SPERANZA

Abbanniare. Credo che la radice della parola sia: bando. Così abbanniare è fare come il banditore di una volta: annunciare a gran voce qualcosa di importante. Era quello che facevano (credo che lo facciano tuttora) gli ambulanti della Vucciria, questo mercato dipinto in modo mirabile da Guttuso. Si chiama vucciria, somma o confusione di voci, perché ogni commerciante abbanìa la propria merce.

Mia madre, povera e perciò compratrice molto accorta, non si faceva attrarre da chi gridava più forte e mi faceva fare tutto il mercato avanti e indietro, anche più volte, confrontando prezzi e qualità prima di comprare.

Ecco: la politica oggi, specialmente nei talk-show e su facebook e simili, rassomiglia molto alla vucciria in cui ogni mercante urla sempre più forte per vendere la propria merce facendo in modo che il compratore sprovveduto si lasci agganciare dal suo abbanniare: ciò che conta è essere in prima fila, sempre in prima pagina, sempre in televisione anche a costo di spararla più grossa, di assecondare i peggiori istinti e pregiudizi della gente.

È una cosa triste perché così la politica rinuncia al suo ruolo di elevare la coscienza critica delle persone e rafforzare la democrazia.

Gli esempi sono tanti e sotto gli occhi di tutti. Ma i campioni sono due. 

Fino a ieri avevamo Renzi che ne sparava una dietro l’altra. Siccome è un po’ da parte, oggi rassomiglia sempre più a quel bambino che, siccome il pallone è suo, minaccia di portarselo a casa se non ha un ruolo di rilievo e non si fa come dice lui.

Chi va invece per la maggiore è Salvini che però, orfano dei migranti da accusare, orfano dei cinesi untori, cerca sempre qualcuno contro cui suscitare rabbia e fare crescere la paura tra la gente.

Ma la gente che oggi ha paura sul serio perché c’è un pericolo imminente, il coronavirus, cerca di usare la paura per lo scopo vero, e positivo, per cui la natura ce l’ha donata: per capire il pericolo e attrezzarsi su come superarlo. Così non è molto disposta ad ascoltare i due Matteo e il loro consenso nei sondaggi è a picco. Disperati, abbannìano più forte, ma più lo fanno, più la gente li ignora.

Forse un merito ce l’ha questa emergenza del covid 19.

Siamo di fronte a una politica più sobria.

Credo che un bel rappresentante di questa politica che non ama andare sui giornali, che predilige il fare e sente sopra di sé la responsabilità del proprio compito sia Roberto Speranza, Ministro della Salute.

Questo ragazzo di quarant’anni, quando lo vedete in televisione, ha spesso le occhiaie perché sta sempre in sala operativa a monitorare la situazione. Sin dall’inizio dell’emergenza coronavirus, si è circondato di scienziati e si è messo alla loro scuola. Ha, giustamente, costituito una equipe collegiale per coordinare ogni attività affidando un ruolo guida alla Protezione Civile e alle Forze dell’Ordine. Ha valorizzato il ruolo del Servizio Sanitario Nazionale ed è riuscito a ottenere che la maggior parte della somma stanziata dal Governo per l’emergenza (7,3 miliardi) venisse destinata a rafforzare la Sanità in uomini e mezzi, soprattutto Unità di Terapia Intensiva e soprattutto nelle zone carenti. Ha giustamente messo in evidenza l’eccellenza della ricerca italiana per avere mappato tra i primi al mondo il covid 19. Ha proposto da subito agli altri ministri della sanità europei di costruire una azione comune (all’inizio lo hanno snobbato, adesso tutti guardano con rispetto e ammirazione, a partire dall’OMS, a quello che sta facendo l’Italia).

Tutto questo senza dire ogni cinque minuti io, io, io; senza mettersi in mostra, senza cambiarsi una felpa al giorno.

Non che sia tutto risolto. Anzi.

Come ho già detto, siamo all’inizio di un percorso lungo, difficile e doloroso. Ma proprio per questo è importante poter contare su persone serie e, con l’impegno di tutti, potere ridurre il danno. Come dice Speranza: nessuno si salva da solo.

Resta una domanda: come mai un giovane di questa qualità è stato costretto a uscire dal PD?

di Angelino RIGGIO

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