EMIGRAZIONE

 L’emigrazione è stata vissuta, nella mia famiglia, sia dai miei nonni materni sia dai paterni. Ma quella che ora racconterò è l’esperienza di mio nonno paterno: nonno Mimmo. Nel 1960, quando aveva 25 anni, il nonno, stanco di una situazione lavorativa precaria, decise di lasciare il suo paese in provincia di Taranto e di andare a cercare lavoro all’estero.

  Fin da adolescente aveva iniziato a lavorare in campagna, quindi aveva svolto lavori faticosi e poco retribuiti nelle terre di famiglia, ma aveva in mente di ottenere un lavoro migliore; aveva sentito da persone del paese che all’estero si trovava lavoro e si guadagnava abbastanza bene, tanto da riuscire a mandare i risparmi alla famiglia.

  Si trasferì quindi in Olanda da solo, con qualche indicazione e consiglio di conoscenti che avevano contatti con chi si era già trasferito. Partì con entusiasmo ma, mi ha confessato, anche con lo sconforto di essere solo senza la sua famiglia.

  Non fu difficile trovare lavoro, infatti venne assunto come operaio in un’industria chimica e iniziò ad ambientarsi grazie all’aiuto di altri italiani; non subì comportamenti di emarginazione, trovò anche una fidanzata che lo presentò alla sua famiglia e voleva sposarlo ma lui si sentiva sempre uno straniero.

  Nonostante tutto andasse bene, il nonno non riusciva a vivere lontano dal suo luogo di origine: c’erano difficoltà per la lingua olandese, sentiva nostalgia della sua famiglia e soffriva per la lontananza da casa. Anche se avevano già parlato di matrimonio, lasciò la sua ragazza; dopo essere stato in Olanda due anni tornò quindi in Italia al suo paese, dove rimase per circa un anno e conobbe la nonna.

  Ripartì poi per Torino dove poco dopo lo raggiunse suo fratello più giovane e quindi visse questa nuova esperienza di emigrazione insieme a lui, si sentiva meno lontano da casa non era solo ed era in Italia; inoltre poco tempo dopo formò la sua famiglia perché si sposò con la nonna originaria dal suo stesso paese e si stabilirono a Torino.

  Fu assunto alla FIAT: in quegli anni si trovava lavoro più facilmente; mi ha raccontato che non era proprio semplice ambientarsi, integrarsi e fare nuove amicizie perché spesso si veniva considerati estranei.

  Il fratello del nonno, nel giro di poco tempo, lasciò l’Italia ed emigrò a New York dove è rimasto per tutta la vita, io non l’ho conosciuto, ma il nonno mi ha raccontato che ha superato molte difficoltà essendo così lontano da casa, senza conoscere la lingua inglese.

  C’era molta possibilità di lavorare, infatti riuscì a guadagnare abbastanza per comprare una bella e grande abitazione rischiando però molto, perché spesso lavorava nella costruzione di grattacieli e in quell’epoca non esistevano molte protezioni per la sicurezza dei lavoratori.

  Anche il fratello del nonno soffrì per l’enorme lontananza da casa, ma è stato aiutato ad ambientarsi dagli altri italiani che vivevano la stessa situazione. Il nonno invece è rimasto a Nichelino con la sua famiglia dove ormai ha tanti amici con cui si trova bene, e ogni anno, nel periodo estivo, torna al suo paese per rivedere i suoi parenti.

  Penso che vivere l’esperienza dell’emigrazione significhi, oltre che segnare il destino di una persona e della sua famiglia, mettere alla prova la propria capacità di adattamento a situazioni spesso completamente diverse da quelle di provenienza; nella maggior parte dei casi si tratti di vicende che derivano da scelte obbligate e spesso difficoltose, di conseguenza credo sia molto importante trovare, non solo la forza e il coraggio, ma la fiducia in se stessi, perché ho capito che molte volte è una dura esperienza da affrontare da soli.

Il nonno mi ha raccontato la sua vicenda in Olanda in modo molto sereno, sicuramente qualcosa è rimasto in lui, infatti nel mio giardino pianta ogni anno i tulipani.

DI Alessandro DE MAGLIE

2^ B INFO-Pininfarina, Moncalieri-To.

 

Abbiamo ricevuto questo racconto da un giovane studente dell’istituto “Pininfarina” di Moncalieri. Lo pubblichiamo con vero piacere.

  Siamo disponibili a pubblicarne altri su problematiche sociali nel rispetto di quanto contenuto nella nostra Costituzione.

  Attendiamo altri articoli da giovani nostri lettori all’ indirizzo:

piazzadivittorio@gmail.com

Gianni ZANIRATO collaboratore del giornale ed ex studente dell’ istituto Pininfarina

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  1. Ciao, Alessandro. Spero che tu ed i tuoi amici ci invierete vostre riflessioni su problemi sociali. Sarà un piacere ricevere e pubblicare i vostri pensieri. Tanti anni fa anch’io ho studiato al “Pinin” ed ho magnifici ricordi di quegli anni. Tra l’altro, un pò di mesi fa sul nostro giornale ho scritto un articolo per ricordare un episodio importante della storia del nostro istituto. Attendiamo vostri scritti. Gianni Zanirato

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