RAPPORTO CENSIS 2019: ITALIANI IN VIA DI ESTINZIONE?

Oggi il Corriere della Sera riporta alcuni estratti del rapporto annuale del Censis, relativo a questo 2019 che ci sta per lasciare.

La lettura oltre che consigliata, è d’obbligo, se si vuole comprendere appieno la deriva che ha intrapreso la nostra società, anche se basterebbe guardarsi intorno per capire come il nostro Paese, grazie, o meglio, per colpa di scelte politico-economico scellerate, ha intrapreso un sentiero che non si può certamente dire “virtuoso”.

Un popolo che si vuole sovranista, ma che è incapace di una benché minima capacità di agire collegialmente, di gettare il cuore oltre gli ostacoli di questo individualismo sfrenato che pare aver colpito tutti noi, da sinistra a destra, per quanto queste categorie oramai paiono soltanto dei residui storici.

Una politica vista come un nemico quando dovrebbe essere il nostro più prezioso alleato, poiché coloro che sono chiamati a gestire la res publica dovrebbero agire come il “buon padre di famiglia”, sempre che ancora esistano dei padri siffatti…

Un’economia che, a causa di scelte disastrose come la svendita dei beni pubblici, la spesa a gogo per infrastrutture spesso dalla dubbia utilità, il “magna magna” che ogni giorno ci viene riferito nei mass media, con scandali che esplodono un po’ ovunque, fa si che oggi a tirare la “carretta” siano sempre meno persone, a scapito di una pletora di parassiti, siano essi politici di professione, siano essi fantomatici imprenditori capaci solo di “prendere” e guadagnare da ciò che era statale, ossia pubblico.

Una famiglia che non riesce a essere più tale, con i genitori sempre più impegnati a mettere insieme il pranzo con la cena, e figli lasciati in balia di gadget elettronici, sempre più pervasivi.

Per non parlare di ambiente, territorio, salute, insomma, senza voler andare molto oltre lo spazio che ci siamo dati, quella fotografata è un’Italia che ha paura dello straniero, e che pure fa paura allo straniero che ci vive, ingessata in caste dove sempre più persone si ritrovano ai margini, quasi come gli “intoccabili” indiani.

A chi dare le colpe? Alla politica, certamente, e quindi a tutti noi che deleghiamo il potere a chi ne fa un uso spesso personale, e per che cosa dare queste colpe?

In primis, l’aver distrutto un sistema industriale, favorendo amici a scapito dei “capaci”, e l’aver eliminato la dialettica tra capitale e lavoro, con l’approvazione di leggi, come il Jobs Act, che hanno indebolito la capacità contrattuale dei lavoratori, rendendo tutti più precari, maggiormente ricattabili, e più vicini alla povertà, con un tasso di working poors sempre più alto.

Una debacle economico-sociale che è stata possibile dalla crescente ignoranza, intesa come non conoscenza dei fatti, nessuno studio, nientemeno che impegno, tanto a pagare nel suolo patrio sembrano contare altre qualità, molto più servili.

Una speranza sembra essere il nuovo movimento delle “”Sardine” ma, senza alcun connotato “politico”, sarà difficile che si torni a vivere momenti di “lotta”, civica, dove la gente venga finalmente buttata fuori dal proprio torpore e decida di impegnarsi per avere un futuro migliore, che oggi non sarebbe altro che avere un barlume di ulteriore coscienza, un briciolo di maggiore dignità e una tenue fiammella di speranza.

Di Marcello MINELLI

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