STUPRO: LA CASSAZIONE RIPORTA INDIETRO LA STORIA

La Cassazione di Torino ha stabilito che nel caso di stupro (in questo caso addirittura di gruppo), se la vittima è ubriaca per avere assunto volontariamente sostanze alcoliche il reato non risulta più grave.

Sembravano lontani i tempi in cui alcuni giudici ritenevano che violentare una ragazza con i jeans non fosse stupro o addirittura pensavano che lo stupro fosse meno grave se un patrigno violentasse una ragazza di 14 anni perché non più “illibata”. Sembravano, appunto, lontani quei tempi. ma per qualche giudice, probabilmente, si dovrebbe tornare alla cintura di castità.

Aver bevuto, volontariamente o meno, significa approfittare di una persona in stato di debolezza e ciò non può che rendere più grave il reato di stupro.

Sembra proprio che siamo ritornati al “se lo è voluto”. La colpa è sempre della donna: o ha i jeans troppo stretti o torna a casa tardi alla sera o ha provocato l’uomo con uno sguardo o non è più vergine… Insomma, la donna non è libera di gestire la propria vita ed il proprio corpo.

Attendo qualcuno che ci ricordi che l’uomo è cacciatore e la donna la preda e siamo proprio al top dell’ignoranza e del maschilismo più bieco.

di Gianni ZANIRATO

P.S. Ai signori giudici che vorrebbero ritornare alla cintura di castità ricordo che tale cintura non è mai esistita nel Medioevo fu solo una invenzione molto più recente, una “fake news”, una “bufala” per dirla all’ italiana.

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