DELRIO

Nel giro di un mese mi sono trovato d’accordo, profondamente d’accordo con Graziano Delrio.

La prima volta è stata circa un mese fa quando lanciò l’iniziativa di uno sciopero della fame per sollecitare la legge sullo ius soli, una legge sacrosanta che avrebbe permesso a circa 800.000 bambini nati in Italia di avere la cittadinanza italiana. Pur non essendo abituato a questa forma di lotta aderii con entusiasmo e, devo dire, è stato meno difficile di quanto prevedessi.

La seconda volta in cui ho avuto consonanza di pensiero è stata adesso circa i fatti di Macerata.

La reazione del PD è stata quanto meno imbarazzante. Dopo due giorni di dichiarazioni improntate ad estrema cautela (quanti voti posso perdere o guadagnare se dico in un modo o nell’altro?), Renzi ha invitato alla moderazione e, nel più fedele spirito democristiano, ha rispolverato la teoria degli opposti estremismi. Il sindaco PD di Macerata, seguendo questa linea, ha annullato la manifestazione di sabato 10 (oggi per chi scrive). Da parte sua Il Ministro della Giustizia si è recato a trovare le vittime dell’attentato fascista solo 5 giorni dopo, quando già alcuni dei feriti erano stati dimessi.

Ora immaginiamo che un profugo curdo avesse sparato su 11 italiani ferendone 8 perché la sua casa e la sua famiglia erano state distrutte dai turchi armati, come è noto, da armi italiane. Qualcuno avrebbe provato a giustificare quel gesto? Il Ministro avrebbe aspettato 5 giorni per far visita ai feriti? O non avrebbe dovuto recarsi ancor prima il Presidente del Consiglio?

Di fronte a questi silenzi imbarazzanti, giorni addietro, il Ministro Delrio ha dichiarato: “Siamo alle soglie di una stagione neofascista come toni, atteggiamenti e parole in libertà” e “non basta il Papa per denunciare le discriminazioni e l’odio. Serve anche la voce della politica, possibilmente di tutti i partiti”. “…condannare fortemente quell’atto, frutto delle idee che sono state seminate con grande irresponsabilità nel corso degli ultimi anni. Invasioni epocali, perdita d’identità, accuse alle politiche dell’immigrazione. Pensieri sbagliati a cui seguono atti gravissimi. Chi semina il linguaggio dell’odio e della divisione raccoglie gli spari di Macerata“. E infine sulla manifestazione di Macerata ha detto: “È un’iniziativa giusta, direi sacrosanta. Se riesco andrò anch’io”.

Ecco: io sono completamente d’accordo con Delrio e idealmente mi unisco alle migliaia di persone che oggi manifestano a Macerata. La sinistra non deve vergognarsi della solidarietà nei confronti di chi fugge dalla fame e dalla guerra.

Da come viene rappresentata la realtà dalla Destra e da molti media (a partire dall’assurdo accostamento tra gli spari di Traini e l’uccisione di Pamela) sembra che siano colpa degli immigrati tutti i problemi dell’Italia: disoccupazione, sanità, giustizia, istruzione, salari dignitosi, precarietà, ecc.

In particolare per quanto riguarda l’Ordine Pubblico il capo della polizia Gabrielli ha dichiarato: “I numeri parlano chiaro, non c’è stato alcun incremento dei reati rispetto all’aumento della presenza di immigrati”. Anzi, è stato dimostrato che tra gli immigrati messi in regola il numero di reati è di gran lunga inferiore rispetto alla media italiana: questo dimostra non solo l’importanza di approvare la legge sullo ius soli ma soprattutto che il vero problema non è il respingimento ma l’accoglienza e l’integrazione che non possono essere demandati ad associazioni di volontariato vere o inventate da delinquenti (magari razzisti) che lucrano sui migranti.

Bisogna liberarsi da una lettura sbagliata della realtà, ragionando sui fatti e sui numeri e non sul consenso elettorale.

Ha scritto Giovanni De Mauro su INTERNAZIONALE: “Quando, subito dopo l’attentato di Macerata Renzi ha scritto su twitter “che l’assunzione per ogni anno di diecimila tra carabinieri e poliziotti è la risposta” ha usato il linguaggio di quelli che dovrebbero essere i suoi avversari. Ma che il principale partito di centrosinistra non riesca a trovare parole diverse dovrebbe preoccupare tutti, anche i moderati a cui quelle parole sembrano rivolgersi.

Un’ultima notazione destinata alle persone perbene di destra (ce ne sono e più di quante non si creda).

Attenzione a valutare la questione Macerata solo per quanto può rendere in termini elettorali e/o considerare Traini un pazzo. Non lo è. Per quanto tempo durante il terrorismo si è parlato di gesti folli, di scritti deliranti, di schegge impazzite, di cattivi maestri, di compagni che sbagliano? C’è voluto l’atteggiamento di una sinistra responsabile e di Luciano Lama per chiamare le Brigate Rosse e le formazioni simili con il loro nome: terroristi.

Se ci sono degli uomini di destra responsabili spezzino il filo nero che li collega ai neofascisti e chiamino con il loro nome Traini e i gruppi a cui è collegato: terroristi, personaggi dediti a seminare paura e terrore per trarne un utile di voti e potere a danno della convivenza civile e della Costituzione.

di Angelino RIGGIO

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