IL SINDACO DI RIACE E L’ACCOGLIENZA DEGLI IMMIGRATI

Sbaglia chi mette sullo stesso piano la denuncia contro Salvini e quella contro Mimmo Lucano, sindaco di Riace come fa l’ottimo Mattia Feltri sulla STAMPA del 4 ottobre. Sarebbe come mettere sullo stesso piano chi investe intenzionalmente un anziano e chi guida a tutta velocità senza patente per portarla in Pronto Soccorso. Entrambi hanno commesso un reato e la materia del contendere è la stessa: l’anziano nel paragone, i migranti nella realtà.

Salvini ha commesso il reato di sequestro di persona infliggendo incredibili sofferenze ai migranti sulla nave Diciotti allo scopo di raccogliere consensi dalle persone disinformate e il plauso dalla parte più becera degli italiani (quella responsabile degli episodi di razzismo crescenti e di Traini che spara sulla gente perché ha la pelle nera).

Lucano è oggetto di diverse accuse (molte sono già decadute perché non hanno base reale): da molti mesi ormai quel sindaco sembrava voler forzare la mano con comportamenti sempre più “disinvolti”, nelle stanze del municipio faceva e disfaceva, documenti, anagrafe, appalti, rendicontazione delle spese. Detto così, sembra di trovarsi di fronte a un mostro. In realtà gli interventi su documenti e anagrafe riguardavano la regolarizzazione dei migranti: come i matrimoni di comodo che consentivano alle donne di avere il permesso di soggiorno e sfuggire così a stupri, schiavismo, prostituzione. La manomissione degli appalti riguarda l’affidamento della raccolta rifiuti a due cooperative locali di disoccupati di Riace e immigrati.

Il tutto senza avere nessun vantaggio personale se non intimidazioni dalla mafia locale.

 Se un paragone si vuole trovare al comportamento “illegale” di Mimmo Lucano è quello con don Milani che, contro la legge allora vigente (e contro le gerarchie ecclesiastiche) andò sotto processo per avere sostenuto l’obbiezione di coscienza contro il servizio militare obbligatorio.

Forse sarebbe stato più opportuno che la Procura di Locri avesse dedicato lo stesso impegno a portare sotto processo i caporali nelle campagne o gli ‘ndranghetisti che controllano il territorio. Ma tant’è: Mimmo Lucano, Sindaco di Riace ha infranto la legge ed è giusto che venga indagato.

Un merito sicuramente ce l’ha questo provvedimento giudiziario: mettere a confronto due modelli di approccio alla questione dei migranti.

 Finora, da Berlusconi e Bossi fino a Renzi e Minniti, da Salvini e Di Maio a Orban e Marine Le Pen, i migranti sono stati trattati come una questione di respingimenti, di rimpatri, di chi se li deve tenere, se metterli in campi che somigliano a galere (i CIE), se chiudere le frontiere, se mettere ai confini muri e filo spinato, se delegare il blocco dell’immigrazione (dietro pagamento) a Paesi notoriamente democratici(?) come la Turchia (!!!) o stabili politicamente(?) come la Libia (!!!) e, secondo la legge: lontano dagli occhi, lontano dal cuore, fare finta di non vedere stupri, omicidi, schiavismo che avvengono in quei lager e ignorando che quelli diventano centri di reclutamento del terrorismo.

Il movimento migratorio è un fenomeno epocale e mondiale. Pensare di fermarlo così è illusorio come cercare di turare una falla in una diga con un dito.

In Italia la Bossi-Fini, mai revocata nemmeno dai governi di centrosinistra, oltre che immorale è anche stupida perché trasforma ogni immigrato non profugo in una persona in illegalità fornendo materiale umano per la criminalità. È vero che la maggior parte degli immigrati per sopravvivere è disposta a fare i lavori delle 4D (Dirty, Difficult, Dangerous, Dime: sporchi, difficili, pericolosi, malpagati) ma un certo numero è attratto da attività illegali: prostituzione, furto, spaccio, ecc. per cui tra gli immigrati la percentuale di criminalità (per lo più crimini minori, ma pur sempre crimini) è maggiore che nel rapporto popolazione residente-malviventi italiani (anche se gli italiani possono vantare ben tre tra le più importanti associazioni criminali al mondo: la mafia, la ‘ndrangheta, la camorra). È interessante però notare che, al contrario, tra gli immigrati regolari la percentuale di criminalità è inferiore (molto inferiore) alla media nazionale.

È qui che si inserisce il merito di Mimmo Lucano.

È quello di avere messo allo scoperto che gli immigrati non sono un problema ma una risorsa: perché non rifiutano alcun lavoro, perché hanno fiducia nel futuro, perché hanno coraggio sociale (ce ne va per fare i viaggi pericolosissimi dalla Siria o dall’Eritrea), perché sono più giovani, perché creano una mescolanza di culture.

Riace era un paese moribondo con pochi abitanti quasi tutti vecchi, case vuote e abbandonate, economia stagnante. Mimmo Lucano ha accolto i migranti chiedendo loro un impegno onesto per cambiare la situazione e Riace è rifiorita. Quanti sono i paesi come Riace in Italia? Tanti. A partire dai paesi montani del Piemonte oggi spopolati dove più nessuno si preoccupa di salvaguardare la montagna (cosa che poi porta disastri idrogeologici in pianura). Quante sono le caserme vuote e inutilizzate che rappresentano solo un costo per la collettività? Lo Stato finisca con questa stupida questione dei 35 euro al giorno per ogni immigrato che spesso ha consentito a personaggi infami di arricchirsi. Non si tratta di diminuire questa cifra. Si tratta di costruire una politica nazionale per l’accoglienza con risorse, personale, competenze (ce ne sono nel volontariato!) e mezzi adeguati: tutto questo, come ha dimostrato Mimmo Lucano tornerà indietro alla comunità con grande guadagno.

di Angelino RIGGIO

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