ELEZIONI: LA SINISTRA UN PUGILE SUONATO

Ho letto con tanta attenzione l’articolo sulle elezioni di Angelino Riggio e lo condivido. Intendo portare alcune mie considerazioni al dibattito.

Stiamo vivendo la peggiore debacle che la sinistra italiana abbia subito dalla sua nascita. Ci sono state in passato altre sconfitte terribili come quella del 18 aprile 1948: la DC ebbe la maggioranza assoluta dei seggi e le sinistre unite (Fronte Democratico Popolare), convinte di vincere, provarono invece una grande sconfitta. Ma da questa le sinistre si rinnovarono e cercarono nuove strade mantenendo un forte legame con i lavoratori.

Certo allora c’erano Palmiro Togliatti e Pietro Nenni! (oggi ci sono… Beh, lasciamo stare…). La voglia di combattere non diminuì, i quadri di partito e sindacali si unirono, si rafforzarono e crearono una nuova generazione di combattenti. C’era la convinzione che passo dopo passo la sinistra avrebbe vinto. Si poteva guardare in faccia chiunque e senza arrossire, si poteva dichiarare “siamo un partito che combatte dalla parte dei più deboli e che non ha le mani sporche”. Ma ora? Può la sinistra dire che ha combattuto con\ e per i più deboli e che ha le mani pulite?

Ma ha senso oggi parlare ancora di sinistra? Confesso di credere che possa ancora risorgere e che ci sia ancora bisogno di una sinistra forte. Norberto Bobbio, nel celebre saggio “Destra e sinistra”, individuava la demarcazione tra i due opposti della politica destra/sinistra sulla linea disuguaglianza/uguaglianza. Ecco, io nostalgico della “vecchia” sinistra ritengo che essa debba combattere la disuguaglianza ed abbracciare, oggi come ieri, la causa dell’uguaglianza, come indicava Bobbio. Dobbiamo costruire un partito che difenda i più deboli il che non vuol dire solo difendere gli immigrati. Significa anche riportare la dignità ai lavoratori, garantire il diritto al lavoro e allo sciopero. Qualcuno dirà “ma chi ha toccato lo sciopero?” Lo ha toccato chi ha violentato l’art. 18 dello Statuto dei diritti dei lavoratori, chi ha stabilito che si può licenziare un lavoratore pagandogli qualche mensilità, anche se ha ragione.

Sicuramente la nostra società è cambiata immensamente: la classe operaia è sempre meno numerosa e meno unita, la piccola borghesia è la classe predominante, si consolidano sempre più nuove e vecchie povertà, la nostra terra di migranti è diventata la terra in cui si rifugiano i nuovi immigrati. Le periferie sono sempre più degradate, troppi giovani non hanno più ideali politici e sociali e cercano di riempire il vuoto che hanno dentro con l’alcool e le droghe… Negli Stati Uniti abbiamo Trump. Qualche anno fa il mito era… Silvio Berlusconi. Insomma sembra troppo difficile vedere della luce ma dobbiamo cercarla e crearla.

Occorre un partito fatto di persone non di tessere o detentori di tessere ed impegnato solo nelle campagne elettorali. La gente chiede sicurezza, lavoro, istruzione, sanità, ambiente più vivibile, luoghi di svago. Occorre lanciare proposte “giuste”. Cosa significa “giuste”? Credo tutto e niente. “Giuste” va ricercato nel pensiero di Bobbio: combattere per l’uguaglianza.

Più che una elezione per la sinistra è stata una durissima lezione. Gli elettori vogliono chiarezza.

In Emilia Romagna abbiamo perso quasi dovunque ma siamo riusciti ad eleggere il “compagno” Pierferdinando Casini il democristiano di centro destra, il delfino di Forlani.

Sembra questa una amara fotografia del PD odierno.

Le dimensioni della sconfitta del PD sono talmente grandi da mettere in discussione lo stesso progetto della costruzione del partito.

Ancora non si capisce cosa abbia in testa Renzi. Si dimette, non si dimette? Pretende ancora di guidare il partito? Il leader più sconfitto della storia si attacca alla poltrona più ancora dei vecchi democristiani. Non ha capito ancora la lezione? Ha ragione Angelino Riggio a dire che una sconfitta così grave non può avere un solo responsabile. Concordo, ma la responsabilità di una sconfitta elettorale così immensa non può essere del segretario del circolo di Canicattì (ammesso che ci sia ancora un circolo) è totalmente di chi ha guidato il partito verso il baratro.

Certo le minoranze interne e le altre componenti del partito non sono esenti da responsabilitàNon basta cambiare semplicemente segretario e si riparte subito alla grande. Non è così, occorre fare l’autocritica e creare un proposte per risorgere.

