È TORNATO LO SPREAD: ECCO COSA RISCHIA DAVVERO L’ITALIA

Lo spread è tornato sopra quota 150 punti. Un segnale di allarme per il debito pubblico italiano: siamo ancora lontani dai valori (fino a 574 punti), toccati nel novembre del 2011, quando si arrivò al cambio di governo con Mario Monti che prese il posto di Silvio Berlusconi. Lo spread che sale significa che la credibilità finanziaria dell’Italia scende e quindi che l’Italia deve spendere di più per emettere i suoi titoli di Stato. Con un rischio ulteriore: se i rating dell’Italia dovessero essere abbassati, la Bce non potrebbe più includere il nostro Paese nel programma di acquisto di titoli di Stato. La Bce è tenuta a investire i soldi dei cittadini dell’area euro in obbligazioni affidabili. Il balletto è ricominciato, insomma. Non è colpa né delle banche né dell’Europa: è il mercato. Soggetti che chiedono denaro (l’Italia) e soggetti che lo prestano.

 Di Marco Sodano “La Stampa” 23/05/2018

 

COMMENTO

  Lo spread sale e Salvini dà la colpa alla finanza internazionale che agirebbe in questo modo come reazione alla bozza del contratto di governo Lega- M5S.   

  Signor Salvini, forse lei ignora che questo giochino verrà pagato da tutti noi, la gente comune. Lei ignora che più è alto il costo del finanziamento del debito più sarà complicato pagare pensioni, sanità, medicine. Ci siamo dimenticati, ad esempio, che in Grecia durante la crisi, gli ospedali non riuscivano a rifornirsi di medicine perché le aziende farmaceutiche non facevano più credito?
Chiedere alla Bce di cancellare 250 miliardi di debito sembra a Salvini e a Di Maio uno “scherzo”.

  Al momento, non si vede ancora niente di preoccupante, ma bisogna ricordare che l’Italia ha uno dei più grossi debiti pubblici al mondo. Il problema di questo debito da rifinanziare continuamente è che la Bce è solo uno – e neanche il più grande – dei creditori. Il resto sono le banche italiane, le banche straniere, i fondi di investimento e le famiglie italiane.

 Sig. Salvini non si diverta troppo, forse lei non s’è accorto che questo “scherzo” è espressione della sfiducia internazionale verso la superficialità di Lega e 5 Stelle. Attenzione però che chi la pagherà saranno, ancora una volta, i cittadini italiani a partire dai più poveri.

di Gianni ZANIRATO

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