ANCHE TORINO HA LE SUE “SARDINE” : SONO GIA’ OLTRE 30 MILA

CHI SONO LE SARDINE?

Il movimento delle sardine, nato da quattro ragazzi che a Piazza Maggiore a Bologna hanno organizzato la contestazione al raduno di Matteo Salvini. Tra i diversi apprezzamenti per l’iniziativa non sono mancate le critiche di chi insinua dubbi sulla presunta “spontaneità” del movimento. Mattia Santori, ideatore del gruppo nega legami con la politica: “Non abbiamo bandiere”, dice. Intanto sui social si moltiplicano le iniziative e la mappa delle proteste inizia a definirsi.

POLITICA ITALIANA 19 NOVEMBRE 2019 di Francesco Di Blasi

Piazza Maggiore a Bologna, una “piazza grande” abbastanza da contenere più di sei mila persone, o meglio, “sardine”, che lo scorso 15 novembre si sono ritrovate per protestare contro il leader leghista Matteo Salvini. Un movimento spontaneo, senza bandiere, nato dall’iniziativa di quattro ragazzi bolognesi: Giulia, Andrea, Roberto e Mattia Santori, l’ideatore dell’iniziativa. Le immagini della piazza gremita sono diventate virali sui social e il movimento delle sardine ha attirato molti apprezzamenti, ma anche alcune critiche, soprattutto da parte della Lega, che ha insinuato dubbi sulla presunta “spontaneità” del movimento.

Chi sono?

Ragazzi normali, sconosciuti nelle sezioni di partito e senza un passato da militanti che dall’idea di una notte insonne hanno conquistato le prime pagine dei giornali. Mattia Santori, 32 anni, laureato in Scienze Politiche, è lui che per primo ha avuto l’idea del movimento ed è lui che, per organizzare la protesta, ha contattato i suoi ex coinquilini: Giulia Trappoloni, fisioterapista, 30 anni; Roberto Morotti, ingegnere impegnato nel riciclo, 31 anni; Andrea Garreffa, guida turistica, 30 anni. Trasformare l’idea di una notte in realtà non è stato facile, considerando che gli organizzatori hanno impiegato solo sei giorni. I quattro trentenni hanno raccontato di aver promosso l’idea sui social, ma anche attraverso il volantinaggio e la creazione di speciali “banchi del pesce” dove hanno distribuito sagome di sardine in cartone a promozione dell’evento.

Perché si chiamano così?

Riempire una piazza significa stare stretti come “sardine”, appunto. Più si tengono “stretti” e più l’iniziativa delle “sardine” può dirsi compiuta. Il nome però ha anche un significato metaforico che allude al caratteristico “silenzio” dei pesci. Un silenzio che gli organizzatori della protesta dicono di voler contrapporre agli “urlatori” dei comizi politici.

Significa anche battersi contro le palle di Salvini che dando i numeri (pardon, infortunio involontario sul doppio significato di “dare i numeri”) sui presenti ai suoi comizi esagera enormemente sulla reale partecipazione: neppure pigiati come sardine ci starebbero.

L’iniziativa per ora ha avuto un’eco mediatico considerevole e sono attese nuove manifestazioni.

Cosa vogliono

Il “movimento della sardine” non ha ancora un volto definito, né un programma chiaro. Le iniziative che riuniscono i manifestanti sono spontanee e nascono dall’iniziativa di gruppi locali. L’obiettivo primario condiviso per ora sembra essere quello di esprimere un dissenso trasversale nei confronti del leader della Lega Matteo Salvini. I manifestanti non hanno mostrato bandiere o simboli di partito durante gli eventi, ma solo delle “sardine” costruite con materiali di fortuna.

La mappa delle proteste

Dopo il successo dell’iniziativa bolognese il movimento delle sardine si sta espandendo per la Penisola. Altri gruppi autonomi rispetto al gruppo bolognese si stanno organizzando, soprattutto attraverso i social, per replicare l’iniziativa in altre piazze italiane. La lista, in aggiornamento:

Bologna, 15 novembre

L’evento si è svolto a Piazza Maggiore in contemporanea al raduno leghista che la stessa sera al PalaDozza di Bologna riuniva cinque mila persone. Gli organizzatori del “movimento delle sardine” chiedevano la presenza di almeno sei mila persona per riempire la piazza, ma a manifestare sono scese più di 15 mila persone.