Responsabilità ce l’hanno anche i vari partitini alla sinistra del PD. Liberi ed Uguali è nato per intercettare i voti che sarebbero scappati dal PD ed invece è riuscito solamente a superare la soglia del 3%. Autocritica, carissimi Bersani e compagni, autocritica, avete sballato completamente le previsioni e sapete perché? Perché anche voi siete lontani dalla gente. Gli operai hanno votato per 5 Stelle e Lega, non per il PD o LeU, stessa cosa è avvenuta nei quartieri popolari, dove pochi decenni fa la sinistra aveva la maggioranza assoluta. Preferiscono Salvini e Di Maio a Renzi e Grasso. Dobbiamo chiederci il perché e dare delle vere risposte.

Il renzismo è inciampato nelle sue contraddizioni: sempre meno sinistra e sempre più centro destra.

Analizzando alcuni episodi elettorali c’è da rabbrividire.

Mantova, città dalla solida tradizione antifascista, ha eletto alla Camera dei Deputati Isabella Rauti, la figlia di Pino Rauti, fondatore di Ordine Nuovo e processato più volte per stragi.

A Mantova il Pd ha candidato Paolo Alli, ciellino, già capo della segreteria particolare di Roberto Formigoni e rinviato a giudizio per tentato abuso d’ufficio nel processo che vede l’ex presidente della Regione Lombardia imputato per tangenti.

A Salerno invece di De Luca padre è stato candidato De Luca figlio, manca solamente il De Luca spirito santo ed eravamo a posto. Ormai nel PD le cariche si tramandano di padre in figlio.

Intanto mentre il PD piange, la sinistra a sinistra della sinistra, Potere al Popolo, ha festeggiato il suo 1% dei voti. Se avesse avuto ancora mezzo punto in più cosa avrebbe festeggiato la nuova rivoluzione bolscevica?

L’Emilia Romagna e l’Umbria sono ormai ex rosse.

Il sud è nelle mani del Movimento 5 Stelle.

Nel nord, con poche eccezioni troneggia Salvini, colui che ha saputo trovare la ricetta per gli immigrati. Ricetta che la sinistra non può accettare, ma non è riuscita a rassicurare la gente che ha paura, con una propria proposta. Salvini è il vero vincitore di queste elezioni e potrebbe essere incaricato a formare il nuovo governo.

Il Movimento 5 Stelle cresce al nord e dilaga al sud intercettando la rabbia e sfruttando la crisi di credibilità della politica, portando una speranza a tanti elettori amareggiati e scoraggiati

Lega e 5 Stelle sono le sole forze a godere di credibilità vera, oggi in Italia.

Potrebbero fare un governo insieme? E’ una delle possibilità sul tavolo politico.

Un altro aspetto preoccupante uscito dalle urne è un forte sentimento anti europeo.

Insomma, nei prossimi giorni, ne vedremo delle belle. La persona meno invidiata in questo momento in Italia è decisamente il presidente della nostra Repubblica.

Qualche mese fa Eugenio Scalfari si chiedeva se costretti a scegliere tra la destra e i 5 Stelle cosa converrebbe fare? Michele Serra rispose che avrebbe scelto la cicuta, purtroppo non sapeva dove si comprasse.

Speriamo non si scopra dove si vende perché si formerebbe un lunghissimo corteo di compagni davanti al negozio. In questo corteo ci sarei anch’io.

Sono solo parzialmente d’accordo con Bobo: Il PD è riuscito a perdere senza bisogno di nessun aiutino esterno.

di Gianni ZANIRATO

3 comments Add yours
  1. I Leopoldi si sentono padroni del partito, di un PD che hanno svuotato di quegli ideali a cui la gente, gli iscritti comuni si sentivano attaccati. Continuando con la loro arroganza, il PD resterà un contenitore vuoto e come ho scritto più volte, resteranno solo margherite. Credo che, indipendentemente dalla scelta di come schierarsi adesso, la decisione non può essere presa da Renzi e dai suoi amici della stazione.

    1. Sì, hai ragione.
      Ma ora bisogna uscire da questa situazione.
      Basta polemiche occorrono proposte nuove: le vecchie non hanno pagato.
      Asciughiamoci le ferite e dobbiamo ripartire da zero.
      Gianni Zanirato

  2. Sì, hai ragione.
    Ma ora bisogna uscire da questa situazione.
    Basta polemiche occorrono proposte nuove: le vecchie non hanno pagato.
    Asciughiamoci le ferite e dobbiamo ripartire da zero.
    Gianni Zanirato

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