CALCIO. PADRE SCENDE IN CAMPO E DA’ UN PUGNO A UN RAGAZZO SENEGALESE: AVEVA LITIGATO CON IL FIGLIO. SOLIDARIETA’ A MARIO BALOTELLI

Durante una partita di calcio giovanile a Milano, pochi giorni fa, è stato possibile assistere ad atti di violenza e razzismo. La partita si svolgeva tra i ragazzi dell’”Us Melzo 1908” e il “Cea Milano”. La squadra del Melzo ha visto uno dei propri ragazzi aggredito violentemente dal padre di un calciatore avversario.

  Questo giovane adolescente, senegalese, è stato colpito con un pugno dal genitore dopo un diverbio in campo con il proprio figlio. Il padre citato aveva già passato gran parte della partita insultando il senegalese, con offese razziste come “scimmia” e “negro di merda” e via delirando…

   A fine partita lo squallido personaggio ha perso del tutto le staffe, è entrato in campo e ha colpito il ragazzo con un pugno tra la mandibola e l’orecchio.

   Il ragazzo è crollato a terra ed è stato portato all’ospedale. I medici hanno riscontrato una contusione al volto e una prognosi di 5 giorni. Sul posto è intervenuta la polizia che ha poi provveduto a denunciare il genitore ai carabinieri di Gorgonzola. 

   Questo il riassunto di quanto è avvenuto.

   Aldilà della fredda cronaca è necessario avanzare dei giudizi. Il primo, immediato è: si può utilizzare i termini “genitori” e “educatori”

 verso questi adulti criminali? Cosa insegneranno ai propri figli? A comportarsi come si comportano loro?

  Non intendo entrare profondamente nella questione, ma mi viene da pensare che l’odio sparso oggi a piene mani da parte di pericolosi individui antidemocratici (sì, mi riferisco soprattutto a Salvini e soci o meglio ancora camerati) cominciano a dare i loro putridi frutti.

  Affinché questo clima cambi occorre educare i nostri figli all’amore, alla solidarietà, all’ amicizia, alla tolleranza, al rispetto verso gli altri.   

  Purtroppo, queste parole oggi sembrano obsolete. Invece lo sport, anche quello amatoriale, deve avvicinare e non creare muri.

  La mia solidarietà (indipendentemente dalla divisa da lui indossata, io non sono tifoso di alcuna squadra) va a Mario Balotelli fischiato ed insultato ieri allo stadio, perché ha la pelle scura, da parte di imbecilli razzisti travestiti da tifosi. Imbecilli troppo coperti dai responsabili delle rispettive squadre.

 Di Gianni ZANIRATO

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