MONTAGNE da RI-ABITARE

Molti studiosi internazionali sostengono: “Si crea futuro, anche, riadattando le risorse del passato”. Emblematico l’urgente rilancio dell’agricoltura nelle interne terre alte, che occupano circa la metà del territorio italiano, ove l’attuale costosa meccanizzazione agricola è poco o totalmente non operativa.

Poiché l’agricoltura è propedeutica ad ogni altra attività utile per un solido sviluppo economico, occorre rivalutare la capacità e versatilità operativa degli equini, che vivono di risorse locali perlopiù marginali. L’intelligenza, l’equilibrio, la forza di un affettuoso mulo, pesante 600-800 kg può, tramite idonea bardatura in angusti luoghi impervi, manovrare attrezzi motorizzati agganciati direttamente, con dimensioni e peso impossibili per qualsiasi uomo; oppure, con interposto idoneo carrello porta strumenti operativi.

L’evoluta riscoperta dei muli è possibile ricorrendo alla leggera tecnologia elettromeccanica ed elettronica in corrente continua, per i comandi e la trasmissione di potenza agli attrezzi operativi. Questa tecnologia permette comandi a distanza, grande versatilità operativa, riduzione di pesi e volumi, semplicità costruttiva e d’uso, forte riduzione dei costi d’acquisto e d’esercizio.

Solo con specifiche attrezzature, atte a eliminare gran parte del lavoro manuale miseramente rimunerativo, ripartirà l’agricoltura di montagna. Inoltre, senza efficaci attività primarie (agro-silvo-pastorali qualitativamente connaturate ai luoghi), capaci di garantire anche una valida manutenzione paesaggistica e idrogeologica, un vero ripopolamento, con solido sviluppo economico rimarrà una pia illusione.

Le necessarie nuove soluzioni sul vastissimo argomento, richiedono studi, fatiche mentali e fisiche, tempo e denaro, già ampiamente profusi dallo scrivente e da un suo giovane compagno d’avventura. Individuate le migliori soluzioni, l’applicazione pratica diffusa sarà graduale e meno complicata di come può apparire. Basterà dimostrare possibile la ripresa della fienagione in montagna, con qualità e produttività ampiamente rimunerative, fieno utilissimo alla pastorizia, per non doverlo comprare in pianura. Di conseguenza, tutte le altre applicazioni operative utili seguiranno a partire da quelle più congegnali e convenienti.

Nel montuoso Piemonte, Torino e Pinerolo possiedono: condizioni ambientali, strutture, tecnica, cultura, tradizioni e persone capaci di proseguire gli studi già elaborati e messi a disposizione. Verificandosi l’auspicato interesse innovativo, il Piemonte potrebbe avere un forte e generalizzato rilancio economico, in chiave veramente ecologica, esportabile anche fuori dai confini nazionali.

di Carlo Bosco

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