“Prof, mi metta 6 e non mi faccia incaz…”, minacce e offese al prof in video: 3 indagati

Tre studenti tutti minorenni dell’ICT ‘Carrara’ di Lucca sono iscritti nel registro degli indagati dopo un atto di bullismo e di prepotenza nei confronti del loro professore di italiano e storia, un docente di 64 anni, ripreso mentre veniva minacciato e insultato in classe da uno di loro. Il video è diventato virale nella Rete. Nell’individuare i tre indagati, polizia postale e Digos hanno proceduto d’ufficio e il preside della scuola ha anche presentato formalmente una denuncia.

Le sanzioni in arrivo

Nel frattempo, il protagonista della vicenda si è scusato con il professore. Come prima sanzione per i responsabili, al di là delle indagini, sarà il consiglio di classe a decidere quale sarà la punizione scolastica più adeguata rispetto al comportamento dei ragazzi nei confronti del docente e, in generale, della scuola. In sede giudiziaria le minacce e gli insulti potrebbero comportare per i tre indagati conseguenze legali ancora più importanti

La vicenda e il video

Un ragazzo, davanti a un brutto voto, inizia a urlare contro il professore. Lo minaccia, grida. Tenta di strappargli dalle mani il registro elettronico, alza di nuovo la voce. “Chi è che comanda, eh?”, lo sfida. “Si inginocchi”. Il docente è seduto, lo sguardo basso: sceglie il silenzio, nella speranza che la tempesta si plachi. La scena è stata ripresa dai compagni di classe, tra risate e consensi: nel giro di poche ore il video è diventato virale. Dai canali dei gruppi WhatsApp, infatti, è passato velocemente su alcune pagine Facebook. Il dirigente della scuola: “Fatto gravissimo, ora servono sanzioni esemplari”.

18 aprile 2018 TISCALI

Articolo proposto da Gianni ZANIRATO

 

COMMENTO

Ho già scritto il mio pensiero sulla scuola pochi giorni fa su “piazzavittorio.it” e non voglio ripetermi. Chi vuole leggerlo vada a:

“Rispettare i prof aiuta a costruire un Paese migliore” 11 aprile 2018.

Vediamo un po’ i pochi dati a nostra disposizione in questa vicenda:

  • Siamo in un ITC, cioè un istituto tecnico, la scuola, in genere, per i figli della piccola borghesia e del proletariato (si può usare ancora questo sostantivo senza fare la figura del nostalgico?).
  • Siamo nella civilissima Toscana e non in un Bronx.
  • Atto di bullismo da parte di tre studenti mentre non ci sono reazioni in favore dell’insegnante anche di un solo studente. Al massimo risate e riprese con il cellulare.
  • Il docente ha 64 anni, cioè l’età del nonno di questi studenti.
  • Polizia postale e Digos hanno proceduto d’ufficio, cioè il preside non aveva effettuato una denuncia?

Ora “servono sanzioni esemplari” dice il preside. Vedremo cosa si inventerà. Io non sono per sospendere questi ragazzi ma per farli lavorare, magari in un ospizio.

        I genitori cosa pensano? Hanno punito severamente questi bulli, oppure stanno preparando un’azione squadrista contro il docente reo di non aver accettato il ricatto di questi teppisti?

        Sono molto preoccupato per il futuro della nostra scuola e dei nostri ragazzi. Il bullismo è una emergenza nazionale non bisogna sottovalutare il problema. Il prossimo ministro della Pubblica Istruzione dovrà inserire tra le sue emergenze il bullismo e mobilitare i genitori per salvare questa nostra scuola senza emarginare nessuno.

   Che futuro abbiamo davanti a noi per i nostri figli e nipoti?

  La scuola che funziona offre speranze, una cattiva scuola porta alla deriva e all’ inciviltà.

            di Gianni ZANIRATO

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