FACEBOOK e CAMBRIDGE ANALYTICA

Penso che “1984” dovrebbe diventare un libro di testo nelle scuole. Forse nemmeno Orwell quando ha scritto quel libro immaginava che il controllo del potere sulle persone e sulle coscienze potesse superare le sue più fosche profezie.

La scorsa settimana ho visto su SKY il film “Snowden”. Oliver Stone racconta di fatti realmente accaduti come ha fatto in molti suoi film (Wall Street, Intrighi del potere, Fuga di mezzanotte, Salvador, JFK, ecc.).

Edward J. Snowden, genio informatico, ha lavorato per la CIA (Central Intelligence Agency) e come consulente per la NSA (National Security Agency). Nel 2013 ha rivelato ai giornali un sistema di sorveglianza di massa. Apparentemente mirato contro il terrorismo, questo sistema permetteva di controllare la vita di milioni di persone in tutto il mondo, ben al di là delle sue finalità tanto che gli “osservati” negli USA erano il doppio di quelli russi. Il governo statunitense ha organizzato contro di lui una spietata caccia all’uomo ma Il 29 ottobre 2015 il Parlamento europeo con 285 voti a favore (contro 281 contrari), ha chiesto agli stati membri di offrire protezione e di ritirare ogni impugnazione penale nei confronti di Edward ed evitare che venga concessa l’estradizione o consegna a Paesi terzi “riconoscendo il suo statuto di informatore e di difensore internazionale dei diritti umani”. Ovviamente il caso Snowden non ha bloccato il sistema di sorveglianza di massa come è facile immaginare che ogni Paese abbia il suo.

Questa settimana è scoppiata la bomba sul caso Facebook-Cambridge Analytica. Questa società, collegata all’ultraconservatore Steve Bannon (organizzatore della campagna elettorale di Trump) ha utilizzato a scopi di controllo sociale l’enorme mole di dati di Facebook (che non sono di Facebook ma dei suoi utenti).

Dice Giovanni Buttarelli, Garante Europeo della protezione dei dati:

“Stiamo toccando solo la parte visibile di un iceberg. Il caso Cambridge Analytica non è nuovo, era emerso già mesi fa. Il nostro rapporto va ben oltre questo caso. Siamo partiti da un’analisi su fake news, hate speech e manipolazioni dei dati per finalità di influenza sulle elezioni. Abbiamo compiuto un’analisi accurata e densa di decine di esempi concreti su come i dati vengono utilizzati a insaputa degli interessati. Software vocali, test della personalità, giochi, pagine di sostenitori, sistemi di wifie videocamere. Vengono valutate perfino le esitazioni nel rispondere a determinate domande. E questo per elaborare oltre 52.000 pattern, cioè modelli per classificare le persone. Il tutto funziona attraverso una combinazione di algoritmi che fanno una classificazione straordinariamente granulare, che fotografano una persona meglio di come possano fare gli stessi parenti.

Si tratta di un potere enorme che non solo agisce sui nostri acquisti e i nostri desideri ma anche sulle nostre opinioni e sulle nostre scelte. Agisce soprattutto, perché la conosce, sulla nostra emotività: può esaltarla come attenuarla, aumentare il fanatismo e il pre-giudizio.

Tutto questo condiziona in modo determinante le campagne elettorali specialmente in una società in cui il voto avviene su una base emotiva e non razionale.

Confrontiamo le risposte a una indagine di Pagnoncelli con i dati reali su quanti sono:

  • Gli immigrati: Risposta 30% – Dato reale 7%
  • I disoccupati: Risposta 48% – Dato reale11%
  • Gli anziani: Risposta 48% – Dato reale 21%
  • I musulmani: Risposta 20% – Dato reale 3%
  • Omicidi negli ultimi dieci anni: Risposta: sono aumentati – Dato reale: sono diminuiti (di 1/3 tanto che l’Italia è il Paese con meno omicidi in Europa).

È chiaro che se al primo posto c’è la percezione invece che il dato scientifico, se prevale l’emozione rispetto al ragionamento l’elettorato è manipolabile.

La democrazia è a rischio.

È indispensabile ricostruire una sinistra basata su una diffusa rete di militanti credibili per il loro impegno disinteressato che sappiano diffondere coscienza critica facendo prevalere gli interessi materiali degli strati sociali meno abbienti rispetto a questi mostruosi meccanismi di manipolazione di massa.

di Angelino RIGGIO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *