BULLISMO A SCUOLA: IL CONSIGLIO DI ISTITUTO DEI BULLI DI LUCCA BOCCIA TRE STUDENTI.

Perché io non sono d’accordo?

 Bocciatura per tre studenti coinvolti nella vicenda delle minacce al professore dell’ITC di Lucca, finite poi in rete, e due sospesi. La Polizia ha effettuato perquisizioni nelle abitazioni degli studenti responsabili della condotta violenta e derisoria nei confronti del proprio insegnante di italiano. Sono stati sequestrati gli indumenti indossati nei video. I giovani dovranno rispondere anche del tentato di furto del tablet contenente i dati scolastici.

  Avevo già comunicato, in un mio precedente articolo, che non sarei stato d’accordo per sospensioni o bocciature. So già che molti nostri lettori non saranno d’accordo con me, cercherò di spiegare le mie ragioni. Non sono tra coloro che di fronte alle bocciature ha pensato: “Giustizia è fatta”.

  Prima di tutto dobbiamo pensare che ci troviamo di fronte a dei ragazzi e minorenni. Per ogni minorenne che incorre in reati ci sono sempre delle altre responsabilità: società, scuola, adulti e, non ultima, la famiglia di provenienza. È giusto colpire solo i ragazzi per colpe che non sono solo loro?

  Teniamo conto che per i ragazzi “difficili” molto spesso, la sospensione o la bocciatura diventano, di fatto, un “premio” ed una condanna all’ abbandono scolastico.

  Cosa proporrei come “pena” per gli studenti che combinano qualcosa di serio? L’applicazione della dantesca legge del contrappasso.

  Cos’è la legge del contrappasso? (dal latino contra e patior, “soffrire il contrario”) è un principio che regola la pena che dovrebbe colpire i rei, mediante il contrario della loro colpa o per analogia a essa. È presente in numerosi contesti storici e letterari d’influenza religiosa, come, ad esempio, la “Divina Commedia” di Dante Alighieri.

  Insomma, occorre punirli ricordando loro ciò che hanno fatto di male. Ad esempio, uno studente che rovina una aiuola può essere “condannato” a lavorare come giardiniere per un periodo prestabilito. Se sporca la scuola dovrà pulirla per diversi giorni durante l’intervallo.

 Nel nostro caso, un ragazzo che offende un professore (pensandolo debole) potrà essere “condannato” ad assistere dei “deboli” come ragazzi o adulti con handicap.      

 Intanto seguiranno il programma scolastico ed avranno un aiuto dalla scuola, per abbandonare il loro atteggiamento aggressivo, attraverso l’incontro con psicologi. Non dobbiamo considerarli criminali incalliti a 16-17 anni!!! Dobbiamo aiutarli ad aver fiducia nella scuola e nei loro insegnanti. Il futuro ha bisogno anche della loro intelligenza ed attività.

 Scriveva don Lorenzo Milani: “Se si perde loro (i ragazzi con difficoltà) la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati”.

Leggiamo ora con attenzione questo dialogo di Bobo con la figlia.

Questa vignetta di Staino mi sembra metta il dito sulla piaga, piaga che sanguina.

  Da dove arriva questa violenza di molti giovani diretta verso coloro (gli insegnanti) che pochi decenni fa godevano di un’alta considerazione sociale? Un contributo molto alto l’ha dato anche la classe politica italiana che ha dimenticato che gli elettori vanno conquistati con il ragionamento non con gli insulti verso gli avversari.

 Il peggio del peggio sono stati i comizi del “Vaffa day” di Grillo ed i grillini che oggi vogliono apparirci candidi angioletti. Altro che angioletti, hanno contribuito a far pensare che sia un diritto mandare, impunemente, a quel paese tutti gli avversari politici. Sì, un bel po’ di colpa ce l’hanno i grillini, altro che gandhiani o francescani (come si sono definiti, sic!) … non mi risulta che né Gandhi né Francesco d’Assisi abbiano mai mandato a quel paese i propri avversari.

 E Vittorio Sgarbi? Viene pagato, anche con i nostri soldi, per presentarsi alle trasmissioni TV con un linguaggio che neppure una prostituta di strada oserebbe utilizzare. Pensiamoci un po’: con questi esempi come possono crescere i nostri ragazzi?

 Perché non bocciamo, prima di quei ragazzi di Lucca, Grillo e Sgarbi?

di Gianni ZANIRATO

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