È SUCCESSO NEL DICEMBRE 2011 Firenze, killer dà la caccia ai senegalesi 2 vittime e 3 feriti, poi si uccide

 


Prima nel mercato di piazza Dalmazia poi in quello di San Lorenzo, vicino al Duomo. Le vittime sono ambulanti. Il killer, un pistoiese di 50 anni, Gianluca Casseri, è stato fotografato mentre fuggiva in macchina. Bloccato in un parcheggio, c’è stato un conflitto a fuoco, poi si è ucciso. L’uomo era stato identificato nel corso di due manifestazioni di CasaPound


DI LUCA SERRANO’ E MICHELE BOCCI La Repubblica

Due sparatorie nel giro di poche ore fra le bancarelle di due mercati a Firenze: il bilancio è tragico. Due morti e tre feriti colpiti dalla stessa mano, quella di un uomo intorno ai 50 anni che ha dato la caccia ad alcuni cittadini senegalesi e poi si è ucciso al termine di un inseguimento nel centro della città. I primi colpi di pistola sono stati sparati in mezzo alle bancarelle del mercato in piazza Dalmazia, a Firenze, nella zona nord della città, e poi a San Lorenzo, vicino al Duomo.  Panico fra la gente, inseguimento fra i banchi pieni di mercanzie. Due cittadini senegalesi sono morti in piazza Dalmazia, e un altro, Moustapha Dieng, 38 anni ricoverato all’ospedale di Careggi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. A sparare un uomo brizzolato, un pistoiese, Gianluca Casseri.

Alcune persone hanno cercato di fermare il killer, uno l’ha seguito nella prima sparatoria scattando foto col cellulare anche mentre risaliva in macchina. È stato sentito dagli investigatori. L’uomo che ha sparato era armato di una pistola 357 magnum. Dopo la prima sparatoria ha ricaricato. È stato poi bloccato in un parcheggio sotterraneo a San Lorenzo. È morto. Non è chiaro se si è ucciso o se è stato colpito.

Casseri frequentava a Casa Pound di Pistoia, l’associazione dell’estrema destra.

Sul posto sono arrivati i rappresentanti della comunità senegalese. Lacrime, abbracci, disperazione e sconcerto e anche scene di rabbia. In seguito è arrivato anche l’assessore comunale Massimo Mattei.

I tre senegalesi erano venditori ambulanti che frequentavano abitualmente la zona. “Ho sentito dei colpi, ma pensavo fossero dei petardi, quando mi sono girato ho visto tre uomini a terra nel sangue” racconta uno dei commercianti del mercato. E un altro: “Qui ci sono spesso ragazzi senegalesi che vendono le solite mercanzie, non danno fastidio a nessuno e nessuno si aspettava”.

La seconda sparatoria si scatena in piazza San Lorenzo, i primi colpi davanti a una pizzeria dove il killer mira a un altro senegalese. Quest’ultimo scappa e va verso il mercato, fra i banchi. Altri colpi di revolver e il senegalese crolla a terra, un altro senegalese viene ferito. Sono Sougou Mor,33 anni in gravissime condizioni e Mbeghe Cheike del 1969.  Quindi l’assassino scende verso il parcheggio sotterraneo del mercato, inseguito dagli agenti di una Volante. Altri poliziotti hanno bloccato gli accessi. Nel sotterraneo i poliziotti gli hanno intimato di gettare la pistola. Secondo quanto raccontato dagli agenti, Casseri avrebbe fatto il gesto di estrarre l’arma. Un poliziotto ha esploso un colpo, che avrebbe raggiunto l’auto del killer che si punta la pistola in bocca e si spara. Il procuratore Quattrocchi: “Sembrerebbe un suicidio, ma faremo tutte le verifiche per chiarire quanto accaduto”.

