I RAGAZZI DI NICHELINO E LA RESISTENZA

Le celle della Risiera di San Sabba per esempio, dei buchi di mezzo metro per due metri, dove richiudevano intere famiglie anche se oggi molte persone si lamentano di avere una casa piccola, almeno venti volte quel buco.

Questo era scritto in un fogliettino che mi ha consegnato durante la manifestazione del 25 Aprile una ragazza giovanissima.

“Che cosa è” ho chiesto.

“Sono pensieri di deportati e partigiani che stiamo consegnando noi della terza media della Scuola Martiri della Resistenza” mi ha risposto.

Più in là nel corteo c’era un gruppo di giovani con la maglietta bianca e uno striscione: ragazzi dei Licei Erasmo da Rotterdam e Maxwell che hanno visitato di recente con il Comune i Campi di Sterminio nazisti partecipando al Viaggio della Memoria. E nel corso della manifestazione di oggi, qualcuno di loro, rievocando con grande consapevolezza la recente esperienza ad Auschwitz e Birkenau, non è riuscito a trattenere le lacrime.

È una cosa che apre il cuore.

Una volta un amico (io dico ancora un compagno) mi ha detto che presto non avremo più testimoni della lotta contro i fascisti perché quelli che allora erano molto giovani oggi sono troppo vecchi.

Io penso che non è così.

  • Innanzitutto perché fino a quando ci saranno giovani come quelli che ho visto alla manifestazione, i nostri partigiani non saranno morti invano: un uomo è veramente morto quando muoiono le sue idee. Ci sono uomini che sono morti e non se ne sono accorti: vivono, ma la loro vita è vuota perché hanno perso idee e ideali. I partigiani hanno patito il freddo, la fame, le ferite, la galera, le torture, la morte ma sono vivi perché ci hanno donato la libertà, i diritti, la Costituzione.
  • In secondo luogo perché di partigiani contro il fascismo c’è bisogno per la lotta dell’oggi perché il fascismo si ripresenta più pericoloso che mai. Non lasciamoci ingannare dalla apparente gentilezza di Salvini che invita a fare “la passeggiata su Roma” invece della “marcia su Roma” che fece Mussolini. Gli ingredienti ci sono tutti: il fascioleghismo è una realtà pericolosissima.

Non si tratta soltanto del gemellaggio con i partiti di estrema destra in Europa: Marine Le Pen in Francia, Orban in Ungheria, AFD in Germania, l’FPO in Austria, ecc.

Né della copertura ideologica ai fascisti e nazisti dichiarati di Forza Nuova e di Casa Pound.

È il programma della Lega che è dichiaratamente fascista.

Faccio solo quattro esempi.

  • Al separatismo moderato di Bossi (che però già conteneva un razzismo antimeridionalista) Salvini ha sostituito un nazionalismo (Prima gli Italiani) che non causa solo la caccia all’immigrato ma smantella la collaborazione internazionale, l’adesione alla UE e preannuncia scontri con gli altri Paesi.
  • La flat tax è una proposta di tassazione ingiusta e incostituzionale perché la Costituzione stabilisce che ognuno paghi in base alle proprie possibilità, mentre la flat tax esaspera la già insopportabile disuguaglianza sociale come nel fascismo.
  • La flat tax inoltre diminuirebbe le entrate dello Stato che, insieme alla abolizione senza contrappesi della legge Fornero e all’allontanamento dall’Europa, creerebbe una voragine nei conti pubblici con una conseguente netta diminuzione dei servizi (Scuola, Sanità, ecc.) come nel fascismo.
  • Pena di morte, castrazione chimica e maggiore libertà sull’uso privato delle armi vanno verso una giustizia all’americana che non diminuisce i crimini (basta guardare le statistiche).

Lotta al diverso, nazionalismo, disuguaglianza sociale: questo è il nucleo di un programma fascista.

La limitazione della libertà, l’accentramento del potere, la negazione del diritto di sciopero, la guerra sono le naturali conseguenze.

La battaglia culturale e politica, svolta giorno per giorno e in ogni luogo, è il modo migliore per ricordare la lotta partigiana del secolo scorso e sbarrare il passo al fascismo che oggi avanza.

Lascia ben sperare una giornata come quella di oggi a Nichelino che, oltre alle rappresentanze sindacali e politiche, ha visto la partecipazione di tante associazioni di volontariato che rappresentano sul territorio il migliore esempio di solidarietà sociale, e di tanti giovani che hanno dato chiari segni di consapevolezza di ricevere un testimone.

di Angelino RIGGIO

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