state in grado di far pagare a chi può e tutelare chi non può (compresi gli immigrati).

Il Centro Destra vuole scatenare la più grande guerra tra poveri mai vista. mettere gli italiani più deboli contro gli immigrati. Se ci caschiamo avremo una società ancora più ingiusta e più diseguale dove i poveri saranno ancora più poveri e i ricchi saranno più ricchi.

di Angelino RIGGIO

 

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