IL BRACCIALETTO ELETTRONICO DI AMAZON ovvero IL VESTITO NUOVO DELL’IMPERATORE

Tre secoli fa Hans Christian Andersen scrisse una famosa fiaba.

C’era una volta un imperatore vanitoso, completamente dedito alla cura del suo aspetto esteriore, e in particolare del suo abbigliamento.

Un giorno giunsero nel suo regno due imbroglioni che, spacciandosi per tessitori, sostenevano di produrre un tessuto formidabile, sottile, leggero e meraviglioso che aveva la proprietà di essere invisibile agli stolti e agli indegni.

I cortigiani inviati dal re non riuscirono a vederlo; ma per non essere giudicati male, riferirono all’imperatore lodando la magnificenza del tessuto. L’imperatore, convinto, si fece preparare dagli imbroglioni un abito. Quando questo gli fu consegnato, però, l’imperatore si rese conto di non essere neppure lui in grado di vederlo. In cuor suo pensava di non riuscire a vederlo perché sapeva di essere stolto (e anche un po’ indegno). Ma, come i suoi cortigiani prima di lui, finse di vedere gli abiti e ne lodò la pregevole fattura. Fece dei movimenti nell’aria, come per indossarli e si incamminò per il corteo regale.

Col nuovo vestito sfilò per le vie della città di fronte a una folla di cittadini che applaudivano e lodavano l’eleganza del sovrano, pur non vedendo alcunché nemmeno essi e sentendosi essi segretamente colpevoli di inconfessate indegnità.

L’incantesimo fu spezzato da un bimbo che, sgranando gli occhi, gridò con innocenza: “Il re è nudo!”.

Ciononostante, il sovrano continuò imperterrito a sfilare come se nulla fosse successo.

I ricercatori di AMAZON hanno brevettato un braccialetto elettronico che vibra e avvisa il lavoratore che non sta svolgendo correttamente il proprio lavoro. Di fatto è uno strumento di controllo istantaneo del lavoratore, dei suoi movimenti e dei suoi spostamenti.

E’ sicuramente una cosa indegna.

Ma è altrettanto indegna l’indignazione di molti notisti.

Qualcuno ha tirato fuori espressioni del tipo “così le macchine diventano padrone dell’uomo”. Ma le macchine sono solo macchine e non sono proprietarie di nessuno. E’ chi possiede le macchine (Marx diceva proprietario dei mezzi di produzione) che è padrone di qualcuno, lo sfruttato, sia quando se ne serve sia quando lo lascia disoccupato..

Molti hanno tuonato contro la violazione della dignità dei lavoratori. Come i dignitari di corte della fiaba fingono di non avere visto quanto e in quanti modi sia quotidianamente calpestata questa dignità: i controlli ossessivi, la riduzione delle pause per il pasto, il divieto perfino di andare a fare pipì, la minaccia di licenziamento per le donne che restano incinta, il lavoro in condizioni disumane, i morti sul lavoro, gli invalidi, le persone licenziate con un sms, i ricercatori costretti a lavorare gratis nella speranza di avere una borsa-lavoro, l’alternanza scuola-lavoro che è diventata per le aziende una maniera per avere manodopera gratis, gli immigrati letteralmente schiavizzati col ricatto del permesso di soggiorno, e via umiliando.

Amazon si è difesa dicendo che il braccialetto è stato concepito al solo scopo di aumentare la produttività.

Appunto.

Aumentare la produttività per aumentare i profitti. I profitti si possono aumentare diminuendo i costi attraverso l’innovazione di prodotto o di processo. Al contrario, il braccialetto di Amazon e tutte le schifezze dette prima aumentano i profitti aumentando lo sfruttamento di chi lavora.

Se si accetta che la società è basata sulla diseguaglianza e c’è una situazione di crisi, l’unica strada per renderla più stabile è rinforzare il perno su cui si regge: bisogna cioè aumentare la diseguaglianza, fare in modo che i ricchi diventino più ricchi e i poveri più poveri. E’ esattamente quello che è successo nel mondo e in Italia in questi cinque anni.

IL RE E’ NUDO!

Una sinistra che considera la diseguaglianza una variabile indipendente, sarà inevitabilmente subordinata ai potenti e l’unica cosa che potrà fare è allargare le braccia davanti a chi lavora e portare ai ricchi come pegno di fedeltà lo scalpo dell’art.18. Al massimo potrà indignarsi (per un giorno) di fronte all’ennesima morte sul lavoro o nei casi più eclatanti come per il braccialetto di Amazon.

Come nel gioco geometrico citato nell’articolo su Menenio Agrippa, il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori sarà possibile solo uscendo dallo schema. Lo schema di cui la sinistra deve liberarsi è quello della società della disuguaglianza. Occorre affermare con forza e in tutte le sedi che gli uomini sono uguali e non c’è chi deve stare al guinzaglio e chi può tenerlo in mano.

di Angelino RIGGIO

2 comments Add yours
  1. Sicuramente un articolo molto bello e interessante.
    Un braccialetto per controllare ogni istante il lavoratore!!!
    Lo accompagna persino al gabinetto.
    Bertolt Brecht, in uno dei suoi primi drammi, fa dire al protagonista (cito a memoria) : ” il WC è l’unico posto dove si desidera essere soli anche il primo giorno di nozze”.
    Amazon ci dice, invece, che occorre controllare anche il tempo che un lavoratore sta al gabinetto.
    Il braccialetto viene messo al carcerato che esce di prigione. Si vuole comunicare che il lavoratore è come il carcerato?
    Quando sei sul posto di lavoro appartieni al padrone ogni secondo e lui ha il diritto di controllarti.
    A me tutto questo fa inorridire perché mi sembra realizzato “il grande fratello” di Orwell e perchè (forse complice l’appena trascorso 27 gennaio “Giorno della memoria”) questo braccialetto mi ricorda troppo il marchio sul braccio dei prigionieri nei lager nazisti.
    Gianni Zanirato

  2. Il braccialetto elettronico è legale. Dopo il Job Act, anche senza l’accordo dei sindacati.

    Purtroppo i dirigenti sindacali a Roma si sono allontanati ad una distanza siderale dalla base e non tutelano più il lavoratore ma solo i loro interessi. Come si può pensare di rappresentare un lavoratore che guadagna mille euro al mese quando a Roma riesci ad intascarti 300mila euro annui …. Il denaro inaridisce il cuore. E quando le labbra non sono mosse dal cuore, le parole che ci escono sono solo parole di facciata … In Francia il Sindacato avrebbe innalzato le barricate, qui in Italia il Sindacato è molto soft, tranne che in qualche raro caso.

    Sono in molti ad averlo capito e in altrettanti oltre a prendere le distanze sono fuggiti soprattutto da Cisl e Uil. Solo la Cgil mantiene ancora i numeri. Non so per quanto tempo riuscirà ancora a farlo …

    È giusto dire le cose per come stanno. La crisi del Sindacato esiste, in quanto i lavoratori non si sentono più rappresentati. Non perché il M5S li aggredisce o perché Renzi taglia i distacchi sindacali.

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