UNA STORIA DI RESISTENZA ANTIFASCISTA QUOTIDIANA

È successo giorni fa sulla Circumvesuviana a Napoli.

La scena è stata ripresa con un telefonino da un passeggero (il video è su youtube). Un uomo ha insultato un pakistano senza che nessuno intervenisse. Ma la signora Rosaria, non è stata zitta.

“A Garibaldi è salito questo ragazzo napoletano e già quando è salito sul vagone inveiva contro questo ragazzo pakistano” racconta la signora Rosaria. “Lo accusava di averlo spinto, lo accusava di averlo strattonato e il pakistano non proferiva parola (per non cadere in provocazione) e lui a un certo punto ha incominciato a dire: negro di merda ve ne dovete andare questo è il nostro Paese.”

A questo punto la signora ha reagito: “Vorrei che il Paese fosse per quello che ci sta davanti (il pakistano) che ha panni da lavoro.  In un Paese dove le persone sono come te io non ci voglio vivere.”

Il provocatore mostra il pugno minacciandola.

“Sì, provaci, che piglio l’ombrello e te lo scasso in testa”.

L’energumeno continua a inveire contro il pakistano e Rosaria: “Ti dovresti vergognare: sei un aggressivo, violento e razzista”.

E lui rivolgendosi con orgoglio a tutti i passeggeri: “Sì, sono razzista”.

No, tu non sei razzista, tu sei solo scemo, sei uno stronzo. Sei uno stronzo, hai capito?”

La discussione va avanti per un bel po’ (“Da Garibaldi a S. Giovanni” racconta la signora). Per fortuna un altro passeggero ha seguito la signora fino alla sua fermata per impedire che il razzista la aggredisse.

La marea nera si può fermare.

Tanti piccoli gesti quotidiani come quello della signora Rosaria valgono più di mille dichiarazioni in televisione. Questo giornale, piazzadivittorio, è il nostro piccolo, piccolissimo, contributo a resistere.

Bisogna che non ci rassegniamo al male, che non sopravvenga “La banalità del male” come ci ammoniva Hannah Arendt. L’alleato più forte del fascismo è stato in passato ed è oggi l’indifferenza.

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti”.

A Gramsci, che ha scritto queste parole, la signora Rosaria sarebbe piaciuta.

di Angelino RIGGIO

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