NIZAR ALI BADR Gli orrori della guerra in Siria nelle pietre di questo scultore

A Nichelino, dal 28 maggio 2018 in sala Mattei nel palazzo comunale di piazza Di Vittorio 1, ci sarà la mostra fotografica dell’artista siriano Nizar Ali Badar. E’ promossa dalla Città di Nichelino in collaborazione con l’Associazione Il Cammello. Sarà visitabile fino all’8 giugno 2018.

Lo scultore Nizar Ali Badr, Jabl Safoon, è nato nel 1964 a Bainada, un villaggio della Lattachia (Siria), distrutto dalla guerra. Scultore conosciuto a livello internazionale, lavora la pietra del monte Safoon.

Molte delle sue opere sono ispirate dalla guerra in Siria (400.000 morti e 4 milioni di rifugiati dopo 5 anni di conflitto, ndr) e ne “narrano” l’atrocità. Attraverso di esse si “ascoltano” le grida della gente povera e disperata, l’urlo dell’artista che riecheggia nel mondo, storie di tristezza, di sangue, ma anche di danze, di gioia, di speranza.

L’artista raccoglie piccoli pezzi di una terra decomposta per ricomporre una Siria distrutta.

Nelle sue pietre le madri e i padri piangono i loro figli morti in questa ignobile guerra, i bambini sperano  di tornare a giocare, il popolo in esodo cerca la pace.

Nizar ama i poveri e la sua più grande speranza è “restituire il sorriso ai bambini”.

Né a lui né alle sue opere è autorizzata l’uscita dalla Siria. Egli soffre a causa di questa subdola censura.

Le sue sculture sono state mostrate, in foto, in diversi paesi d’Europa. Espone per la prima volta in Italia, a Torino. Nizar chiede la pace e la libertà per la Siria.

 

Imma Schiena

 

Imma Schiena è una poetessa di valore che ha curato la mostra di Nizar Ali Badr in collaborazione con la libreria “Il Cammello” e dalla Città di Nichelino.

La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 19,00 e si concluderà l’8 giugno alle 20,45 con una serata conclusiva organizzata dal circolo della poesia del “Cammello” e dall’assessore alla pace, Gabriella Ramello.

Ogni foto delle sculture è accompagnata da una poesia dei poeti del circolo della poesia “Di verso in verso” e, naturalmente di Imma Schiena.

 

…Dall’Oriente, Africa,
Afghanistan, Siria
sono scappato…
Fuggo la guerra,
l’ingiustizia sociale
ogni luogo in cui
i bambini sono costretti
a sparare e le madri
a subire. Scappo madre,
per lunghi sentieri,
montagne innevate,
mare nero e gonfio
delle vite che ha ingoiato.
Il desiderio di sopravvivere Mi ha spinto
Lontano.
Lascio una terra dove
il cielo ha mille colori
il deserto ha i suoi profumi.
Quando nella notte
Il nemico in sogno appare,
torno a dire la mia
preghiera: “Scava madre
scava, nascondimi bene,
rifugiami ancora”.
In un altro paese son
Giunto, tremando
Nei gommoni, nascosto
Nei tir sotto i sedili
Emettendo sibili sottili,
maleodorante e malato

(Imma Schiena)

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