Modena, 18 novembre

L’evento si è tenuto in Piazza Grande dove sotto la pioggia si sono riunite circa settemila persone. La manifestazione, organizzata in occasione del primo evento elettorale del leader della Lega in città, ha rappresentato il secondo appuntamento delle “sardine”.

Sorrento, 21 novembre

L’evento delle “sardine di Sorrento” è previsto in piazza Andrea Veniero. È stato organizzato un flash mob in concomitanza con l’arrivo nel paese del leader leghista Matteo Salvini

Napoli, 30 novembre

L’evento è previsto alle 19 in piazza del Gesù Nuovo. Gli organizzatori hanno chiesto di portare “una sardina disegnata o creata in qualunque modo, ma di non portare alcuna bandiera politica”.

Milano, 1° dicembre

“Le Sardine di Milano”, è il nome della pagina Facebook che organizza l’evento. In un post gli autori – che per ora non sono noti – hanno lanciato un primo messaggio per mobilitarsi.

Folla sui social network nel gruppo contro Salvini. Aderisce anche suor Giuliana Galli

di SARA STRIPPOLI

LA REPUBBLICA” del 19/11/2019

Le “sardine” scese in piazza ieri sera a Modena (fotogramma)

In due giorni ci sono già 30mila iscritti. Anche in Piemonte sta crescendo il movimento delle Sardine. “Qui nessuno dei fondatori appartiene a un partito – scrive uno degli amministratori Paolo Ranzani – non abbiamo tessere, o forse neanche tante idee davvero convinte. Solo una che è chiara: no ai fascismi. Se proprio volete e dovete farci indossare un vestito, noi desideriamo questo. Tutto il resto sono chiacchiere e distintivi”.  A 24 ore dall’apertura le sardine di Torino erano già 15mila, in un’ora sono diventate 30mila. Anche suor Giuliana Galli del terzo settore torinese e già vicepresidente della Compagnia di San Paolo, è entrata nel gruppo. Il suo è un messaggio ironico: “Mi piace la trota, mi piace il salmone, mi piace il tonno e mi piacciono anche le alici. E anche le sardine. E a voi?”.

Gli amministratori vogliono evitare che il gruppo diventi un luogo per disturbatori, troll e provocatori: “Agite di testa e non di pancia, distinguetevi. Non cercate di ragionarci, vi porterebbe nel campo dell’ignoranza.  A tutti gli altri: grazie, siete delle sardine bellissime”.

 

COMMENTO

Personalmente, aderisco al movimento delle sardine senza se e senza ma, convinto che occorra contrastare i sovranisti ed i fascisti con tutte le armi che la democrazia ci mette nelle mani. Strumenti pacifici e democratici. Uno di questi è la libera volontà di occupare le piazze, come ci ricorda la democrazia ateniese.

Il movimento spontaneo è partito da ragazzi stanchi del salvinismo, delle balle che racconta nonostante riesca a far breccia nella testa di coloro che, delusi dai partiti e movimenti tradizionali, trovano nella destra risposte e speranze. Ovviamente ci sono personaggi squallidi che utilizzano la delusione di tanta gente per far passare parole d’ordine di un periodo che tanto avremmo voluto considerare e ricordare come una macchia indelebile della nostra storia.

Attenzione che i fascismi non ritornano mai uguali a quelli precedenti, si presentano sempre in modo nuovo, camuffati e quasi irriconoscibili. Si dichiarano sempre dalla parte dei più deboli, contro i poteri forti. Intanto tramano nell’ ombra proprio con questi.

E voi, imparate che occorre vedere

e non guardare in aria; occorre agire

e non parlare. Questo mostro stava

una volta per governare il mondo!

I popoli lo spensero, ma ora non

cantiam vittoria troppo presto

il grembo da cui nacque è ancora fecondo

(Bertold Brecht)

 

Io attendo di conoscere la data e la piazza di Torino per essere una sardina insieme ad altre decine di migliaia di sardine come me.

Io ci sarò convintissimo che occorra dare il nostro impegno per salvare la democrazia.

Dobbiamo partecipare. Io ci sarò.

Quanti saranno con noi?

Si può aderire anche scrivendo un commento (vedi qui di seguito).

Di Gianni ZANIRATO

 

 

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