(13 dicembre 2011)

Articolo proposto da Gianni Zanirato

COMMENTO

Ho voluto riportare questo vecchio articolo sostanzialmente per tre motivi:

  1. Per non dimenticare. Quanti di noi, sommersi da tante notizie, si sono già scordati di questo gravissimo crimine? Sicuramente troppi, a partire dal sottoscritto.

  2. Perché questo episodio di sei anni fa mi sembra una copia di ciò che è successo a Macerata negli ultimi giorni e penso che il pericolo di nuovi analoghi casi sia molto forte.

  3. Inutile continuare a nascondere da parte di Salvini, Di Maio e relativi soci che oggi siamo di fronte ad un nuovo pericolo fascista, razzista e populista.

IL FASCIO-LEGHISMO

Le parole sono pietre” scriveva Carlo Levi. Tutti noi, ma soprattutto i politici, dovremmo averlo scolpito nel nostro cervello. Ma Salvini ed i suoi sembrano non capirlo: sempre a caccia di consensi da qualunque parte possano arrivare.

«Pecunia non olet» (i soldi non puzzano) dicevano gli antichi romani oggi sembra che siano i voti a non puzzare per la Lega Nord.

Ed ecco, a raffica, parole da parte della Lega che alimentano paure esagerate nella testa dei meno informati e così siamo inondati da slogan come: “invasori”, “razza bianca”, giustizia fai da te, le “ruspe sui campi rom”, “prima gli italiani” e via delirando.

Pochi mesi fa a Pontida, Salvini promise di “abolire le leggi Fiano e Mancino” (che mettono fuorilegge i movimenti e tutto ciò che inneggia al fascismo) e annunciò uno dei punti del suo programma elettorale: “Mani libere alla polizia per ripulire la città dagli ospiti indesiderati”. Guarda un po’ i casi della vita, pochi giorni dopo i fascisti di Forza Nuova invitarono i suoi militanti ad andare a votare per il referendum sull’autonomia di Lombardia e Veneto. 

Cristina Bertuletti, sindaca leghista di un comune del varesotto, ha scritto sui social con rara eleganza: “E’ il giorno della memoria, andatevelo a pijarlo…”. La stessa sindaca aveva già brillato con uscite analoghe. Ed i vertici della Lega? Nessuna reazione.

25 gennaio 2018, a Busto Arsizio (Varese), durante una festa tradizionale, alcuni giovani leghisti hanno dato fuoco a fantocci raffiguranti Laura Boldrini e Paolo Gentiloni. Tutti si aspettano una condanna da parte del gruppo dirigente e magari una espulsione esemplare dal partito padano, invece arriva una benevola tirata di orecchie da padre comprensivo: “Ragazzate”. Subito dopo appare un post dove si vede la testa insanguinata di Laura Boldrini con la scritta: “Sgozzata da un nigeriano inferocito… così impara ad apprezzare le usanze dei suoi amici”. 

Il fatto è che da un pezzo che estrema destra e Lega si stanno facendo una corte da rasentare uno stalking.

Nel 2014 Lega Nord e i fascisti di CasaPound a Milano sfilarono insieme a Milano contro l’immigrazione. Anche in numerosi altri casi hanno manifestato uniti al grido di “Prima gli italiani”, seguito da volgari insulti verso gli immigrati.

Per fortuna, all’ interno della Lega, non vi sono solo salviniani, il problema dell’antifascismo viene affrontato anche se non con troppa convinzione.

Umberto Bossi era ed è un antifascista: sua nonna fu torturata dai fascisti perché teneva la foto di Giacomo Matteotti in casa. 

Roberto Maroni più volte ha ricordato che la Lega è nata anche come movimento antifascista.

E Berlusconi che dice di Salvini, suo compare di merende? Da padre comprensivo gli ha solo raccomandato di “moderare i toni e le parole”. 

Sbaglia chi sottovaluta il problema del fascio-leghismo. Bisogna comprendere che la lotta al fascismo è divenuta una emergenza.

di Gianni ZANIRATO

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