Campidoglio, passa la mozione per intitolare una strada ad Almirante, ma Raggi stoppa tutto

Votata anche dai consiglieri M5s. Il Pd non era in aula. La sindaca Raggi interviene dopo la mezzanotte e annuncia una mozione che impedisce l’intitolazione di strade ad esponenti del fascismo o persone che si siano esposte con idee antisemite o razziali. La comunità ebraica aveva espresso il suo sdegno: “Una vergogna per questa città”

di RORY CAPPELLI “La Repubblica” 14/06/18

 

 

 

 

 

 

 

Giorgia Meloni in aula Giulio Cesare (lapresse)

 

Un altro incidente di percorso per la Raggi. L’assemblea capitolina dà il via libera all’intitolazione di una strada per Almirante, ma poco dopo la mezzanotte, la sindaca interviene e annuncia una mozione per vietare l’intitolazione di strade ad esponenti del fascismo o persone che si siano esposte con idee antisemite o razziali. Prima firmataria sarà proprio la sindaca. “Nessuna strada a Roma sarà dedicata a Giorgio Almirante”: questa la lapidaria frase passata all’agenzia Ansa dalla sindaca trenta minuti dopo la mezzanotte dopo aver sentito la sua maggioranza.

La mozione di Fratelli d’Italia per l’intitolazione di una strada Giorgio Almirante era passata nella serata di giovedì in Assemblea capitolina con i ‘sì’ di Fratelli d’Italia, della lista “Con Giorgia” e con quelli del M5s. I voti favorevoli erano stati 23, due gli astenuti e un contrario (la consigliera pentastellata Maria Agnese Catini). Gli altri gruppi non erano presenti, il Pd in particolare non c’era perché i consiglieri erano usciti in protesta per l’assenza della sindaca Raggi.

“In un’aula capitolina vuota per l’abbandono di Sinistra per Roma e del Pd per denunciare l’indisponibilità della sindaca a riferire sulla vicenda stadio, il gruppo M5s ha sostenuto la mozione di FdI per intitolare una via della città di Roma a Giorgio Almirante”, aveva denunciato il deputato di Liberi e Uguali Stefano Fassina, consigliere capitolino di Sinistra per Roma. “È un atto grave, una ferita alla nostra città per la sua storia e il contributo di sangue dato alla liberazione da fascismo e nazismo. È un’offesa ai martiri delle Fosse Ardeatine, ai rastrellati del Quadraro, ai nostri concittadini ebrei deportati e sterminati nei lager nazisti, a tutti gli uomini e le donne di Roma caduti per la libertà e per la nostra Costituzione. Proveremo a far tornare indietro l’aula Giulio Cesare attraverso un’approfondita e adeguata discussione”.

“Vittoria storica della destra italiana e romana” avevano invece dichiarato gli esponenti di Fdi Fabrizio Ghera, capogruppo in Campidoglio, e i consiglieri comunali Andrea De Priamo, Maurizio Politi, Francesco Figliomeni e Rachele Mussolini della lista civica ‘Con Giorgia’. Che “come ha sottolineato il capogruppo di Fdi Fabrizio Ghera” considerano “Almirante ‘padre della patria'”.

Ad esultare anche Gianni Alemanno, che da sindaco non era riuscito a far passare la mozione: “Un grande plauso politico per il gruppo di Fratelli d’Italia al Comune di Roma che è riuscito nell’impresa storica di far intitolare una via della Capitale a Giorgio Almirante”.

Esultano anche i capigruppo di Fdi alla Camera e al Senato Fabio Rampelli e Stefano Bertacco: “Intitolare una strada a Giorgio Almirante ci riempie di gioia”. Per loro Almirante è stato “un patriota, un grande italiano e uno dei protagonisti della storia politica nazionale. Siamo orgogliosi di aver raggiunto questo obiettivo” è “giusto e doveroso” che la Capitale d’Italia “renda onore alla memoria di una delle figure più rappresentative della storia del Parlamento italiano”.

“Non sapevo nulla, mi sorprende. Sono qui da lei (Vespa, ndr) e mi sono allontanata dal Consiglio comunale da qualche ora”. La sindaca di Roma Virginia Raggi, intervistata a Porta a Porta, era stata colta alla sprovvista dalla notizia dell’approvazione, nel Consiglio comunale, di una mozione di FdI per l’intitolazione di una strada a Giorgio Almirante, fondatore del Msi. La sua prima reazione era stata di significato opposto alla presa di posizione assunta alla mezzanotte. “Se lo condivido? Se l’Aula ha votato favorevolmente è perché i consiglieri M5s si sono determinati in questo senso. Quindi assolutamente sì: se hanno votato – ha aggiunto Raggi – evidentemente vogliono intitolare una strada a questo personaggio. Prendo atto della volontà dell’aula, che è sovrana come il Parlamento”.

