DI MAIO PESTA I PIEDI COME UN BAMBINO

Alcuni giorni fa il Giggino nazionale gridava contro il ministro dell’economia Tria: “Pretendo che il ministro dell’economia trovi i soldi per gli italiani. Un ministro serio i soldi li deve trovare”.

Dott. Tria, non posso che essere d’accordo con Giggino. Lei è ministro dell’economia e se fosse serio è lei che deve trovare i soldi. Non ci sono? È un problema solo suo: li rubi, proponga nuove tasse per i malati, si metta a falsificare banconote come Totò, si sieda davanti ad una chiesa e chieda l’elemosina, trucchi i conti, chieda a Salvini i 49 milioni di euro rubati agli italiani… Insomma, faccia qualcosa, non possiamo più vedere il broncio sulla faccia da chierichetto di Giggino. Si dice sia stato visto pestare i piedi e a declamare un congiuntivo esatto… insomma sta veramente male.

Parlando seriamente, trovo offensivo il linguaggio di Di Maio, sarebbe accettabile sulla bocca di un bambino ma preoccupa se affermato dal vicepremier in comproprietà.

Ma Giggino è un bimbo imbronciato e non può capire che Tria non è cattivo perché non gli compra il giocattolo che desidera. Tria è il responsabile dei conti pubblici ed il suo compito principale è la compatibilità tra entrate ed uscite. Giggino non può capire che Tria non è cattivo perché non gli compra la play station nuova, non lo fa semplicemente perché non ha i soldi per accontentarlo.

Onorevole Giggino, comincia a capire che è facile fare promesse preelettorali? Che è molto più difficile governare?

Gianni ZANIRATO

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