LE DONNE NELLA LETTERATURA

Il 22 gennaio 2019 presso la sala “Mattei” nel “vecchio” Municipio di Nichelino si è svolta la lezione: “LE DONNE NELLA LETTERATURA”  promossa dalla ” Scuola di Formazione Politica” appartenente all’Associazione culturale “Amici del Cammello”. Nell’anno 2018/19 è stato stabilito che tutte le lezioni avranno al centro tematiche legate al mondo femminile e che saranno donne a condurre e relazionare durante le lezioni.

In questa lezione il tema scelto ha avuto come relatrice Giulia Bortoloni dottoressa in letteratura, filologia e linguistica italiana.   Moderatrice Aura Rosati, ex insegnante e volontaria della libreria “Il Cammello”.

Se pensiamo ai nostri anni di scuola alle medie inferiori e superiori e tentiamo di ricordarci di quante donne scrittrici e poetesse abbiamo avuto l’onore di conoscere, beh dobbiamo ammettere che sono state ben poche. Solo un angolino dedicato a Grazia Deledda in quanto ha ricevuto, nel 1926, il premio Nobel per la letteratura… poi il vuoto assoluto. Del resto nella nostra scuola vi è una certa diffidenza ad occuparsi di poeti e scrittori contemporanei, figuriamoci quanto spazio rimane alle scrittrici e alle poetesse!

In secoli di storia della letteratura, la donna è stata scritta e raccontata dall’uomo, come se la voce femminile potesse farsi intendere solo attraverso la parola maschile e così nel mondo della letteratura la donna vive come sdoppiata: da una parte, è la fonte di ispirazione del poeta, dall’altra, tuttavia, quando le si consente l’accesso al mondo letterario in veste di soggetto scrivente, si trova ai margini.

Eppure, è accaduto in Italia che la veneziana Elena Lucrezia Cornaro fosse la prima donna laureata al mondo avendo ottenuto la laurea in filosofia all’Università di Padova nel 1678.

Questo vuoto sull’importanza delle donne nella letteratura italiana è stato colmato dall’ interessante lezione della relatrice. Ci ha ricordato anche poetesse e scrittrici di altri paesi come le britanniche Virginia Woolf e le sorelle Bronte.

Non è che in Italia non ci fossero state donne capaci ma le prevenzioni ed il maschilismo facevano sì che poche donne riuscissero a lasciarci loro opere.

Già nei secoli precedenti c’erano state donne che avevano dato un contributo importante alla letteraria italiana, come per esempio Caterina da Siena, Gaspara Stampa e Grazia Deledda. La presenza femminile sulla scena letteraria è però cresciuta significativamente a partire dagli anni ’30 del ‘900.

Le scrittrici tuttavia sembrano seguire, almeno in questa fase, linee diverse da quelle della cultura dominante dell’epoca, ancora prettamente maschile.

Nel dopoguerra questa presenza si fa sempre più forte, maturando delle caratteristiche proprie. Le scrittrici degli anni Cinquanta partecipano alle tendenze della letteratura italiana dell’epoca, cercando però di marcare con forza l’importanza dell’identità femminile nella storia italiana e portando avanti delle personali linee di ricerca.

La relatrice ci ha fatto avvicinare a poetesse e scrittrici del ‘900. Ricordiamo:

  1. SIBILLA ALERAMO(pseudonimo di Rina Faccio)

Foto: Enciclopedia delle donne

2. Piemontese, è una figura-chiave del femminismo d’inizio secolo. Figlia di un padre autoritario, studia da autodidatta e nel 1906 pubblica “Una donna”, romanzo autobiografico di enorme successo, in cui racconta la sua giovinezza e la violenza subita dall’uomo che poi diviene suo marito e dal quale riesce a scappare, liberandosi dalle catene della sua schiavitù coniugale. Tra gli amori più noti si ricordano lo scrittore Campana e il pittore Boccioni.

  1. ANNA BANTI (pseudonimo di Lucia Lopresti)

Foto: Getty Images

Fiorentina di origine calabrese, studia storia dell’arte all’università di Roma con il maestro Roberto Longhi, che poi sposa. Desiderosa di esplorare le diverse condizioni della donna nel corso dei secoli, è autrice della “Biografia fantastica Artemisia”, dedicata alla pittrice secentesca Artemisia Gentileschi.

3. ALDA MERINI

 

 

 

 

 

 

Foto: MyMovies

La follia le è stata compagna lungo gran parte della vita, costringendola a frequenti ricoveri in case di cura, durante le cui permanenze però non smette di scrivere e di dare libero sfogo alla sua anima, con uno stile irruento e passionale. Giovanni Raboni la definisce  “una forza della natura”. Tra le raccolte di poesie più note, si ricorda “Folle, folle, folle d’amore per te” con un’introduzione di Roberto Vecchioni.

4. ELSA MORANTE

 

 

 

 

 

 

 

 Foto: Controappuntoblog

Enfant prodige della letteratura italiana, inizia a comporre favole e racconti all’età di soli 5 anni. Moglie di Alberto Moravia (da cui poi si separa), vive intensamente gli orrori della guerra, riuscendo a raggiungere la serenità nel dopoguerra, quando pubblica “L’isola di Arturo”, che le consente di vincere il Premio Strega. L’opera è un romanzo di formazione, colmo della teoria psicanalitica degli archetipi di Jung.

Ricordiamo anche, almeno, “La Storia” con personaggi indimenticabili come la protagonista Ida, il figlio Useppe e la cagna Bella.

5. NATALIA GINZBURG

 

 

 

 

 

 

 

 Foto: Mangialibri

Scrittrice attiva anche a livello politico, fa del microcosmo domestico la sua cifra letteraria, dedicando molte sue opere all’analisi dei rapporti interni al nucleo familiare, in chiave spesso pessimista e a tratti tragica. È nota ai lettori grazie a “Lessico famigliare”, romanzo autobiografico che descrive la vita quotidiana dei Levi (il suo cognome da nubile), analizzando i caratteri opposti del padre e della madre, in un’opera intrisa di un confortante senso di appartenenza. Moglie di Leone Ginsburg intellettuale antifascista ucciso dai fascisti.

Ci siamo ritrovati una serata per parlare di poetesse e scrittrici. La domanda che potremmo porci è: ma chi ha voglia in una fredda serata invernale di ritrovarsi per parlare di tematiche che non interessano a nessuno?

Invece “Sala Mattei” era gremita di donne e di uomini. Elemento che va studiato attentamente. Noi pensiamo che se si offrono solo isole dei famosi la gente ci si abitua, se si offre cultura, la gente vorrà cultura.

Questo è quanto credono i volontari “Amici del Cammello”. La loro decennale esperienza ha dimostrato che è possibile.

 Grazie alla relatrice, alla presentatrice ed a tutti i volontari per questa interessante serata.

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