Nella vicenda  intervenuta anche la comunità ebraica di Roma:  “La decisione del Consiglio Comunale di votare una mozione per intitolare una via ad Almirante è una vergogna per la storia di questa città. Chi ha ricoperto il ruolo di segretario di redazione del Manifesto per la Difesa della Razza, senza mai pentirsene, non merita una via come riconoscimento”.

Aveva ricordato l’aspetto razzista di Almirante il vice-segretario del Pd del Lazio Enzo Foschi. “‘Il razzismo ha da essere cibo di tutti”, scriveva il fascista Giorgio Almirante nel 1942. “È gravissimo” aveva detto Foschi “che il Movimento 5 Stelle si sia unito alle destre per permettere che Roma abbia una strada dedicata ad un razzista, come fu Giorgio Almirante”. Secondo Foschi, “Roma sente ancora su di sé il dolore lancinante del 16 ottobre 1943, quando vi fu il rastrellamento del ghetto. Questo è stato il razzismo a Roma. Dedicare una via ad Almirante è l’ultima vergogna della sindaca Raggi”.

Nel caso era intervenuto anche il Partito democratico di Roma: “È scandaloso che, tra inchieste per corruzione, disastri e figuracce mondiali, l’unica iniziativa che  l’amministrazione Raggi sia riuscita a realizzare in due anni a Roma sia stata quella di intitolare una via a Giorgio Almirante che in tutta la sua vita non prese mai le distanze dalla difesa della razza. Aver superato a destra addirittura l’ex sindaco Alemanno dimostra di che pasta è fatto il M5S: un partito di estrema destra senza rispetto per la storia e per una città martire della Resistenza”.

COMMENTO

Se il provvedimento sarà bloccato dalla sindaca Virginia Raggi non posso che complimentarmi con lei. Ma occorre chiedersi chi siano questi consiglieri pentastellati.

Sono solo ignoranti rispetto alla nostra storia recente, sono qualunquisti o sono, in fondo, un po’ fascisti? Con la scusa che, a detta di molti di loro, destra e sinistra sono ormai superate non possiamo che aspettarci ormai anche una via intitolata a Benito Mussolini?

CHI ERA ALMIRANTE?

Un fascista della peggior razza, un razzista, un antisemita, un fucilatore di partigiani. È stato redattore del giornale dell’ultra-razzista “Difesa della Razza”, nelle quali pagine si teorizzava la liceità degli stermini e dei genocidi contro “le razze umane inferiori”.  Dopo l’8 settembre, l’armistizio, sceglie la via mussoliniana e hitleriana dell’Italia di Salò. Si distingue nella sua azione assassina volta alla repressione nazifascista della Resistenza, firmando ordini di fucilazione dei partigiani. Si arruola nelle bande fasciste che danno la caccia ai partigiani; partecipa a molte spedizioni “nere”, tra le più famose quella della Val d’Ossola.

  Nel dopoguerra fonda il partito fascista Movimento Sociale Italiano (MSI) del quale sarà segretario fino alla morte (1988).

  E’ a capo degli scontri di piazza che i fascisti organizzano per anni contro i comunisti, la CGIL, contro l’intero movimento del ’68, contro il movimento operaio e le forze democratiche; svolge un ruolo attivo, infido e inquietante in tutta la fase italiana dello “stragismo”, quando per anni, attraverso le stragi, la destra italiana e le aree reazionarie degli apparati militari e dei servizi segreti, tentano di erodere gli assetti democratici, creare il caos e l’allarme sociale al fine di provocare l’intervento militare e la dittatura di destra, in stile greco e cileno,  fascismi ai quali Almirante e i suoi uomini, totalmente e sguaiatamente, si rifanno. 

  Questo è stato l’uomo al quale il consiglio comunale di Roma, con il voto dei grillini, ha voluto dedicare una piazza a Roma la città medaglia d’oro della Resistenza, la città delle Fosse Ardeatine, la città del Ghetto ebraico i cui abitanti furono deportati e uccisi dei campi di sterminio! Chi crede che tutto il lavoro che ancora fanno i vecchi partigiani, assieme ai giovani partigiani dell’ANPI, per tenere viva la memoria della Resistenza sia solo una stanca liturgia storica, è servito: il fascismo è sempre un pericolo per la democrazia. Contro tale pericolo fascista una sola risposta è possibile: quella dell’antifascismo vigile, organizzato e militante.

di Gianni ZANIRATO

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